Converse PRO Streets | telecamere (non) nascoste ti aspettano a Milano e Napoli

A pensare alle decine di migliaia di inquadrature che società di sorveglianza, enti, banche, aziende pubbliche, forze dell’ordine, uffici postali, condomìni privati hanno di ciascuno di noi, uno che ha la fobia dell’obiettivo non dovrebbe più uscire di casa. Da qualche parte c’è una banca dati con un estratto video di te che ti scaccoli quando credi che non ti veda nessuno, che hai le ascelle pezzate di sudore, che ti sistemi il pacco con disinvoltura, che cerchi con fatica di toglierti il filo di grasso di prosciutto del panino del bar che si è incastrato tra i denti, che dopo esserti soffiato il naso guardi incuriosito il blob giallo/verde sul fazzoletto, che butti uno scontrino per terra, che pesti una merda di cane, che superi con naturalezza uno senza una gamba che prova a chiederti qualche spicciolo per strada.

Tranne i paranoici, tutti cerchiamo di dimenticare quel “piccolo sacrificio della privacy in nome della sicurezza” (che nolenti o volenti tocca subire) e facciamo finta di vivere in un mondo senza occhi più o meno nascosti che ci guardano, quasi incazzandoci quando qualche stencil appiccicato da a(r)ttivisti dall’alto senso civico ci ricorda che in quel momento, passando di lì, un indiscreto occhio pubblico o privato ha iniziato a registrare quel che facciamo, come siamo vestiti, dove stiamo andando, con chi.

E’ quindi uno strano corto-circuito tra media e società del controllo, tra privacy ed esibizionismo, tra pubblicità e paranoie tipiche dell’era dell’informazione l’idea di Converse di disseminare l’Europa di una serie di telecamere “nascoste” (ma ben segnalate), per la nuova campagna lanciata PRO Streets, che consiste in un enorme gioco che linka il web ad alcune zone delle maggiori città del continente in una sorta di talent show disseminato per parchi, piazze e vie dei quartieri dalla forte identità, dove professionisti o appassionati posso esibirsi per cercare di rappresentare al meglio quella che è la street culture del proprio sobborgo, facendo leva su un ulteriore corto-circuito: la street culture è un fenomeno globale, che però viene vissuto, interpretato, agito diversamente da Paese a Paese, da città a città, da periferia a periferia.


Qua sopra Milano – Sesto San Giovanni. Sotto, Londra – Mile End.

A partire da questo pomeriggio alle 15,00 – seguendo un calendario che trovi sul sito PRO Streets, le “spycam” Converse si sposteranno per Milano (Lampugnano, Gratosoglio, Parco Sempione, Parco Lambro) per riprendere i volontari che vorranno mettersi in gioco in danze, tricks sullo skate, partite di frisbee tra gli alberi e qualunque cosa possa rappresentare la propria visione di street culture locale.
Prossimamente sarà la volta di Napoli.

Alla fine del gioco, in base al successo – attraverso voto e condivisione online – dei vari filmati, Converse sceglierà e festeggerà la città, il quartiere, il pazzo / l’atleta con più talento.
Abituàti a video con la musica giusta, il montaggio giusto e l’inquadratura giusta, i tempi morti, le immagini sbiadite e l’audio crepitante delle riprese valgono da soli una visita al sito.

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