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io sono un creativo

Io sono un Creativo. Tu no. E allora?

Io sono un creativo. Tu no.

Lavorando in un blog come Frizzifrizzi ti capita di conoscere, dal vivo o virtualmente, gente interessante, divertente, iperattiva, sognante, eccessiva, stimolante (oltre ad un numero fisiologico di rompipalle, ma quella è l’altra faccia della medaglia, e ci sta). Quello per cui credo di potermi considerare fortunato, però, è che ai miei amici, quelli storici, quelli che anche dopo 10 anni basta una birra e ti metti a parlare come fosse ieri, non gliene può fregar di meno di Frizzifrizzi, degli occhiali di questo o quell’altro brand, degli showroom, degli open day e via dicendo.

Per uno come me, che odia gli assembramenti di esemplari umani fatti con lo stampino che si danno conferme a vicenda, avere sempre a portata di mano uno schiacciante confronto con la realtà è condizione necessaria per mantenere un certo equilibrio mentale.
E non posso che augurare lo stesso, ancor più schiacciante confronto con la realtà, a chi decide di mettersi addosso una t-shirt con scritto Io sono un Creativo. Tu no.

L’unica ironia che riesco a cogliere in una maglietta come questa è quella degli variopinti insulti che si attirerebbe addosso.
Ma magari sono solo io che sto invecchiando. Voi che ne pensate?

co-fondatore e direttore
  1. Caro Simone,

    sono talmente d’accordo che dopo mesi di silenziosa lettura mi trovo a scriverti il mio primo commento…

    Buona Birra!

    mrG

  2. Onestamente non colgo l’ironia della maglietta, a dire il vero mi piacerebbe sapere se esiste davvero dell’ironia dietro quella frase…

    Forse non la capisco perchè anche io sono “vecchia”.. o più probabile sono troppo giovani questi designer per riuscire ad avere un’ Idea vincente.

    L’unica cosa che noto, è una grafica pessima.. perchè
    “Io sono una Creativa Mediocre, e soprattutto un’ Acquirente con un ottimo gusto”

  3. D’accordissimo. È concettualmente banale e poco creativa, e la metacomunicazione è davvero poco riuscita.
    E poi direi che fondamentalmente la grafica è brutta (il quadrato sembra un bavaglino).

  4. Non muovo nessuna critica ai ragazzi che hanno disegnato la maglietta se non che e’ un po blanda. Un quadrato monocromo e un testo in helvetica giustificato a sinistra non sono proprio l’acme della creativita’, ma forse e’ proprio questo il punto. Lo slogan comunque non e’ offensivo e pertanto mi sembra perfettamente legittimo. Una cosa e’ certa, preferirei uscire con la maglia e i pantaloni del pigiama piuttosto che con questa frase addosso.
    In primo luogo odio essere chiamato creativo e purtroppo a volte mi capita. Secondariamente penso che che chi volesse ostentare il proprio status di creativo dovrebbe come minimo escogitare un modo di farlo… piu’ creativo.

  5. Penso che è una gran cagata e infatti mi chiedevo perché ne stessi parlando, poi leggendo il post ho capito. :-)

    La creatività non sta nelle t-shirt e ancor meno nel darsi pacche mentali sulle spalle.
    Il problema è la concezione del nostro lavoro e della creatività come una cosa figa, cool dicendolo all’inglese che rende meglio, cosa sulla quale voglio scrivere da tempo ed altri prima di me hanno già scritto.

    La creatività è una figata, di per sé. Ma è una cosa che va oltre noi stessi e caratterizza ogni essere umano, in modi ed espressioni differenti.

    Un creativo incoraggia la diffusione della creatività, verso tutti, e non si bea di porre una linea di demarcazione. Non si bea di un fantomatico monopolio della creatività da parte di chi, con quella, ci lavora (o presume di lavorarci), e che finisce spesso per diventare parte di una categoria autoreferenziale, pigra ed ego-centrica, che è l’esatto opposto della creatività stessa.

