Pitti82 | Studiopretzel

Studiopretzel lo seguo fin dagli esordi dunque impossibile non notare, una volta entrato nel loro spazio presso l’area New Beats del Pitti, due grossi cambiamenti.
Abituato a piccole capsule collections mi sorprendo di fronte ad una collezione molto più ricca del solito, presentata da un inedito Emiliano Laszlo – designer e fondatore del marchio – senza barba (sembra pure diventato più alto…) a cui chiedo, nella mia duplice veste di inviato per Frizzifrizzi e per il Grand Tour di Mumm Code di presentarmi la nuova collezione. L’intervista la trovi anche su Mumm Code.

Ciao Emiliano, presentati e racconta.

Sono Emiliano Laszlo di Studiopretzel e al Pitti presento la nostra terza collezione anche se le prime due erano in effetti capsule collection. Per la SS2013 ho ampliato la collezione con capispalla ispirati agli yukata giapponesi e pantaloni ispirati ai panta-kimono da Ju Jitsu o da Judo. Poi ho aggiornato i bermuda ai quali ho cambiato le consistenze dei tessuti e sono andato su dei cotoni, dei lini e dei denim ultraleggeri, morbidi, comodi. Non più le mussole – altrettanto comode – di prima, dunque, ma materiali molto più strutturati. L’intera collezione comunque è ispirata al Giappone dunque c’è un certo rigore nelle forme, nei volumi, nei colori.

A proposito di colori: bella la palette, soprattutto per come l’hai sistemata.
[Sorride, n.d.r] L’ho sistemata il primo giorno di Pitti, lunedì, e l’ho messa così com’è ora senza farlo apposta poi ho fatto una foto e mi sono reso conto di aver disposto i colori in sequenza.

Oltre alla linea vedo pure qualche pezzo unico.

Sì, ad esempio il bermuda realizzato con un tessuto che ho trovato a Prato, in un posto dove vado di solito e che raccoglie molto materiale proveniente da Cinecittà. A volte hanno cose davvero fantastiche. Ho trovato questi due metri di tessuto appoggiati lì in un angolo, li ho presi e mi hanno ispirato questo bermuda.

Immagino che anche la giacca “a fiocchetti” sia un pezzo unico.

La giacca e il pantalone [che indossa Emiliano, realizzato come la giacca, n.d.r.] sono in denim autunnale, abbastanza leggero ed elasticizzato. La giacca è destrutturata, ha una linea classica sdrammatizzata da impunture di cotone colorato cucite dal dentro al fuori, creando questa sorta di “florilegio” acceso in contrasto con il denim scuro. E’ appunto un pezzo unico ma visto il successo che sta riscontrando ci sto ripensando su… Era nato come prototipo per capire come poter costruire qualche capo in maniera diversa.

Ti rubo uno dei pretzel esposti. Posso?

Fai pure. Sono assolutamente commestibili. Come vedi il packaging è rimasto lo stesso: una busta del pane con su stampato il nostro logo.


co-fondatore e direttore
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