Margherita è una graphic designer che ha vissuto per diverso tempo a Barcellona e il suo cuore è rimasto indissolubilmente legato alle terre e allo spirito spagnoli, tanto che quando pensa ad una borsa la chiama bolso. Ecco svelato il mistero dell’origine e significato del nome scelto!

Margherita non è l’unica mente di Labolsina, con lei c’è Nicola che si occupa dell’aspetto più tecnico, dalla scelta dei materiali (con un occhio alla sostenibilità ambientale) sino alla realizzazione in essere dei prototipi. Ma se all’inizio avevano in testa solo idee nebulose riguardo la possibilità di riutilizzare tessuti conservati nel tempo e di dedicarsi ad un’approfondita ricerca di nuovi materiali, il progetto ha preso realmente piede quando i due si sono trovati davanti alle porte aperte di un magazzino monzese.

Penso si siano sentiti un po’ come i piccoli visitatori de “La fabbrica di cioccolato”: tutto ciò che fino a quel momento era tuo solo nel mondo dei sogni, ora è lì davanti a te e a tua completa disposizione. Unica differenza che al posto dei dolciumi, Margherita e Nicola hanno un paradiso fatto di scampoli, pezze e rotoli di tessuti che negli anni Settanta erano super gettonati per rivestire divani e poltrone o da usare come tende nelle case e negli alberghi, mentre ora, dopo essere stati abbandonati per tanto tempo, rivivono nelle borse di Labolsina. Oltre ai materiali vintage, i due utilizzano anche pelli recuperate e tessuti tecnici, pratici e duraturi, garantendo così prodotti in Limited edition, 100% Made in Italy e riciclabili.

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