  6. wow finalmente! sono contenta perchè è da mesi che questa maglietta/slogan rompe le p.
    la penso esattamente come te.
    però forse meglio ancora sarebbe stato non publicare nulla.
    come al solito l’indiffrenza è ancora meglio, perchè l’obbiettivo dei creatori di questa cosa non vedono l’ora che qualcuno parli di loro e del loro progetto… nel bene o nel male…
    ciao!

  7. (Naturalmente questi essendo bravi a bearsi delle cose si beeranno anche della magica parola *ironia* che troneggia sul sito, panacea di tutti i mali e scudo per tutte quelle cazzate che riempiono il mondo, salvo poi lavarsene le mani quando verrà chiesto loro il conto della vuotezza di quello stesso mondo.)

  8. purtroppo sono cresciuta con questo detto popolare nelle orecchie: chi si loda, s’imbroda.

    Il solo sentire o leggere una frase con Io sono, Io dico, Io faccio blah blah blah e le autocelebrazioni in genere mi fanno parecchio ridere.
    Spero che il tutto sia stato fatto con una vena ironica.
    ma la maglia cmq non mi piace…sia esteticamente sia concettualmente. :P

  9. I creativi ormai non esistono più. Esistoni i copiativi. Quelli si. Alcuni non ci vedono nemmeno bene purtroppo.

  10. Probabilmente (e in questo mi sto autoanalizzando) quello che ci dà (che mi dà) veramente fastidio è il “TU NO.”.
    Perché se c’era scritto solamente “sono un creativo” non urtava così profondamente ma lasciava solamente perplessi.
    Queasto fastidio sicuramente non è dovuto al sentimento di presunta esclusione propria dal mondo della creatività (che sinceramente non penso che in questi modi rammarichi nessuno), ma più profondamente per l’arroganza nel classificare l’Altro e nel rivolgersi direttamente all’Altro (molto più che l’arroganza in sé dell’autoclassificazione del portatore della maglietta).

  11. come volevasi dimostrare: “Su FrizziFrizzi.it ci punzecchiano un pò… ma nn fa niente! L’importante è che se ne parli!” cit.
    purtroppo mi sono espressa male nel commento precedente: mi è scappato l’invio, cmq il concetto è chiaro credo.
    il mio parere è che di queste magliette, pure brutte, se ne può fare decisamente a meno…

  12. Ragazzi è pura ironia…
    Si era aperto un gruppo su Facebook, per riunire un pò di gente che opera nella comunicazione, nel design, nell’arte… sul panorama Torinese.
    Poi il gruppo è cresciuto e ha visto iscritti da tutta Italia, quindi per prenderci in giro si è scelta la strada dell’autocelebrazione per il nome del gruppo.
    Un nome che includesse genericamente tutti tutti i creativi.
    La scelta del non design lo sottolinea ancor di più.
    Insomma non serve essere un Grafico per essere creativo…
    una mamma è creativa quando cucina un buon pranzo con quel poco che ha in frigo.
    Insomma nulla di convinto e serioso… solo per farsi una risata.
    Il gruppo ha più di 1000 iscritti… e la maglietta spopola da Aosta a Reggio Calabria… insomma il messaggio
    “Io sono un Creativo. Tu no.” piace a molti… ovvio non a tutti!
    http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.frizzifrizzi.it%2F2009%2F10%2F08%2Fio-sono-un-creativo-tu-no-e-allora%2F&t=Io%20sono%20un%20Creativo.%20Tu%20no.%20E%20allora%3F#/group.php?gid=44294095099&ref=ts

    Un caro saluto!

  13. secondo me state tutti travisando il senso della maglietta.

    lo vedete tutto quello spazio monocromo? non è una scelta solamente estetica, ha un valore funzionale.

    i sedicenti creativi, provvisti di pennarelli indelebili, potranno allora cimentare la loro creatività in ogni possibile forma grafica, salvo poi sottoporla al giudizio dei passanti.

    magari uno dei passanti, ad una visione incongruente con l’affermazione in helvetica, potrebbe sentire l’istinto di sfoderare il proprio pennarellone e aggiungere in calce:

    “non è vero”.

