Poster_42: la premiazione, la festa + intervista a Sten & Lex

Uno studio pieno di gente, i vincitori del concorso Poster_42 – indetto da 42 Below Vodka e Busta – felicissimi di ricevere i loro premi, due chiacchiere con StenLex e poi un after party alle Carrozzerie innaffiato da fiumi di vodka dove i due street artists romani hanno realizzato anche un’opera dal vivo.

Tanto da raccontare, quindi, a partire dal fatto che Roma, sabato scorso, era bellissima.
Arrivato da una Bologna ancora piena di tracce della nevicata che ha prolungato il grigiore dell’inverno, la luce romana sembrava un regalo di benvenuto e si portava dietro odori e voci, tanto che non mi stancavo più di camminare e un minuto dopo l’altro cambiavo identità passando dall’essere Simone di Frizzifrizzi a turista che se ne va in giro con lo sguardo per aria.

Dopo brioche, granita, qualche sigaretta, tante foto scattate e la visita ad un amico, arrivo al Flash Studio dove iniziano i preparativi per il party di premiazione. Con me i colleghi di Providermag, Whymoda e Polkadot, con la chiacchiera è andata avanti ininterrotta praticamente per tutta la serata.
Il racconto continua dopo il salto

Tra un caffè da tachicardia e tante chiacchiere con Sandra di Whymoda, arrivano StenLex. A volto scoperto (nonostante per loro l’anonimato sia uno degli strumenti del mestiere come carta, colla e creatività) – ma niente foto! – iniziano a rispondere alle domande di noi bloggers curiosi che quasi li circondiamo con blocchetti, penne, videocamere ed iPhone trasformati in registratori.

Un passo indietro per chi ancora non conosce i due artisti, esponenti di spicco della street-art italiana, tanto da aver ricevuto i complimenti persino da Banksy.
I due lavorano insieme dal 2003, realizzando prima stencil poi poster in coppia, collaborando spesso anche con Lucamaleonte. Proprio in questi giorni Sten & Lex sono i protagonisti di una personale alla CO2 Gallery di Roma ed arrivano all’appuntamento piuttosto provati dal lungo lavoro di preparazione.
Né Sten né Lex provengono da studi artistici – cosa che per quanto mi riguarda considero spesso un vantaggio – quindi mi incuriosisce sapere il loro punto di vista sulla questione.

Da autodidatti, senza alle spalle la “solita trafila” di studi, vedete come un vantaggio o uno svantaggio essere arrivati al mondo dell’arte da outsiders?
Sten: lo svantaggio è di non avere una cultura approfondita sia a livello di storia dell’arte sia a livello di tecnica. Partendo da autodidatti abbiamo dovuto inventarci noi come sviluppare la nostra tecnica di stencil.
Nelle scuole d’arte, nelle accademie, non credo venga neppure considerata come tecnica. Noi invece la consideriamo quasi come una tecnica incisoria contemporanea.

Ho visto come tra le vostre passioni ed ispirazioni ci sia proprio l’incisione, oltre alle tecniche di stampa dei magazines degli anni ’60 e ’70. Passioni ed ispirazioni che sono ben evidenti nel vostro lavoro.
Sten: esatto, ci piace questa grana che riprende un po’ la grafica delle foto dei giornali. D’altra parte usiamo anche le linee, che invece ricordano più le incisioni. Comunque siamo affascinati da qualsiasi tecnica di stampa, che poi “citiamo” nei nostri stencils.

Se da una parte, per stile e contenuti, siete sicuramente molto lontani da Banksy – che un po’ come una tassa, perché alla fine esce sempre fuori quando si parla di street-art – dall’altra vedo tratti comuni tra il vostro lavoro e quello di JR, non tanto a livello concettuale (i suoi lavori sono essenzialmente di critica sociale, i vostri hanno molteplici livelli di lettura e sicuramente quello della critica sociale è più implicito) quanto estetico.
Lex: JR abbiamo avuto l’onore di conoscerlo durante l’International Poster Art, che è un festival che abbiamo organizzato per tre anni di fila nello spazio autogestito dell’ESC. Lui ha partecipato a tutte le edizioni con i suoi poster.
Sten: l’ispirazione che traiamo da lui è comunque più che altro pratica, a livello di “attacchinaggio” del poster, che si assembla perfettamente alle strutture architettoniche. Da quel punto di vista lui è il “maestro”.
Lex: la particolarità di JR è proprio di considerare l’aspetto dell’edificio. Anche il poster di grande dimensione è una cosa che ci accomuna anche se poi il medium è diverso, come pure il tipo di carta.
Sono comunque molti gli artisti che ci piacciono, che rispettiamo e che ci ispirano. Da Obey, quello di cui forse si parla di più e che è attivo dall’89.
Sten: anche Blu, Bust, Faile, che probabilmente assomigliano di più al nostro lavoro. Poi Swoon, Gaia. Anche se molti di loro sono più “pop” di noi.

