7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, a fotografi che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Filippo Brancoli Pantera (qui il suo blog).

Ciao Filippo, quanti anni hai e di dove sei? Da quanto scatti foto?
Anni 33, nato a Lucca e attualmente ri-residente a Lucca, in quanto alla fine dove sei… sei, il resto sono piu’ o meno scuse. Sopporto poco chi dice che vivere o scattare in un certo posto e’ piu’ facile che in altro, dipende tutto da noi. Scatto foto da un po’ di tempo, come lavoro da oltre 10 anni, penso spesso di aver sbagliato lavoro.

La tua attrezzatura?
Sarebbe un segreto professionale, comunque ve lo dico lo stesso :-)
Faccio foto con il telefono, con la reflex digitale, con il medio formato a pellicola (vari tipi di medio formato) e con banco ottico.

Cosa fai quando non fai foto?
Spesso, come tanti d’altronde, penso a farle, cosa che richiede molto piu’ tempo e organizzazione che non il semplice fare foto, quello sanno far tutti, basta scattare. Se invece, come a volta capita, prendo un po’ di pausa dalla fotografia posso fare qualsiasi cosa, dal camminare in montagna al bere birre al bar con gli amici.
Tipo adesso sono a Cervinia in teoria per sciare, pero’ forse non scio e faccio solo foto, insomma e’ un casino si casca sempre lì.

Descrivimi la tua stanza.
C’e’ il letto in disordine ma senza cose sopra, una libreria in ordine e i vestiti sparsi tra letto e libreria.

La tua macchina fotografica pesa quanto…
Da pochi grammi a tanti chili, spesso sono tutte insieme, insomma c’e’ del peso notevole.

Se il tuo immaginario fosse un film? O un libro?
Fosse un film andrei su “C’era una volta in America” di Sergio Leone, con la mia vita mi sembra non c’entri proprio niente, ma chi se ne importa, mi piace.

Un fotografo/a che mi consigli di tener d’occhio?
Non ce ne sono troppi in effetti, alcuni non te li dico perche’ sono troppo famosi e troppo amici, diciamo che tra quelli che seguo con attenzione sono impaziente di vedere il libro che uscira’ di Giovanni del Brenna, che penso mi piacera’ molto.