  14. @MBMX: è vero, di solito preferisco non parlarne piuttosto che fare “cattiva pubblicità ma è sempre pubblicità…” e infatti a occhio e croce 1/4, 1/5 o forse meno delle segnalazioni che riceviamo poi arrivano ad avere un post qui su Frizzifrizzi.

    Ma questa qua mi ha proprio tirato fuori quello che ho scritto (di getto) nell’articolo, e per una volta ho fatto un’eccezione alla nostra regola non scritta. Quando lo senti che esce dal cuore…

    Ad ogni modo, graficamente in giro c’è di molto peggio.
    E’ concettualmente che mi fa girare le cosiddette: (ironicamente o meno) è l’emblema di un modo di essere che detesto fin nel profondo.

  15. @Massimo @fr: tutto si può spiegare/concettualizzare/giustificare con tutto. Il “non-design” come lo chiama Massimo, è una specie di pagina bianca dove puoi scriverci (col pensiero o fisicamente) ciò che vuoi.
    Ma qua, oltre alla pagina bianca, ti danno lo slogan attorno al quale dovrebbe girare tutto. E io, quello slogan, lo ritengo patetico.
    Togli l’ironia, ed è arrogantemente patetico.
    Mettici l’ironia, e diventa un debole spunto per far parlar del prodotto.

  16. Ho visto in giro queste magliette quest’estate, sembra essere una moda come tante….
    Personalmente non mi comunica nulla, anzi la prima volta che l’ho vista ho pensato ad un bavaglino.
    Non trovo che sia accattivante come grafica ne come design e come dice MBMX “forse meglio ancora sarebbe stato non publicare nulla.
    come al solito l’indiffrenza è ancora meglio, perchè l’obbiettivo dei creatori di questa cosa non vedono l’ora che qualcuno parli di loro e del loro progetto… nel bene o nel male…”
    è sempre pubblicità a loro favore.
    La trovo di pessimo gusto!
    ciao.

  17. Il CREATIVO, quello vero… è tale perchè eterno bambino.
    Da bambino il gioco era: “Io sono bravo e tu no… Io sono bello e tu no… io ho questo e tu no… etc etc”
    E gli altri bambini si arrabbiavano e rispondevano con il loro “io così e cosà e tu no.
    Vi ricordate?

    Non capisco com mai vi sembri così “arrogante” la cosa, le foto sono tutte molto colorate e sorridenti, nulla vuole sottolineare un messaggio come vera di presa posizione, ma ironicamente finta e leggera.
    Io sono bello. Tu no. Ma chi l’ha detto? :)

    Sorridete ragà… abbiamo così tanti problemi!

  18. capisco al 100% la tua reazione “istintiva”…
    anche a me certa spocchia, certe cose, e certi modi di essere, fanno ribollire il sangue.
    per questo anche io sono caduta nella rete e ho lasciato il mio commento, cosa che faccio praticamente mai,
    contribuendo così a parlarne….
    però ho deciso: io non ne parlerò più!

  19. A me non da nessun fastidio. Anzi. E poi essere messi nel calderone dei creativi contemporanei è un po’ mortificante. Forse è quasi un complimento quel TU NO.
    Come ripeto, diamo il giusto nome alle cose, copiativi.

  20. Mah, secondo me dipende tutto da che prospettiva si guarda alla maglietta… in sè un prodotto può essere totalmente neutro, come lo è la maglietta: dipende se la si prende seriamente (e allora è una cazzata bella e buona, al livello forse di quelle magliette sulla crisi economica, e va beh, a questo punto si sa chi è il target), o la si prende con ironia (e allora i target sono due: quelli che la prendono sul serio e quelli che sono consci dell’ironia che è insita nel possedere e vestire una maglia del genere, e vogliono sfottere chi la prende sul serio). Non le avevo mai viste in giro, ma, proprio perchè sono qualcosa di nuovo per me, direi che il primo impatto non è proprio univoco.