Ho letto in una vostra vecchia intervista al Mucchio Selvaggio che stavate cercando di essere meno “pop”…
Sten: abbiamo iniziato con i classici personaggi dei b-movies. Poi pian piano ci siamo spostati verso altri soggetti, sempre e comunque ritratti. Le nostre opere si potrebbero dividere in tre filoni: quello degli “anonimi”, quello del recupero delle incisioni, e infine il filone più sacro – chiamiamolo così – dove andiamo a recuperare figure cristiane.
Lex: che magari andiamo a recuperare nei mercatini, tipo Porta Portese, per poi ingigantirle e metterle per strada.

A proposito di andare ad attaccare le vostre opere per strada: la storia della polizia a Napoli è vera? Spiego per chi non conosce la storia: l’anno scorso mentre eravate a Napoli la polizia vi ha arrestato poi si sono innamorati delle vostre opere, vi hanno rilasciato e vi hanno chiesto di farne una per la casa del sergente…
Sten: sì sì è tutto vero. Uno di loro era comunque un appassionato di street-art. E’ stata una botta di culo…
Lex: comunque anche altre volte, oltre alla gente che si ferma per guardare, succede che arrivi qualcuno delle forze dell’ordine. Poi quando spieghi che è removibile, che il poster è comunque fatto di carta, ti lasciano in pace.
In realtà hanno più paura di chi vandalizza rispetto a chi crea opere che si armonizzano con il contesto.
D’altronde nel resto d’Europa e negli USA, molti palazzi pubblici o luoghi in disuso vengono fatti dipingere agli artisti. In Italia manca un po’ questo tipo di cultura. O almeno a Roma, perché ad esempio Blu ha dipinto ovunque, non solo nei centri sociali o negli spazi autogestiti.
Quello che ci piacerebbe è avere sempre più la possibilità di poter fare i nostri lavori in formato gigante negli spazi cittadini. Anche se da parte delle istituzioni e del mondo dell’arte c’è molta pressione e voglia di far entrare la street-art nelle gallerie e nei musei. E’ un passo in più verso l’istituzionalizzazione del tuo lavoro. Lo si fa, poi, perché te lo chiedono e perché così hai la possibilità di far conoscere quello che fai in tutta Italia e nel mondo.

Con la fama che arriva è fisiologico che prima o poi si passi alle gallerie e agli spazi comunque legali. Quando tornate sulla strada a farlo in maniera illegale, rispetto all’inizio, quand’eravate Sten & Lex illustri sconosciuti, mentre oggi siete molto più conosciuti, che differenza c’è?
Sten: il fatto di aver mantenuto sempre l’anonimato ci ha un po’ salvaguardato. Ci fa piacere quando escono pubblicazioni o quando qualcuno che non ci conosce fa un complimento senza sapere che siamo noi, però siamo appunto salvaguardati rispetto alla fama in senso classico.
D’altra parte pian piano questa cosa sta diventando sempre più un lavoro e finisce che non ragioni più con il 100% della passione. Diventa qualcosa di più costruito. A livello espressivo questo ci fa raggiungere una maturità che prima non avevamo. Ci sono i pro e i contro.

Comunque alla fine, proprio grazie all’anonimato, potreste mettervi a fare altro senza preoccupazioni.
Sten: certo, ovviamente senza fare le stesse cose altrimenti sembreremmo pazzi. Ogni tanto però ci pensiamo: cambiamo nome ed iniziamo un altro progetto, un’altra vita…

Parliamo del concorso Poster_42: che ne pensate delle opere vincitrici?
Sten: apprezziamo molto il disegno a mano libera dato che noi partiamo sempre da grafiche al computer proviamo una certa invidia per chi sa disegnare bene, per chi ha una sua estetica e riesce ad esprimerla disegnando a mano libera. Quindi ci è piaciuta molto l’opera vincitrice, ma anche le altre. I concorsi aperti a tutti, dove non devi pagare per partecipare sono sempre uno stimolo, sia per chi partecipa sia per chi poi può trarre libera ispirazione da quello che hanno realizzato gli altri.

Finita l’intervista arriva la premiazione. Intanto il Flash Studio si è riempito di gente e praticamente sommersi dalla folla i tre vincitori del concorso Poster_42 ritirano i loro premi.
Di lì a mangiare (leggi abbuffarsi) e poi via all’after party alle Carrozzerie, con cocktail a base di vodka – ovviamente 42Below che ha anche una specie di uomo Duff, come quello dei Simpson…

Di seguito le foto della serata, durante la quale Sten & Lex, tra gli sguardi stupiti, deliziati, critici (c’è chi apprezza, chi no: la street art è anche questa, soprattutto dal vivo) dei presenti si sono esibiti in un live act, prima di scomparire tra la folla.


Davide Tronzano (a sx) della Martini e Rossi premia il vincitore del concorso Lucio Luongo.


Il secondo classificato Davide Gastaldon


Il terzo classificato Alessandro Saglietti


Ed ecco l’uomo Duff!

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