FoodMood: come e cosa si mangia nel mondo te lo dice twitter

I tweets di amici che nelle fasce mangerecce della giornata annunciano al mondo – spesso premurandosi di allegare una foto – cosa c’è nel loro piatto non sono certo una rarità.
Se in era pre-web forse soltanto ai futuri giovani chef poteva venire in mente di chiedersi cosa stessero mangiando amici e conoscenti, nel preciso istante in cui si ficcavano in bocca una forchettata di pasta fatta in casa dalla mamma (ogni buon cuoco ha un aneddoto su mamme o nonne e pasta fresca) e al massimo affidavamo retroattivamente tale curiosità ai temini delle elementari – racconta cos’hai fatto domenica con i tuoi genitori – semplici e precisissimi reportage che in ordine rigorosamente cronologico elencavano tutta una serie di attività, compreso il mangiare e finivano inevitabilmente con l’andare a letto, ma solo dopo essermi divertito molto ed aver imparato tante cose.

Oggi con Instagram e appunto Twitter, all’ora di pranzo o di cena, a colazione o nottetempo per uno spuntino fuori programma, sei virtualmente seduto accanto ai tuoi amici, nemici, miti da adorare, idioti di cui sparlare dietro alle spalle. Vedi quel che vedono loro – o che vogliono farti vere – nel piatto. Ma di che cibi twittano tutti? Nonostante la risposta più ovvia possa sembrare pancakes (almeno a giudicare dai miei contatti), in realtà nell’Italia pizza-spaghetti-mandolino effettivamente la pasta e la pizza sono rispettivamente al primo e al secondo posto.
Chi lo dice? FoodMood, sito che analizza i tweets provenienti da tutto il mondo, ne estrapola, attraverso una serie di parole chiave, i cibi e la soddisfazione di chi li ha postati e ti permette di visualizzare le informazioni a mo’ di rettangoli colorati le cui dimensioni dipendono dalla quantità di tweets ed il colore dal grado di gratificazione del “mangiante”.
Il sistema non è impeccabile e i tweets analizzati sono soltanto quelli in inglese (farlo in tutte le lingue immagino comporti tempi di gran lunga maggiori) ma il risultato è comunque interessante, anche perché si possono mettere a confronto due o più paesi o ad esempio selezionati “i grassi” del mondo o al contrario “i magri, oltre a ricevere informazioni su ciascun paese (reddito pro capite, percentuale di obesità, di felicità).

Certo, se tutti fossero come i bambini delle elementari, avremmo tutta una serie di rettangoloni rossi (mi sono divertito molto!)

co-fondatore e direttore

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