Politburo | FW2011/12

Per l’abbigliamento dovrebbero mettere, per legge, l’indicazione del costo per anno di durata del prodotto. Tipo automobili: se un litro di benzina costa tot e con quello fai 300km puoi capire quanto spenderai, al chilometro, con la tua quattroruote (ma se vai a piedi o in bici è meglio).
Allo stesso modo: se spendi 20€ per un paio di pantaloni di Zara o H&M e – con ipotetici test di laboratorio alla mano – la durata è di due anni, allora sotto al prezzo dovrai trovar scritto 10€/anno; ne prendi invece un paio di qualità e con lo stesso costo per anno arrivi a vent’anni o giù di lì. O magari di più. E ti accorgi che con 200€, sul lungo periodo, risparmi di più che con 20. Oltre ad aver investito su un prodotto magari made in Italy, realizzato artigianalmente con ottimi tessuti e manodopera qualificata.

Il “prezzo al chilometro” di Politburo non lo so, ma questo nuovissimo marchio veneto di menswear dal nome che evoca periodi bui quanto affascinanti (almeno sul piano dell’estetica) promette davvero bene, con blazers “storti” o bicolore, pantaloni morbidi, cravatte davvero spettacolari con tanto di cinture abbinate.
Tutto, ma proprio tutto, dai filati (alpaca, cashmere, lino e seta, prodotti dal Lanificio Bottoli, di Vittorio Veneto come Politburo: quando si dice chilometro-0…), alle pelli (tinte naturalmente), passando per il metallo delle fibbie, è made in Italy.
Se acquisti qualcosa ora, ci risentiamo tra un paio di decenni per il primo tagliando.

co-fondatore e direttore

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altre storie
Laju Slow Apparel: un nuovo marchio che è un inno alla lentezza