7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Felicita Sala (qui il suo blog).

Ciao Felicita, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratrice?
Sono nata a Roma e cresciuta in Australia. Sei anni fa sono tornata a vivere a Roma. Ho trent’anni. Faccio quadri e disegni da una vita, faccio l’illustratrice da tre o quattro anni.

Matita o penna grafica?
La matita, per la sua precarietà e risolutezza.

Cosa fai quando non disegni?
Faccio il lavoro che paga le bollette! Ovvero insegno inglese agli adulti. Poi cucino, leggo, cammino, passo un sacco di tempo su skype.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
Tanta carta, riviste degli anni ’50, scatole di latta, matite e pennelli, una clessidra, un barattolo di vetro con dentro una conchiglia, dello spago, pezzetti di gomme.

Un disegno pesa quanto…
Una canzone o un intero album ascoltato a ripetizione.

Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
Mi piacerebbe illustrare un qualsiasi libro di Marquez o di Kundera. Oppure Le città invisibili di Calvino. Per il film, o Il grande Lebowski, oppure In the mood for love di Wong Kar-Wai.

Un illustratore o un’illustratrice che mi consiglieresti?
Il primo consiglio è poco obbiettivo, ma non importa. Vi consiglio Gianluca Maruotti, che lavora principalmente con la plastilina. Io lo chiamo il Michelangelo della plastilina (da pochi mesi è anche mio marito).
Per l’illustratrice invece vi consiglio Kaatje Vermeire, ha un tratto bellissimo.