Neanche a farlo apposta, dopo aver scritto il post precedente mi hanno scritto una mail da Herself per segnalarmi il loro nuovissimo magazine, un semestrale dedicato alla moda dove le foto sono messe al bando e tutta la parte iconografica è affidata all’illustrazione.
Il primo numero – Kate Moss in copertina – è composto da sei “autoritratti” di altrettante personalità del mondo della moda: Anna Dello Russo, Giovanna Battaglia, Miroslava Duma, Mary Katrantzou, Delfina Delettrez e Margherita Missoni… ma su questo tornerò più avanti.

L’idea di un magazine che semina la realtà, eliminandone lo specchio, la traccia, l’attestazione (ovvero la fotografia), per rifugiarsi nella fantasia che diventa segno, nel sogno che si trasforma in colore, nella pura ipotesi che prende vita (con editoriali che vedono come modelle Maria Antonietta o Frida Khalo) la trovo intrigante e a pensarci bene la scelta delle ospiti – che, sui primi proverbiali due piedi, avrei dirottato verso altri lidi – va forse collocata (o almeno mi piace pensarlo) proprio nel contesto di un’irrealtà pop che assume forma corporea solo nelle nostre teste, sottoposte a milioni di pixel, titoli e foto sui giornali.

E viene già da pensare ad un futuro – che per il cinema è già presente – nel quale sfilate ed editoriali di moda non avranno bisogno di corpi in carne ed ossa (che d’altra parta acquisteranno ancora più peso, svirtualizzandosi), sostituiti dalla fantasia di artisti e programmatori che potranno far indossare la SS2015 di Prada ad una gang di homo erectus femmina.

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