    Ovviamente spero che su tutto troneggi l’ironia XD

  21. @Massimo Sirelli: “Sorridete ragà… abbiamo così tanti problemi!” è la giustificazione per tutto quello che per cui non si hanno altre giustificazioni.
    Ci sono sempre tanti problemi e c’è sempre qualcosa di peggio ergo tutto è permesso?
    Ci sono pure partiti che governano facendosi scudo di “ci sono altri problemi”…

  22. @SimoneSbarbati – è vero che tutto si può concettualizzare e spiegare a posteriori con tutto, ma d’altra parte è in questa società post-post-moderna che svolgiamo le nostre azioni quotidiane, quindi è in questo contesto che le razionalizziamo.

    è vero anche che qualunque affermazione si faccia, ci sarà sempre una fetta della popolazione mondiale che la interpreterà nelle maniere più bislacche. dunque perché preoccuparsi tanto?

    sono d’accordo con le tue affermazioni sullo slogan, ma penso che la discussione stia nettamente superando il valore dell’oggetto.

    a me piace pensare che tutti possano decontestualizzare ciò che posseggono come vogliono. io farei ciò che ho scritto nel mio commento precedente: personalizzerei la maglietta io stesso. d’altronde c’è tutto quello spazio vuoto, perché non usarlo?

    la parola “creativo” ormai è stantia come le torte di nonna papera. tutti sono creativi, è su questo presupposto che si basa lo slogan. non lo voglio difendere, perché nemmeno mi piace, ma riflettete un attimo su com’è cambiato il mondo intorno a voi negli ultimi 15 anni.

    15 anni fa, quanti amici vostri suonavano uno strumento? facevano grafica? praticavano sport professionale o amatoriale ad alto livello?

    oggi è più difficile trovare qualcuno che non faccia nulla che non il contrario. tutti sono pieni del loro trekking, canoa, web design, blog, video arte, ecc. ecc. la gente normale ormai è creativa. il che non significa che sia anche interessante

    per questo mi sentirei lusingato a far parte della categoria: “tu no”. meglio interessante che creativo-tanto-per-esserlo.

    poi c’è il discorso dell’ironia. e allora apriti cielo.

    fr

  23. L’assenza di retrologia sulle idee e sugli intenti è quello che mostra se un’idea è vincente o no. Nelle grandi idee le cose funzionano senza dover essere spiegate (e non sto parlando del successo che possono avere queste magliette che spopolano da Aosta a Reggi calabria (mah!), ma del fatto che bisogna spiegare l’ironia – addirittura tirando fuori l’abusatissima formula eterno fanciullo=creativo).
    Penso che se ci sono così tante persone che la pensano così (vedi commenti) in un blog che parla tra le altre cose di creatività e design, allora significa che forse c’è qualche problema di comunicazione. L’ironia (e più di tutto l’autoironia) mi sembra parecchio nascosta. Con gli stessi intenti si poteva pensare qualcosa di meglio.

  24. insegnamo, a chi tenta d’insegnarci che un creativo è sempre un eterno bambino, che il creativo è bambino nella sua curiosità, nella sua apertura alle cose, nella mancanza di preconcetti (vera o presunta), nell’ingenuità, nel saper guardare le cose da un altro lato, nello stupore.
    in tutte queste parole, non rientra l’infantilismo, che si spera invece ci siamo lasciati alle spalle.

  25. @signorina g @bendetta: d’accordissimo con voi
    @fr: sono d’accordo sul fatto che la discussione stia superando il valore dell’oggetto (e come ho ripetuto prima ho scritto questo post – nonostante consapevole di far comunque pubblicità, immeritata, al prodotto – perché volevo appunto capire come la pensavano gli altri). E sono d’accordo pure sul fatto che oggi è più difficile trovare gente che non faccia niente di “creativo” (ma solo in certi ambienti: vi assicuro che nel paese di provincia medio, è ancora il contrario, per fortuna e purtroppo).
    Personalmente non mi pongo il problema di essere considerato fra i creativi o fra i “tu no”. Faccio quello che faccio senza portarlo scritto a dosso (a parte un paio di scarpe con su scritto Frizzifrizzi ;)

