7am | Giuseppe Portuesi

7 foto e 7 domande, alle 7 di mattina, a fotografi che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Giuseppe Portuesi.

Ciao Giuseppe, quanti anni hai e di dove sei? Da quanto scatti foto?
Ho 29 anni e vivo ad Avola in provincia di Siracusa. Sono molto legato a tutta la Sicilia sud-orientale, terra che da quando sono nato continua a stupirmi e ad emozionarmi per tutto quello che offre. Tre anni fa, dopo aver preso una reflex digitale e aver provato qualche vecchia macchina analogica, ho iniziato a fotografare giornalmente e non ho più smesso.

La tua attrezzatura?
Attualmente lavoro con una Canon Eos 5D Mark 2 e spero, prima o poi, di riuscire a mettere le mani su una Mamiya 7II. Sono molto affezionato anche ad altre macchine che uso con meno frequenza come le toy camera Holga e Lubitel 2, la Polaroid Impulse e la vecchia Yashica di mio padre che è stata anche la mia prima macchina analogica.

Cosa fai quando non fai foto?
Insieme ad altri amici-colleghi realizziamo documentari analizzando il nostro territorio da punti di vista differenti. Quando posso, mi piace molto leggere libri e vedere cosa tirano fuori altri fotografi sparsi per il mondo.

Descrivimi la tua stanza.
Un piccolo quadrato con foto, libri, cd, dvd, con un letto, una TV senza antenna ma con un lettore dvd, una scrivania che è sempre piena di giornali e libri aperti, un laptop e una finestra che illumina al mattina tutto il disordine della camera.

La tua macchina fotografica pesa quanto…
Ehm….da buon siciliano la prima cosa che mi viene in mente è un vassoio grande pieno di cannoli :-).

Se il tuo immaginario fosse un film? O un libro?
Into the wild di Sean Penn.

Un fotografo/a che mi consigli di tener d’occhio?
Non uno ma una: Maria Vittoria Trovato.

co-fondatore e direttore
Mostra Commenti (4)
  1. Sentivo odore di casa! …e di cannoli :))

    Belle foto.

    Una sicilia silente e malinconica, con un'atmosfera lattiginosa, quasi nordica. Solo la quinta foto ha intrappolato il sole tra le pareti rosse, come in un quadro di Guttuso.

  2. Interessanti le foto con il cielo bianco, e quelle con i colori desaturati (la scritta "stazione" è un tuffo al cuore). Meno quella testa sfuocata in primo piano (banale, stanca) e quella rossa (un'unica parola: brutta).

    – Alle sette di mattina è difficile, ma perché non entrare, con le domande, dentro le opere?

    1. Perché, caro Stefano, non è questo l'intento della rubrica.
      Che, in quanto quotidiana (poi non è che davvero ci mettiamo a fare domande alle 7 del mattino…) ha bisogno di una certa rapidità nel raccogliere materiale e scoprire quel poco che riusciamo dalle parole degli artisti che ospitiamo.
      Certo che per ciascuno di loro ci sarebbero tante e tante domande da fare ma, come si dice spesso, non è questo il luogo.
      Noi ve li presentiamo e vi togliamo 7 piccole/grandi curiosità. Se poi qualcuno vuole approfondire, per conto suo o per conto di qualche altro sito o magazine, ben venga…

  3. Chiaro, ma rapidità e leggerezza non sono sinonimi di futilità. Mia opinione che sulla stanza e sul peso della macchina fotografica non siano domande interessanti. E l'attrezzatura starebbe bene con la prima domanda. Si recuperano tre domande, magari da fare in generale sull'opera.

    Ad ognuno il suo, questo è evidente, ma la critica è parte fondamentale del "commento".

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