7am | Alberto Traverso

7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Alberto Traverso.

Ciao Alberto, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratore?
Vengo dalla provincia di Vicenza, ho ventisei anni.
“Disegno da sempre” mi sembra una risposta banale e inflazionata, quindi non ti risponderò così (anche se è la verità). Non è vero invece che “disegno sempre”, ci sono periodi in cui produco tantissimo altri proprio sto a digiuno.
Comunque disegno con la volontà, se così si puoi dire di illustrare, dagli ultimi due anni.

Matita o penna grafica?
Matita, anzi: matite grasse, di quelle che sporcano un sacco tipo 6B.
Avevo un professore al liceo che sosteneva che un bravo disegnatore si differenzia dagli altri nella maniera in cui sa sporcare, nella maniera in cui è emozionalmente impreciso. Ho provato la penna grafica, ma ne usciva un segno non mio tutto bello pettinato. Io ricerco un segno stropicciato.

Cosa fai quando non disegni?
Mi capita una cosa strana, meno tempo ho di disegnare e più lo faccio. Quando avrei tempo… non disegno mai.
Quando non disegno scrivo di grafica su getbeat sotto il nome peevpeev.
Fino a poco tempo fa suonavo la chitarra in un duo noise, ma ora il mio batterista di fiducia si è trasferito a Londra. Leggo a singhiozzo fanzine, riviste di architettura, libri e divoro un sacco di musica inascoltabile. Vado ad esposizioni, concerti di nicchia in posti dimenticati da Dio e dalla tessera arci.
Sono curioso, critico.
Ho un bisogno fisico e necessità di farefarefare.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
Il computer, una lampada ikea, fogli, un sacco di matite grasse e morbide, fogli, schegge di legno di punte fatte alle matite grasse e morbide con il taglierino, fogli, taccuini per gli schizzi, una polaroid del mio cane, due piante grasse super spinose, fogli, un libro di Raymond Carver, un disegno enciclopedico di un’anatomia, fogli, il “Pinocchio” illustrato di De Poli, fogli, un cd dei Sonic Youth, fotocopie di ogni genere per dei collages, ritagli di disegni, anche non miei.
Ah si, fogli.

Un disegno pesa quanto…
Un disegno pesa quanto… la mancanza di qualcosa, forse qualcuno… bho.

Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
Un qualsiasi libro di Bukowski, le copertine dei suoi libri che ho in casa non mi gasano quanto il contenuto.
Un film di David Lynch, anzi no, di Michel Gondry: “L’arte del sogno”, per svariati motivi. Questo film me l’aveva vivamente consigliato un’amica, ricambio il consiglio a chiunque mi chieda: “consigliami un film per stasera”.

Un illustratore o un’illustratrice che mi consiglieresti?
Sono un femminista convinto in fatto di illustrazione, il mio ‘chapeau’ va al lavoro di: Sara Fanelli, Laura Carlin, Olimpia Zagnoli, Eleonora Marton, Veronica Azzinari, Ester Chilese e potrei continuare.
Ma per amicizia liceale dico però Chiara Armellini.

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È uscito il 13º numero di Pressing Matters, il magazine sulle arti della stampa