  26. mi sembra una maglietta da Cretino più che da Crativo. Proprio per essere cruda. E per dirla tutta il termine “creativo” è stato così banalalizzato e svuotato del significato, che forse su questo tipo di maglietta ci sta. L’ironia se c’è è per quello che dici tu, non stai invecchiando ;)

  27. @Simone Sbarbati – secondo me tutti coloro che si accingono a fare per pubblicare e non per farlo rimanere chiuso in una scatola, si pongono il problema di chi sono e in che ambito agiscono.

    non vuoi chiamarla distinzione fra “creativi” e non? va bene. ma l’analisi della struttura in cui agisci resta comunque un presupposto della creazione.

    diversa è l’affermazione: “faccio quello che faccio senza portarlo scritto addosso” che fra l’altro smentisci da solo.
    su questo punto sono più d’accordo. c’è una bellezza infinita nel creare che piuttosto che passare troppo tempo a decantare ciò che si è fatto, è molto più poetico ed emozionante fare ancora, di più: muoversi altrove.

    tuttavia senza una qualche forma di promozione di ciò che si fa, si rischia di rimanere chiusi nella scatola di cui sopra. per questo si hanno siti, blog, scarpe, magliette, si postano foto, video, ecc. ecc.

    in tutte queste occasioni, la frase “io creo” è sottintesa. ed è giusto che sia così. per fortuna non c’è anche la frase: “tu no”.

    (anche se per alcuni probabilmente c’è anche quella…)

  28. Grazie alla vostra segnalazione, stamattina sono state ordinate una decina di magliette e partiranno la settimana prossima per molte città italiane!

    GRAZIE 1000! :)

  29. Concordo con baio.
    Io la trovo ironica. Niente di meno.
    Tutti mi dicono sempre “ma tu sei troppo creativa in tutto quello che fai”. E quando ho visto la maglietta mi è venuto troppo da sorridere…

  30. scusate ragazzi….io le trovo puramente ironiche….non si parla ne di moda ne di altro….giusto una maglietta ironica ed un po “ignorante” che diverte chi la indossa e chi la trova indossata da un amico…..

  31. alla faccia dello spopolare… addirittura una decina di magliette! :)
    Comunque effettivamente abbiamo esagerato un po’ tutti ad argomentare con tanta veemenza (io in primis) su una semplice e banale maglietta un po’ bruttina.
    I “creativi” (abuso di questa parola consapevolmente considerato il suo odierno abuso generale) sono proprio permalosi, inizio quasi a pensare che non sia neppure male questa maglietta fatta per infastire l’ego del sedicente creativo che la vede indossata da qualcun altro.
    Poi però mi passa…

  32. Si ma il cellulare della tipa?
    La maglia l’è urenda. Ma del resto a Torino certe cose non hanno mai funzionato e non funzioneranno mai.

  33. ciao ragazzi
    io appena ho visto questa maglietta ho detto
    “deve essere mia” non perchè mi sento superiore o perchè mi sento il migliore ma semplicemente perchè mi sento UN CREATIVO..

  34. A me queste magliette danno fastidio (fisicamente intendo) in quanto una stampa piena di queste dimensioni mi fa sudare inutilmente sotto un debole raggio di sole o semplicemente dentro un autobus…

