Swatch & Art Collection con Jean-Michel Othoniel

Alla Biennale di Venezia non ci ero ancora stata – sì, ok, lo so che fa ridere – ma le mie mire nord-europee mi fanno spesso dimenticare quanti posti incantevoli ci siano in Italia, come questa romantica città. Dopo una breve visita un paio di anni fa, mi sono immersa nuovamente nella magia di questo posto – non senza una punta di malinconia – e ho iniziato a guardarla con occhi nuovi.

Durante questo incantevole tour di due giorni, Swatch ci ha aperto le porte del favoloso mondo dell’arte, facendoci curiosare tra quelle che sono le loro principali fonti di ispirazione, tra un tour privato alla Peggy Guggenheim Collection e una speciale visita alla Biennale.
In questa splendida cornice, abbiamo potuto partecipare all’esclusiva presentazione delle collezioni realizzate in collaborazione con Jean-Michel Othoniel e la Compagnia 7273.

Difficile, ovviamente riassumere in poche righe la carriera di un artista, ma vi basti sapere che JMO (Jean-Michel Othoniel) si è fatto conoscere per le sue sculture realizzate in vetro (di Murano, of course). Celebre la Peggy’s Necklace posta nel 2005 proprio all’entrata dell’omonima Collection e l’ultima opera My Way in giro per il mondo (attualmente dovrebbe a Seoul, in Corea).
Ha collaborato con Swatch alla creazione di due orologi: Over the RainbowBe Black dotandoli della sua inconfondibile firma. Vale a dire, sostituendo il cinturino con una scintillante serie di perle in vetro. Abbiamo scambiato qualche chiacchiera con lui e abbiamo scoperto qualcosa in più.

Il progetto è nato dal desiderio principale di unire emozione e sogno e di portarli alla gente. Over the Rainbow è stato realizzato con perle di vetro colorate, in grado di dare un grande tocco luminoso a chi indossa questo modello – tra l’altro realizzato in edizione limitata di 777 pezzi. Il cinturino è un pezzo unico e si indossa come se fosse un bracciale; ritorna qui la volontà di dare spazio al sogno, all’onirico: come se questo modello fosse in grado di far rivivere una fiaba.

Be Black invece è la versione in perle di vetro nere, dotato di una chiusura sul cinturino. E’ l’unione tra eleganza e modernità e può essere considerato la nemesi del precedente: da una parte le varietà di colore, dall’altra l’unione dei colori. Entrambi sono stati realizzati partendo dal modello di uno skin base, poiché – secondo l’artista – si avvicina maggiormente all’idea di corpo umano, un tema a lui caro. Inoltre, sono racchiusi in una sfera di vetro che riprende ovviamente il design totale dei due orologi.
La presentazione però non si è esaurita solo con JMO, bensì è stata l’occasione ideale per presentare anche la collaborazione con la Compagnie 7273, di cui vi parlerò a breve.


photos Swatch & Frizzifrizzi

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