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Veuve Clicquot Ponsardin Champagne: la vendemmia #2

Veuve Clicquot Ponsardin Champagne: la vendemmia #2

Svegliarsi presto per me non è mai stato un problema. L’unico, serio dilemma che ho dovuto affrontare invece è stato: come ci si veste per partecipare alla vendemmia vip Veuve Clicquot?
Comodi e con scarpe che si possono sporcare, suggeriscono loro ed aggiungono anche che le previsioni danno pioggia nel pomeriggio.
Opto per jeans, t-shirt blu, impermeabile verde cerato Aquascutum e le Nike Liberty a fiorellini più foulard abbinato. Basterà?

Veuve Clicquot Ponsardin Champagne: la vendemmia #2

Arrivati nella dimora estiva di Verzy, durante la prima colazione servita nel giardino io e gli altri bloggers presenti ci rendiamo immediatamente conto di due cose:
1) Vip non sta per starlette varie ed eventuali, ma per importanti giornalisti internazionali (per lo più editorialisti food and wine), la presidentessa di Veuve Clicquot Cécile Bonnefond, Yves Carcelle presidente e Ceo di Louis Vuitton con le loro famiglie compresi i bambini piccoli, moltissimi dipendenti del Maison Veuve Clicquot con le famiglie;
2)La vendemmia vip non è una festa in campagna come avevamo pensato-sperato noi. Questi fanno sul serio, vogliono veramente raccogliere l’uva e sporcarsi le mani, si vede da come sono vestiti.

A toglierci ogni dubbio sul fatto che lavoreremo sul serio sono le parole decise di Chrisitan Renard direttore delle vigne.
Dopo averci spiegato quali grappoli raccogliere a quali no, come tagliarli e dopo averci consegnato guanti, cesoie e cestini, ci divide in gruppi da 7.

Veuve Clicquot Ponsardin Champagne: la vendemmia #2

Tre persone per ogni filare a raccogliere ed un “uomo di fatica” che passa a scaricare le ceste piene con un carrello. Noi bloggers facciamo di tutto per poter finire nello stesso gruppo ed in più arruoliamo Aisha Thompson (bella e simpatica Senior Marketing & Communications Manager of VCP conosciuta l’anno scorso e che per l’occasione ha dismesso le sue inseparabili Jimmy Choo), la sua dolce metà e Nima.

Messier Renard protesta un po’ perché siamo più di sette, ma poi si arrende.
Ci sono un sacco di lavori che non potrei mai svolgere per professione, vendemmiare è uno di quelli.

Veuve Clicquot Ponsardin Champagne: la vendemmia #2

Si deve star piegati, al caldo (alla fine non è piovuto affatto e la temperatura si è alzata in modo pazzesco) , distinguere tra il verde delle foglie i grappoli non rovinati (avrei preferito vendemmiare uva rossa!), districarli dalle foglie e dal fil di ferro (che serve per far star su la vite) tagliarli facendo attenzione a non tagliarsi un dito o ancora peggio a non tagliare quello del proprio dirimpettaio. Nel mio caso specifico il presidente Louis Vuitton in persona che è stato gentilissimo ma mi ha invitata più volte a non vendemmiare anche lui!

Veuve Clicquot Ponsardin Champagne: la vendemmia #2

Dopo sette ore di duro lavoro, interrotto solo per un coffee break (trasformatosi in molti casi in panino e vino rosso) abbiamo raccolto 21 tonnellate di uva, in pratica abbiamo vendemmiato 0,75 ettari di vigna. Il valore sul mercato di quanto raccolto si aggira intorno ai 3.100 €. Questo valore è stato raddoppiato dal presidente Cecile Bonneford e la somma è stata donata all’Unesco.

Veuve Clicquot Ponsardin Champagne: la vendemmia #2

Alla fine noi bloggers non ce la siamo cavata malissimo e ci hanno fatto tanto complimenti.
Sudati, con i vestiti sporchi ed appiccicosi di succo d’uva, i piedi doloranti (alla fine tutti avevano delle calzature troppo pesanti per la temperatura altissima ed insolita, tranne me perché mi ero portata il cambio!), rossi in viso per il sole a picco, ma allegri e soddisfatti per i risultati ottenuti siamo andati a pranzo.

Veuve Clicquot Ponsardin Champagne: la vendemmia #2

Abbiamo mangiato il piatto tipico di questo periodo di vendemmia, quello che mangiano gli operai per avere energie sufficienti a continuare il duro lavoro nei campi: il Potée Champenoise, una specie di bollito di carne mista, salsicce, lingua e verdure. Non chiedetemi come è, io non lo ho ancora digerito. Non credo fosse la temperatura prevista per questa pietanza…
Ovviamente abbiamo pasteggiato godendoci dell’ottimo e freschissimo champagne rosè.
Il tutto consumato sotto un tendone con tavoli lunghi tipo osteria e tovaglie di plastica fianco a fianco con il presidente e tutti gli altri ospiti vip, perché specie dopo il duro lavoro ed il sudore, quella di Veuve Clicquot, è una grande famiglia.

Dopo il pranzo, i discorsi di ringraziamento, i brindisi siamo stati riportati in albergo per un paio d’ore di siesta.
Appuntamento alle 19 nella hall, dice la lettera trovata in camera, dress code casual chic.

Che vorrà dire? Me ne preoccupo al risveglio, perché sprofondo in un sonno profondo con i capelli bagnati.
A domani per il resto.

co-fondatrice e caporedattrice
  1. ah ah!! la vendemmia Vip! che idea!… la vendemmia l’ho fatta come “lavoretto” anzi, lavorone da studente, è effettivamente un lavoro durissimo, poi qui nello champagne sembra che non siano nemmeno in collina e quindi è ancora più faticoso… Pero’ e’ stato anche uno dei momenti più divertenti della mia vita, mai riso così tanto e non era per gli effetti dell’alcool!
    Comunque concordo con te Francesca
    “Ci sono un sacco di lavori che non potrei mai svolgere per professione, vendemmiare è uno di quelli.”
    Il vino preferisco berlo!

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