  35. Non sono qui a giudicare la grafica, o i colori o chissà cosa perché forse c’è un motivo se, nonostante da quando ho 3 anni sono sempre stata etichettata come quella fantasiosa e creativa qualsiasi posto o compagnia frequentassi, oggi la grafica, la fantasia e la creatività non mi danno da mangiare.
    Vorrei però farvi notare tre cose che sono uscite dalle vostre parole:
    1. Ma credete davvero che questa maglietta sia la cosa peggiore che abbiate mai visto addosso a qualcuno?
    2. Forse sarebbe opportuno argomentare in modo leggero di temi leggeri. Dire di sorridere perché ci sono problemi più gravi, in questo caso, non è un tentativo di nascondere qualcosa di peggiore… davvero credete che una maglietta possa rivelarsi una minaccia? Vi sentite davvero così offesi da un messaggio che fondamentalmente è soltanto un gioco?
    3. Magari affermazioni su una città come Torino sono un tantino fuori luogo in questa discussione no? Torino non è migliore nè peggiore a Milano, Roma o qualsiasi altra città italiana sotto alcun aspetto. In queste parole trovo ignoranza ed arroganza, non in una maglietta scherzosa che può piacere o meno ma non si propone di offendere nessuno.

  36. Io ho pensato immediatamente che dietro al concept della maglietta ci fosse solo una sana autoironia. Non mi sono mai definita una creativa, non amo questo termine né come sostantivo né come aggettivo, pertanto non lo uso.
    Spesso sono gli altri a definirmi tale, non senza sfottermi un poco, per quell’aria un po’ snob che la categoria si porta dietro da sempre.
    Se questa maglia fosse uscita negli anni ’80, mi sarei unita al coro delle vostre critiche, e nel “non design” avrei probabilmente scritto E STI CAZZI*.
    Oggi la nostra creatività è seriamente messa in discussione, non c’è più alcuno status da difendere ed è difficile persino arrivare a fine mese. Non c’è rimasto che riderci addosso. Letteralmente.
    Proviamo a prenderci tutti meno sul serio?

    *da tale espressione immagino si evinca la provenienza geografica della scrivente :)

  37. il disegno della maglietta è fenomenale. Una base quadrata su cui si può ergere milioni di idee, esenpio la mole Antonelliana….non ci avevate pensato? Lo spazio per meditare, per sognare al quadrato., un ring per fare a pugbi con la vita. Quattro angoli per le idee piu’ belle…Forza ragazzi!

  38. Pienamente d’accordo.
    Sei tali “presunti” creativi si definiscono con una maglietta dove definiscono il loro status o dal paio d’occhiali trend del momento,allora credo ci creativo c’è ben poco,ma in compenso c’è solo tanta voglia di farsi vedere.
    O magari è possibile che la maglietta stessa sia una provocazione.
    A voi l’ardua sentenza.

  39. Beh Signori, essere un creativo è assai difficile e la maglia definisce, secondo me, il modo di pensare secondo un “creativo”….esattamente, perchè un creativo NON ha una ben precisa idea di ciò che andrà a create ma ha uno SPAZIO BIANCO che verrà colmato da milioni di idee nel momento in cui la “scintilla della creatività” lo colpisce…

  40. Non pensavo che una banalissima T-shirt potesse scaturire tante critiche … cosa è successo ai ragazzi di frizzifrizzi? Anzi cosa è successo a Simone? Magari è diventato uno di quelli che vivendo a Bologna, sai dove passa tutto, dove la cultura e la creatività e l’arte moderna spopola, pensa di aver capito tutto dalla vita e quindi poter giudicare con questo cinismo una cavolo di maglietta…. A parte la stampa …che può piacere o meno… non ci vedo niente di negativo… è pura ironia… o no? O dobbiamo sempre cercare qualcosa dietro…non c’è niente dietro…è solo un accostamento di colori e parole…

  41. vorrei capire chi vi costringe ad acquistare le magliette???
    dopo aver commentato ed espresso un legittimo parere trovo superfluo continuare a discuterne…a me piace a te no .
    da bambini i No fanno crescere…..non li metabolizzate come divieto ma come possibilita’ di provare….
    ciao

