Ecopink a Londra: vi racconto com’è andata

In questi tempi di spreco e consumismo è bello sapere che esiste un’alternativa, per cui i rifiuti possono diventare oggetti d’arte e i vestiti smessi possono diventare poltrone.

Questa settimana  Londra ha assistito ad un grande afflusso di designer per il London Design Festival. Fra le decine di esposizioni in programma, molto apprezzata è stata Ecopink, nata dalla collaborazione fra l’artista italiana Linda Schailon e il concept store E-side.
Ecopink presentava i progetti di una selezione di donne designer di talento, che hanno offerto una nuova interpretazione del genere del prodotto -rifiuto. Fra le proposte più interessanti, una collezione di eco jewels di Ester Motta, che ha trovato un modo innovativo per riutillizare le capsule per caffè nella sua linea di gioielli  (purtroppo George Clooney non è incluso nel prezzo).

Per chi non sa che cosa fare con le linguette delle lattine di birra, la soluzione proposta dall’azienda brasiliana Dalaleo è un assortimento di borse ed accessori da donna. E chi potrebbe dimenticare le scarpe fatte con la seta di un antico kimono giapponese (Maison TOMA), o le collane di palloncini sgonfiati (E-vasiva)?

Se vi interessa Ecopink, la prossima edizione avrà luogo dal 25 al 30 novembre allo Spazio Asti 17 a Milano (mappa).

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