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Issues | Little Joe

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Magazine sul cinema queer con nome d’ispirazione Joe Dalessandresca, Little Joe, che prende in esame con articoli, saggi brevi, interviste ed inchieste dal sapore nostalgico uno degli argomenti più ricchi del panorama artistico contemporaneo in quanto non soltanto nicchia, giardino privato lontano – per scelta o imposizione – dai trafficati stradoni del mainstream, ma sguardo totale da un punto di vista altro e trasversale sulla produzione culturale in toto, compresa quella di massa, esplorata come fosse un orto botanico pieno di meraviglie da ri-scoprire sotto la lente queer.

Su It’s Nice That c’è una bella intervista a Sam Ashby e Michael Pierce, due dei fondatori di questo semestrale nato, come spesso capita durante una serata dal livello alcoolico più alto del solito, davanti a Flesh di Andy Warhol, con un Joe Dalessandro nudo e sdraiato a letto che d’un tratto ha acceso la lampadina: non ci sono magazine che parlano di film come questo, facciamolo.

Ed ecco allora una rivista che ti racconta i film – e non solo – da un’altra prospettiva, dono raro e prezioso, per niente scontato, che solitamente non arriva dalle pagine di un magazine ma da una chiacchierata con un amico (per quanto mi riguarda ho la fortuna di avere un “fornitore” insostituibile di analisi queer, diagonali, di cinema e serie-tv: il caro Stefano Mastropaolo di Dapasserella che con le sue innate capacità divulgative ed una conoscenza poderosa della cultura pop riesce a farti scoprire pieghe e sottotesti, in bella mostra ma invisibili se non hai gli strumenti per coglierli, che ti fanno venir voglia di andarti a rivedere decenni di storia del grande e del piccolo schermo).

Se per qualche motivo sei a Londra o ti capiterà di andarci nei prossimi giorni ti segnalo pure che Little Joe cura un programma di proiezioni mensili (chiamalo, se vuoi, cineforum): A Little Film Club.
Il prossimo appuntamento è per il 25 febbraio con Teorema di Pasolini.

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flesh

Flesh (1968) di Paul Morrissey fu uno dei film più importanti usciti dalla Factory di Andy Warhol.
Protagonista Joe Dalessandro (il “Little Joe” di Walk on the wild side, pezzo-icona del ’72 di Lou Reed.

“Little Joe never once gave it away.
Everybody had to pay and pay.
A hustle here and a hustle there.
New York city’s the place where they said
Hey babe!
Take a walk on the wild side.
I said hey Joe!
Take a walk on the wild side.”[/wpcol_1third_end]

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