  42. Io penso che questa maglietta abbia diversi schemi di lettura, ed è inutile far finta che non ci siano. Ed è anche vero che non tutti percepiamo le cose nello stesso identico modo.
    In base alla propria sensibilità ed esperienza l’interpretazione cambia di volta in volta. Ma è giusto che sia così. È bello che sia così, è la parte migliore del nostro lavoro secondo me! c’è chi questa maglietta l’ha vista come una provocazione, chi come un gioco, chi come presunzione e chi come una figata ecc ma è questo il bello! no?
    Quindi a parer mio non c’è chi ha ragione e chi ha torto, così come non c’è un qualcosa di univoco.
    La bellezza di questa maglietta stà nelle sue tante sfaccettature, e lasciamo perdere i discorsi di target, non target, creatività di massa…rispettiamo un po’ di più il pensiero del singolo.
    Il mio pensiero da singolo è stato questo la prima volta che l’ho vista: “figata…però quella frase lì secondo me può dar fastidio” ed è per questo che forse, per quanto IO la trovi geniale, molto probabilmente non la indosserò, ma è solo la mia percezione.

  43. Quante polemiche. Ma scrivete tutti sti paroloni perchè vi credete i Bruno Munari della situazione?
    Perchè vi sentite in dovere di attaccare così un progetto?
    Sembrate gli accademici di fine ‘800! E più ne parlate più fate il nostro gioco.

  44. Come in tutti i rari casi in cui da Frizzifrizzi è uscita una critica non velata si è scatenato un vespaio e dopo un po’ si fa fatica a capire quali commenti siano sinceri e quali pilotati (di solito dopo un po’ scattano “i difensori”, ovvero amici ecc… del brand o del prodotto in discussione, poi arriva un’ondata di detrattori, di solito concorrenti o simili e così via).

    Ad ogni modo, tirando le fila: ovvio che può piacere o non piacere e altrettanto ovvio che ciascuno è librero di comprarsene anche uno stock. Mi pare che la parola “creativo” sia uscita fuori più spesso di quanto non ce ne fosse bisogno.

    Semplicemente, graficamente la t-shirt non è niente di che. Assolutamente banale come milioni di altre come pure migliore di tante altre.
    Concettualmente mi pare arrogante se presa così com’è e se passata sotto il filtro dell’ironia (deboluccia e un po’ piatta, come ironia, a mio parere) resta comunque una “cosetta innoqua”.

    p.s.
    @ Viola Baglivo: Bologna è molto, molto peggio di come la dipingi. E il mio non è cinismo ma semplice voglia di dire la mia su un prodotto che concettualmente mi dà fastidio. (Non è vero che non c’è niente dietro: lo hanno spiegato, d’altra parte, anche gli stessi creatori qui tra i commenti. E quello che c’è dietro mi sembra o stupido o inutile). Ma, appunto, è solo la mia opinione.
    1 la mia. 1 ciascuna delle vostre.

  45. In effetti non c’è nulla dietro… io ho solo cercato di dirvi che questo progetto non nasce per esprimere arroganza…
    ma in molti ci avete continuato ad attaccare perchè spiegavo o cercavo di spiegare… bhe metteteci alla gogna con la bocca chiusa allora!

    Quello che ci sta dietro è sorridere e ironizzare, ma se la nostra ironia appare stupida e inutile…
    Sono felice di essere stupidamente e inutilmente ironico!

  46. “Sorridete ragà??”
    Questo Massimo predica bene e razzola male.
    Il messaggio che ha mandato a tutti i suoi contatti di Facebook poco si concilia con questo suo intervento così “super partes”.
    Riporto testualmente
    “Due giorni fa ho scoperto che su questo blog avevano dedicato un post sul nostro progetto, sulle nostre magliette ma ci attaccano fortemente, dicendo che il nome del gruppo e delle magliette lasciano il tempo che trovano… dicono che a Torino non creiamo nulla di bello e di buono, insomma ci snobbano un pò, un bel pò.
    Che ne dite di fargli sentire la nostra voce?
    Difendiamo il nostro gruppo e del popolo creativo torinese e non solo!”
    Non mi pare che l’abbia presa con tutta questa ironia, e mi sembra esagerato aizzare tutto il popolo creativo Torinese contro una persona che ha dato un giudizio negativo alla sua “opera”. A volte bisogna anche accettare le critiche.
    “Sorridi Massì!”

