7am | Guido Castagnoli

7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, a fotografi che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Guido Castagnoli (qui la sua gallery).

Ciao Guido, quanti anni hai e di dove sei? Da quanto scatti foto?
Ho 36 anni e sono nato a Torino. Anche se trapiantato praticamente da subito in Liguria mi sento molto più torinese che ligure.
Credo che si possa dire che scatto immagini da quando sono nato… ma ho deciso di “fissarle” solo circa 12 anni fa.

La tua attrezzatura?
La mia macchina preferita è la mia Tachihara 8×10 pollici. Poi vengono hasselblad 501cm, Fujifilm GF670 Pro e non a caso per ultimo il digitale: una PhaseOne con dorso P40+.

Cosa fai quando non fai foto?
Ho una giovane famiglia composta da moglie giapponese e due splendide creature femminili di 4 anni e 1 anno… direi che questo occupa quasi tutto il tempo rimasto. Poi i libri… e sempre guardare guardare guardare le cose belle e brutte nel mondo.

Descrivimi la tua stanza.
Preferisco descriverti il mio studio: un disordine da psicopatico credo renda l’idea… in casa è diverso devo venire a patti con la razionalità giapponese.

La tua macchina fotografica pesa quanto…
Più pesa più sono contento. Una macchina fotografica che richiede notevoli sforzi per essere utilizzata ti porta a riflettere molto di più prima di scattare e chiarifica gli intenti.

Se il tuo immaginario fosse un film? O un libro?
Difficile racchiudere un intero immaginario in un unico film ma se devo essere conciso tutti i film di Wim Wenders. Un libro trascurato nell’adolescenza e letto solo adesso: “Il deserto dei Tartari” di Buzzati. Poi più o meno tutti i libri di Murakami.

Un fotografo/a che mi consigli di tener d’occhio?
Non solo perché è una delle persone con cui più mi piace chiaccherare, specialmente di fotografia, ti consiglio di dare un’occhiata al lavoro di Andrea Bosio architetto di formazione e fotografo per vocazione.

co-fondatrice e caporedattrice

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