Champagne Bollinger | Life can be perfect: l’invito

C’era una volta una principessa, non più tanto giovane, e diciamo pure più simile alla principessa Fiona (quella di Shrek) che a Biancaneve o Cenerentola. Dicevamo, c’era questa principessa costretta a letto per una rovinosa caduta dalle scale interne del paterno maniero, frutto del sortilegio di una o più streghe cattive, attorno a lei ne gravitano costantemente un bel po’.
D’un tratto, mentre languiva tra le lenzuola candide, il fido cellulare si mise a cinguettare, dall’altro capo del telefono c’era Philippe, un francese dalla voce affascinante, che parlava un po’ d’italiano ma preferiva parlare in inglese, se la cosa non recava troppo disturbo alla principessa. Philippe portava un invito: la Mason di Champagne Bollinger per celebrare i 50 anni di RD una delle loro Cuvée più prestigiose, stava organizzando una festa e richiedeva la presenza della principessa a Parigi, ad una condizione però: mantenere il segreto sulla sua presenza all’evento.
La principessa sapeva già, per esperienza, che è tutto segreto quando si tratta di Champagne, come poteva essere altrimenti, se lo Champagne in questione è quello preferito dall’agente James Bond!

Finalmente i mesi passarono (ben 2!), la caviglia della principessa si sgonfiò ed arrivò l’invito al pranzo.
La principessa doveva agire in incognito, per motivi di sicurezza, per questo niente carrozza con cavalli bianchi e neanche biglietto di prima classe, come è d’uso per eventi del genere. La volenterosa principessa, ovviamente, non si perse d’animo e per adeguarsi, decise di recarsi all’aeroporto di Bologna con l’airbus e non con il solito taxi, incurante della sporcizia e del caldo. Atc come ci fai viaggiare?

Arrivata su una riva della Senna a lei pressoché sconosciuta, la principessa ricevette un’altra sorpresa, non c’erano innumerevoli stelle luccicanti o insegne blasonate ad attenderla sul portone dell’albergo, ma una porticina piccola ed un po’ imboscata, che la condusse in una camera ricoperta da sgargiante carta da parati ed ad una pelle di leopardo stesa sul letto. Per qualche secondo la principessa credette di essere diventata Diane Vreeland.
L’albergo in questione si chiama Hotel Thoumieux, ha circa 15 stanze e qualche piccolo problema di scale – non c’è ascensore – ma è veramente molto pittoresco ed in una posizione strategica, quindi la principessa lo consiglia a chi è in ottima forma.

In più è famoso per la Brasserie Thoumieux ed il Restaurant de Jean-François Piège, in cui la principessa ha consumato la cena insieme ai vincitori del concorso Life can be Perfect, agli organizzatori ed a Jérôme Philipon, presidente della casa di Champagne Bollinger.

Ora ammettiamolo, la principessa è un po’ svanita in questo periodo, forse Michele (il fido coiffeur) deve aver esagerato con il dosaggio dell’ossigeno nell’ultima tintura per capelli, ma non si è resa conto che il gentile e premuroso commensale sedutole a fianco, che la invitava ad assaggiare il pane, le versava l’acqua ed assaggiava il cibo che lei aveva abbandonato nel piatto (ordinazione sbagliata dovuta ad un menù scritto solo in francese ed alla scarsa attenzione che la rintronata aveva messo nell’ascoltare la traduzione del cameriere) fosse il presidente della Mason Bollinger, fino a 15 minuti dalla fine della cena… Aveva capito che lavorava per Bollinger, non è scema del tutto, ma non che fosse il presidente e dire che si era documentata!
Jérôme Philipon è il primo Presidente della Maison non per titolo ereditario, ovvero non proveniente della famiglia.

Piccola disgressione, la storia della Maison Bollinger, inutile riassumerla, potete leggervela sul loro sito. Non è bellissimo, né molto funzionale, ma ne avranno uno nuovo in brevissimo tempo! La principessa si è persuasa che loro facendo lo Champagne veramente molto bene, si preoccupino poco nulla dell’immagine collegata, del merchandising ecc.
Sarà anche perché Bollinger è una delle poche (due dicono) grandi Maison di Champagne a non far parte di nessun gruppo, ma di essere ancora controllata da una holding che fa capo alla famiglia.
E comunque, voglio vedere voi che sorridete al di là dello schermo al suo posto, mai visto un presidente con così poca spocchia, si perché va bene essere gentili con vincitori, stampa, blogger e sedicenti principesse, ma lui non era solo questo. Era autentico, ecco, una principessa certe cose le capisce!
Dopo cena tutti a letto, a sentire i rumors che circolano meglio essere in piena forma.

co-fondatrice e caporedattrice

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