Passare ore davanti a cose belle e gratis? La nostra rubrica Tesori d'archivio è la soluzione.

La valigia del Pitti | Stefano Guerrini

Abbiamo chiesto ad alcuni amici bloggers di “rubare” e mettere in valigia 5 cose viste al Pitti di cui non potevano proprio fare a meno.
Scopriamo cosa c’è nella valigia di Stefano Guerrini, vulcanica enciclopedia vivente del mondo della moda, oltre che giornalista, docente, animatore culturale ed ovviamente blogger.

1. La catenina di Manuel Bozzi. Sono già fiero possessore di un suo anello, ma questa catenina con tanto di elefante e sciabola mi ricorda Salgari, Sandokan e la mia infanzia. La voglio ora!

2. Indossare il maglione di Dead Meat significa avere la bandiera americana addosso, ma se si pensa al nome del capo, Prodigy, allora il riferimento è, forse, ad un video famoso e la sensazione è quella di essere un po’ una rock star!

3. Il lavoro di Andrea Incontri mi affascina, l’amore per i particolari e la qualità dei materiali, unito ad una visione assolutamente moderna dell’accessorio, mi hanno conquistato subito. E non so cosa scegliere della sua collezione, desidero tutto. Mi comprerei l’iPad come scusa per avere un suo porta iPad, ma posso accontentarmi anche di una pochette, visto che per le serate mondane ne faccio uso.

4. Il lavoro de Il Sistema degli Oggetti mi piace molto e fra i tanti capi devo dire che il chiodo smanicato in tessuto è un must-have per la prossima stagione. Un po’ anni ottanta, un po’ rocker. Ripenso ai primissimi momenti in cui iniziai a pensare allo stile dei miei idoli, a come andavano vestiti. Lo indosso con una maglietta nera, tanti bracciali stile Madonna ‘early years’ e metto su Love is a battlefield di Pat Benatar. Adoro!

5. L’ispirazione è quella di un capo fortemente maschile nella forma e nel vissuto ma contemporaneo per la scelta di non utilizzare la pelliccia. Il montone Eco di Daniele Alessandrini Denim è in realtà un capo in tessuto tinto con ossido e questo trattamento scurisce cuciture e dettagli dando un sapore vintage al capospalla. Ed io me ne sono innamorato!

la foto di Stefano è di Andrea Ferrato