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Nuova rubrica | Che ne sai tu di porno?

Introduzione: [in-tro-du-zió-ne] s.f.
inserimento dentro qualcosa, immissione

Ho sentito dire, che le storie più belle cominciano sempre con un bicchiere di whisky bevuto nell’angolo fumoso di un bancone del bar, la mia no.

Questa storia nasce con me seduto al pc, mentre sorseggio un bicchiere di Laphroaig, almeno il whisky c’è, con l’immagine di mia madre su skype tutta puntinata sullo schermo che mi chiede:

Madre: « Beh come va? Stai mangiando? »
Io: « Sì, mangio e sto bene, sono incazzato come sempre, ma sto bene. »
« Tranquillo, vedrai che si aggiusta tutto. »
« Uhm uhm, sarà come dici tu. A proposito, non ti ho detto che mi ha scritto un amico di una redazione, mi ha chiesto se potevo scrivere per loro. Che poi lo conosci anche, ché te ne ho parlato un sacco di volte, è Simone di Frizzifrizzi. »
« Ah, lo vedi, e di che cosa? »
« Mi ha chiesto di occuparmi di porno! »
« Come di porno? Che ne sai tu di porno? »

porn_1Ecco, diciamo che più o meno è così che è andata e siccome non sa mai che cosa può ricevere l’uomo che è sempre pronto ad abbracciare la vita, eccomi qua.
Scrivere di porno è da un po’ di anni a questa parte uno dei miei sogni, non direi esattamente nel cassetto, ma quasi. In verità, avrei voluto scrivere sceneggiature per il porno, ma si comincia a piccoli passi, all’età di trentadue anni posso prendermela comoda quanto l’Orient Express in un mondo di neutrini.

E quindi, che ne sai tu di porno? Che potrebbe essere una domanda retorica o anche fatta da me a voi, prendetela come vi pare. Io so che mi piace. A voi piace vedere le serie tv? A me piace vedere il porno. Ché il porno non è solo “Oh God” e “Oh fuck” e “Col calzino no, mi fai male”, è anche impegno, sudore, dedizione, analisi della società. Soprattutto le prime quattro lettere dell’ultima.
Ok, scusatemi, questa era facile.

Tra l’altro, stavo pensando a quanto sia tenera mia mamma, già faceva fatica a descrivere di cosa mi occupassi prima, figuriamoci ora, quasi me l’immagino a parlare del suo secondogenito con gli amici di famiglia. A sua insaputa mi ha pure dato il nome per la rubrica e dentro mi sento un po’ in colpa per non pagarle nemmeno i diritti del copywriting.
Comunque ho ricevuto carta bianca. Sulla fiducia, diciamo. Almeno finché non scriverò qualcosa di scabroso che possa urtare il buon gusto. Fosse facile, ma tanto cazzo vi frega, mica siete voi che siete lì a tenervi con i quadricipiti in trazione per evitare di sedervi su un’ispezione rettale.

Mi sembra giusto però che sappiate che a noi piace il latte di mucca, ma proveremo a scrivere anche del latte di toro.
Abbiate prudore.

autore della rubrica “Che ne sai tu di porno?”

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