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Eva
di Kike Maíllo
Spagna 2011

Vi ricordate lui?
Uguale, solo che invece di bamboccino robot e inventore nasone tezukiano c’è Eva ragazzina robot e inventore hipster ispanico (hipspanico quindi).
Ora, stare qui a parlare di un film di fantascienza spagnolo mi manda ai pazzi. Non tanto perché il film è di fantascienza o perché è spagnolo, ma perché è un dignitosissimo film di fantascienza spagnolo.
Mi è capitato nelle ultime settimane di dover consigliare ad un certo artista americano dei film di fantascienza italiani (sapete no, che io sono C&B solo nei ritagli di tempo. In realtà la mia vera identità è quella di un moderato, educato, incravattato, pettinato cicisbeo tuttofare della cooltura) e insomma andando su wikipedia a fare un ripasso finisce che trovi questa lista e scorri che ti riscorri i titoli scopri che negli anni ’20 in http://it.wikipedia.org/wiki/Cinema_italiano_di_fantascienzahanno fatto più film di fantascienza che negli Anni2000! E ti ritrovi a pensare che – diosanto – l’ultimo vero film di fantascienza itagliano è Nirvana.
Nirvana. Salvatores e il Salvatore’s Pack. Nirvana dove c’era un personaggio che si chiavama Joystick e parlava barese. E la Rocca con in capelli blu (gli anni novanta) che come al solito si ficcava oggetti oblunghi nel corpo. Dio Santo.
Ma ti rendi conto che anche Totò ha fatto il film sulla luna! E pure Franco e Ciccio! E vogliamo scordarci di questi?

Boh. Io non so proprio che altro dire. Ma perché davvero non ci avevano detto che in fondo Spgnoli e Italiani non erano poi così diversi? (O erano i greci, come diceva Salvatores?) Insomma ma perché? Perché loro sì e noi no? Che c’hanno loro più di noi? Che c’hanno un programma spaziale spagnolo loro? Perché noi non ci riusciamo proprio anche solo a immaginare un film di fantascienza? E loro non solo lo immaginano ma lo fanno pure e gli riesce pure dignitosissimo!
Eva racconta di un inventore di robot che in una realtà distopica (robot inseriti nella società ma costumi, macchine e acconciature sono tra la fine dei 70 e l’inizio degli 80) deve creare il bambino robot con l’anima più vicina possibile a quella reale. Certo, plot non tanto originale, andamento sentimentale più che spaziale, con tutto il tempo la neve che copre ogni paesaggio e si lo so i freddi sentimenti dei robot, e che la ragazzina che lui sceglie come modello sia già un robot lo si capisce dalla locandina e ok, non sto dicendo che è IL capolavoro della fantascienza, ma dio, come se la gioca a pari livello con tanti film fantascientifici che ci piace tanto vedere (quelli amerigani): effetti speciali che tengono bottissima, storia carina e via verso nuove galassie e possibilità. In Francia la fantascienza è un genere quasi più vivo del sentimentale. Ieri ho visto un film post-apocalittico tedesco dignitosissimo. Addirittura in Svizzera fanno i film dignitosi di astronavi. Il cinema di fantascienza itagliano come sta? Mah, diciamo che sta messo così va:

Parlare bene di un film di fantascienza spagnolo e mettere i video di Pippo Franco inquientantissimo al parchetto circondato da ragazzini. Solo C&B signori miei. Solo. C&B.
Certo pensare che in Itaglia fare un film di fantascienza è diventata fantascienza, fa una certa impressione. A parte questo Eva vedere. Evadere.