  47. PERO’ AVETE RAGIONE, IO UNAMAGLIETTA COSI’ LA COMPREREI….MA NON SO A CHI CHIEDERLA , MI PIACEREBBE CON IL QUADRATO ROSSO E LA SCRITTA IN BIANCO…IL COLORE DELLA MAGLIETTA NERO, MI TOGLIE QUALCHE KILO DI TROPPA CREATIVITA’ :-)
    CIAO A TUTTI, AI BELLI AI BRUTTI ED AI CREATIVI TUTTI!!

  48. @José, “sorridete ragà” era per dire a tutti gli acidelli che criticavano con molto rabbia di sorridere sul progetto… poi ho visto che le critiche stavano superando il progetto stesso e arrivare a critiche superflue su città e modus operandi di torino, Questo nn era giusto.
    Ho ritenuto corretto avvisare tutti i partecipanti del gruppo di cosa stava accadendo… io ho invitato tutti a far sentitre la propria voce, per0 difendersi… non per DIFENDERMI.

    Io accetto le critiche, mi espongo e sorrido… e tu?
    Tu che posti il commento usando un nick non presente nel gruppo di facebook? mmmm tu sorridi meno… mi sà visto che ti stai nascondendo!

  49. Non sono io quello che si nasconde, dal momento che sei stato tu a richiedere la mia “amicizia” senza avermi mai visto né conosciuto!

    Ciaoo

  50. Ho accettato semplicemente perché, sinceramente, non me ne fraga niente. Di certo non c’è bisogno di un motivo per accettare gente su Facebook.
    Comunque non sono io quello che ti critica le magliette e non intendo nemmeno esprimermi. Piuttosto occupati di fare qualcosa che non ottenga questi risultati…

  51. Tanto per sottolineare quanta ironia c’è dietro a chi realizza queste t-shirts:
    quello che si firma “zio big”, qui sopra, all’anagrafe Martino Sirelli, forse parente del Massimo Sirelli che ha creato il brand, mi ha scritto una bella mail di minaccia su facebook.
    Titolo: calabria unita
    Testo: un ruppira u cazzo a l’amici calabresi io sono creativo tu no e di noscri e nui simu caddi capisci
    Ora, che c’entra la calabria unita con l’articolo che ho scritto non ne ho idea.
    So solo che ricevere minacce per un articolo scritto su Frizzifrizzi mi pare francamente ridicolo e patetico.
    Con questo ho detto fin troppo sull’argomento e spero che anche i commenti si esauriscano qui per non sforare ancor più nel ridicolo.

  52. Erika, io non sono ne ignorante ne arrogante. Torino potrebbe fare un sacco di belle cose nel campo della grafica, dei graffiti, della street art (che comunque detesto), della musica. Invece escono praticamente solo cose brutte, ovviamente a mio giudizio. Idee vecchie e stantie. E forse gli snob siete proprio voi. Almeno per mia esperienza! Non sono nessuno ma penso di poter ancora essere libero di dire la mia.
    E non ho detto che Milano o Roma siano meglio.
    Sinceramente. Font e quadrato vuoto, cose già viste e stra viste. Hanno venduto qualche maglietta in più grazie a questa polemica. Bene. Contento per loro. La maglia rimane brutta e conferma quante persone con cattivo gusto esistano in Italia.
    E poi calabresi state calmi. Vi abbiamo (vi hanno forse è più corretto) accolto e fatto lavorare nelle nostre fabbriche, nessuno ce l’ha con voi. Perchè se la maglietta la faceva un torinese doc o un milanese doc l’era urenda li stes!

  53. Liberissima opinione come quella di ciascun altro ma quella sui “calabresi state calmi ecc…” che roba è?
    Che siamo su Harry Potter, con mezzosangue ecc…???
    ‘Sto post ha raggiunto livelli di bassezza profondi.
    Alla prossima chiudo i commenti.

  54. E’ che se ci si incazza e si minaccia per una critica negativa ad una maglietta, cosa non tanto seria e meritevole di attenzione, per le cose veramente serie e importanti cosa si fa? Si ammazza?

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