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cc-tapis | traces de mémoire

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[wpcol_2third id=”” class=”” style=””]Tradizionali nella realizzazione e nei materiali, contemporanei nei motivi: i tappeti cc-tapis sono fatti a mano da artigiani indiani e nepalesi che, nodo dopo nodo – dai 125.000 ai 152.000 al metroquadro, realizzati con la tecnica del nodo tibetano in qualcosa come dalle otto alle ventiquattro settimane per ciascun esemplare – danno vita a vere e proprie opere d’arte da calpestare – con una stretta al cuore, immagino – ideate e disegnate a Strasburgo da Nelcya Cantoni-Chamszadeh (ultima rampolla della famiglia Chamszadeh, che da generazioni, prima in Persia poi in Francia, produce alcuni tra i migliori tappeti che potrà mai capitarti di mettere in casa) e Fabrizio Cantoni, che nel 2001 hanno fondato il marchio cc-tapis e lanciato da allora collezioni da togliere il fiato.

Dopo la New Classic Collection che, com’è facile intuire dal nome, rivisita il passato; dopo la Contemporary Collection, dalle linee più occidentali e contemporanee; dopo la Signature Collection, affidata a giovani designers, ecco Traces de mémorie, una serie di tappeti realizzati su una grezza base di lana bio himalayana in contrasto con lucenti fantasie in seta che – meraviglia! – producono un effetto sfumato e scolorito da screen print.

[/wpcol_2third] [wpcol_1third_end id=”” class=”boxdx” style=””]nodo tibetanoil nodo tibetano ha una struttura diversa rispetto agli altri nodi. Il nodo viene infatti eseguito collocando un’asta temporanea (in marrone nell’illustrazione) di fronte all’ordito (in giallo chiaro) per tutta la larghezza del tappeto. Quindi il filo lungo (in rosso) viene avvolto intorno a due orditi (in giallo chiaro) e quindi intorno all’asta. Quando l’annodatore conclude l’intera fila, taglia gli occhielli attorno all’asta per ottenere il nodo
[fonte][/wpcol_1third_end]
co-fondatore e direttore

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