Lago Film Fest | Intervista a Viviana Carlet

Frizzifrizzi quest’anno sarà al Lago Film Fest con un inviato d’eccezione: C&B!
Seguiremo con interesse (e un poco d’invidia) i racconti giornalieri del nostro corrispondente a Revine Lago (dal 20 al 28 luglio), per sapere quello che succederà e assaporare, attraverso le parole e le foto di C&B, l’anima del festival.
Se come me non vedete l’ora di saperne di più, godetevi, intanto, quest’intervista che ho avuto il piacere di fare a Viviana Carlet, mente creativa del Lago Film Fest.

Ciao Viviana, per prima cosa volevo chiederti: come è nato tutto? Per tutto intendo l’idea e il progetto del Lago Film Fest… hai sempre desiderato farlo oppure è stata una folgorazione improvvisa.

Come qualsiasi idea è una folgorazione, ma arriva da un percorso e da un’esperienza, si costruisce nel tempo ed è composta da tanti piccoli tasselli, una sorta di fil rouge che accompagna scelte e decisioni che a volte solo alla fine si riesce a leggere e spiegare.
La mia idea nasce dalla fusione di diverse esperienze/passioni, il cinema come strumento per creare un luogo di incontro e di scambio per artisti che arrivano da diversi ambiti e ricerche artistiche.

La passione per i corti, le immagini e quindi per le suggestioni visive, è una cosa che hai sempre avuto fin da piccola? Cosa ti piaceva fare da bambina?

Da bambina mi piaceva arrampicarmi sugli alberi, correre e guardare i cartoni animati, come tutti i bambini della mia generazione.
Ho sempre adorato la forza ipnotica e ammaliante del video, non chiede alcun permesso, semplicemente ti trascina in mondi e situazioni fantastiche, nuove e reali.

Gli enti e le banche locali ti hanno appoggiato fin dalle prime edizioni, come ha accolto Revine Lago la prima edizione e poi le altre?

La prima edizione è stata un evento davvero divertente e speciale, irripetibile. Tre calde notti d’estate con una dozzina di film e una fetta d’anguria per tutti nella pausa tra il primo e il secondo tempo.
Il festival è molto popolare, e sin dall’inizio la comunità l’ha accolto e sostenuto, ora la gente lo attende come fosse la festa patronale, come fosse l’appuntamento dell’agenda del paese.

Come hai fatto a trovare il materiale? Esisteva un circuito già sviluppato o altri festival di riferimento?

Un circuito forse c’era ma abbiamo dovuto cercarlo, capire come funzionava e cercare i materiali. All’inizio è stato semplice, è stato sufficiente chiedere a degli amici che organizzavano festival e facevano film, così abbiamo cominciato. Poi lentamente siamo andati avanti e abbiamo creato una nostra rete di contatti e conoscenze, sia attraverso i registi e gli artisti che attraverso i festival stessi. Comunque il mercato e la produzione dei cortometraggi è in continua espansione e da quando abbiamo cominciato è cresciuto notevolmente.

L’anima del Festival di quest’anno è legata all’immaginario di Antonio Rezza, padrino della manifestazione. Qual è la decisione che ti ha spinto ad affidarla a lui piuttosto che ad un altro?

Antonio Rezza è un amico del festival, ci amiamo e ci odiamo, mix perfetto per poter lavorare e vivere.
Lui è un artista italiano incredibile, indipendente e testardo e noi lo ammiriamo moltissimo.

Qual è la situazione del cinema, e tutto quello che ruota intorno, in Italia? Come la vedi?

Il cinema e il mondo del cortometraggio sono due mondi che convivono ma hanno una produzione e una vita molto differente. Il cinema in Italia potrebbe dare soddisfazioni maggiori, il nostro problema è che spesso ci perdiamo in melanconici manierismi e perdiamo di vista la storia che è la cosa più importante, anche per questo motivo vogliamo continuare con il premio alla sceneggiatura dedicato a Rodolfo Sonego.

Da dove e come vengono selezionati i corti? Ho visto che sono arrivati più di 2000 lavori… te li sei guardati tutti? Hai uno staff di fedelissimi con cui collabori che ti supporta?

No, non li ho guardati tutti, quest’anno è il primo anno in cui, per ragioni di lavoro, non sono riuscita a guardarli tutti, ma mi fido di chi mi aiuta e chi mi suggerisce, perché ci conosciamo molto bene e conosciamo il livello che vogliamo mantenere.

I volontari hanno fatto molto per il Lago Film Fest, c’è la possibilità di proporsi e collaborare, se sì come?

I volontari sono il Lago Film Fest, senza di loro non esisterebbe.
Questo è link per diventare un volontario del Lago Film Fest.

Qual è il segreto per far funzionare un festival così grande e importante?

Non c’è un segreto c’è solo un’attitudine, un obiettivo da raggiungere e una modalità per conseguirlo, il mio obiettivo è cercare di essere più veri possibile, ma questo non è certo un segreto per un festival, è un modo di vivere.

Grazie Viviana, buon lavoro a te e a tutto il tuo staff.

Grazie a te.

Qui sotto il Trailer del Lago Film Fest 2012.

Foto di: Nico Covre per Lago Film Fest 2011

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