fbpx
ath 1

Above the Haze

ath 1

Sopra la foschia. Above the Haze.
Uno sguardo dall’alto sul mondo – dalla cima – e le prospettive cambiano. Il caso, da lassù, sembra materia per piccoli esseri umani spaventati e persi nella bruma del quotidiano, là dove si procede a spanne e chi s’è visto (o no) s’è visto (ma si saluta lo stesso, per educazione); il caso, dicevo, fa l’upgrade e diventa coincidenza e pure le coincidenze, illuminate dal faro – che è poi il cripto-massonico simbolo di questo nuovissimo marchio made in Italy -, inizi a chiederti se siano davvero tali.

Vedo di spiegarmi, di diradarla questa nebbia: ma il primo punto da chiarire è di che nebbia stiamo parlando. Prova a cercare per immagini haze e di cime ne troverai quante ne vuoi. Pure il comunicato stampa – che non pubblichiamo, perché noi non pubblichiamo mai i comunicati e preferiamo perdere sopra ad ogni articolo dieci volte il tempo che ci mettono gli altri a fare copia/incolla ma guadagnarci nell’estasi quasi dimenticata dell’utilizzare parole arrivate addirittura dalla tua testa, magari inventate; portare il lettore in viaggi allucinati/illuminati (danbrownicamente parlando), un pazzo senza laurea né tesserini accecato dal delirio d’onnipotenza da wordpress come unica guida senza bussola né faro a dettar la rotta; nutrirsi poi del brivido, solo immaginato, del capoccia di quel marchio o del pr o dell’amico delle dritte mentre legge farneticanti papiri elettronici che mai nella vita vorrebbe fossero associati al nome che gli fa portare a casa la pagnotta – pure il comunicato stampa, dunque, va riletto alla luce degli ultimi degli ultimi fatti venuti a galla, e tutto acquista un nuovo senso e nessuno mi venga a dire che questo è l’ennesimo marchio nato da un’idea venuta a galla, un po’ per caso un po’ per destino, durante una serata a tarallucci e vino. Io so. E non me la daranno a bere. (Tagliapietre psicotropòmani che non siete altro, sono qui che vi aspetto: una copia di questo post la lascio al mio avvocato [a destra, nella foto]).

Comunque sia sono pur sempre un professionista ed eccomi dunque a parlare della scarpa. Quella per il prossimo autunno/inverno è la collezione d’esordio di Above the Haze: collezione che è in realtà un modello unico, realizzato con lavorazione all’inglese utilizzando pellami di qualità superiore, camoscio fuori e crosta dentro, lacci tono su tono, suola che non si stacca neanche a prenderla a martellate di traverso, forme squadrate e dettagli a contrasto (ricordano solo a me la forma del compasso di quella simbologia che tanto v’è cara? Sono sicuro che a cercar meglio trovo pure la squadra. Ma non facciamo prevalere la dietrologia – pur se di prove ne ho raccolte nel dossier che accarezzo con le dita giusto ora, qua accanto [e ricordo sempre la copia in mano all’avvocato] e torniamo, pia illusione, su registri più sobri).

Perché. Perché, però, mi chiedo, ai cari amici di Polkadot avete mandato immagini di tutte le versioni o giù di lì e a me solo quella nera – o meglio pelle dollaro nera, dettaglio bianco e suola verde oliva – ?
E’ un messaggio? In tal caso non ho capito bene. Meglio lasciar perdere le foto e mandarmene uno in carne ed ossa (o pelle e cuciture). Porto il 42. L’indirizzo è lo stesso di quando m’avete lasciato la rosa rossa + foglia a sette punte davanti alla porta di casa.

co-fondatore e direttore

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altre storie
giulia tamburini gioielli giona 1
Le Cartoline Gioiello nate dalla collaborazione tra la designer Giulia Tamburini e il disegnatore Ettore Tripodi