L’Altra Roma: com’è andata

L’altra RomaCuriosissimi di sapere com’è andata la prima, un po’ anarchica, sfilata di strada che sotto il nome de L’altra Roma, ha portato martedì scorso, a partire dalle scalinate di Piazza di Spagna giù per le vie di Roma, gli abiti di Estel Fashion e Giovanni Bilello, non avendo potuto partecipare direttamente l’evento, abbiamo chiesto alla stessa Stefania Piumarta di Estel Fashion di raccontarci le sue impressioni di organizzatrice.

Il termometro ha superato i 30 gradi ma nessuno del team de L’Altra Roma se n’è accorto. L’aria era fresca e allegra e ognuno era immerso completamente nel suo lavoro. Lavoro iniziato da settimane per l’organizzare il tutto e che martedì ha preso il via alle 10,00 quando, infradito e shorts, le 21 modelle hanno iniziato il giro di prova, rivedendo il percorso, studiando come e dove fermarsi, interpretando l’allegria e il mood scelto per l’evento “un gruppo di amiche gioiose e felici, quasi principesse, che protette da bodyguards si divertono a passeggiare per le strade del centro”.

Finito il giro di perlustrazione ecco la preparazione della piccola stanza di Via delle Carrozze 42. Corridoio e scale di moquettes bordeaux sommerse da abiti, trolley, scarpe e bottigliette d’acqua.

Nella stanza le due truccatrici iniziano a prepare le basi. Hanno già lavorato sui bozzetti, sanno quale abito va a quale modella.

Fotografi autorizzati al backstage, Gabriele Fogli e Maria Stefanek ai alternano all’interno del piccolo ambiente mentre davanti al portone cominciano ad arrivare gli altri del team. C’è Federico Peduzzi, il regista, con due operatori, entrambi giovanissimi

E poi i fotografi! Sono tanti e per lo più ci si conosce attraverso Facebook o MySpace. Hanno aderito con entusiasmo anche se il loro compito non è facile: possono scattare solo a mano libera senza l’aiuto di alcun cavalletto, flash o parasole! Marco Valerio, Aldo Tota, Fabio Pagani, Sergio Barozzi, FrancisRed, Ian Gothier, Alex Comaschi, Paolo Alfieri, Santoro Silvia, Filippo Davì, Paola Scarabeo, Claudia Visconti.

Di colpo un sogno diventa realtà: le 21 modelle escono dal portone inondano Piazza di Spagna catalizzando tutta l’attenzione.
In un attimo il progetto de L’Altra Roma diventa reale e la moda si toglie dalle passerelle e da ambienti esclusivi elitari per andare in strada, tra la gente e per la gente e per dare a giovani creativi un giusto e meritato spazio.

La gioia dei passanti è contagiosa e i loro commenti a caldo confermano quanto bisogno “vero” ci sia di vedere la moda, le modelle, gli abiti, il trucco a portata di mano, vicinissimo a tutti. Decine e decine le macchinette fotografiche che vengono tirate fuori da zaini e borsette per immortalare e portarsi a casa un evento che non avrebbero mai immaginato di vedere!

E quando le modelle salgono sul primo terrazzamento delle scalinate di Trinità dei Monti e iniziano a scendere una per volta per il loro momento di gioia, sento che il primo passo verso un cambiamento è stato fatto e per quanto piccolo e artigianale sia questo evento, in effetti racchiude in sé una grande energia: tutti coloro che hanno partecipato lo hanno fatto a titolo esclusivamente gratuito, offrendo la propria artigianalità e la propria creatività credendo nel progetto di creare un contenitore capace di far esprimere tutti.

La sfilata/passeggiata ha avuto come itinerario dopo Piazza di Spagna, via dei Condotti, Largo Goldoni, Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, piazzale Augusto Imperatole, via Tomacelli e le marmoree scalinate dell’Ara Pacis per poi tornare alle scalinate di Trinità dei Monti.

La discesa finale delle modelle è stata emozionante e quando la più piccola delle modelle, Eleonora di soli 8 anni, è scesa da sola nell’intera piazza si è alzato un applauso caloroso e caldo che ha coronato poi l’abbraccio dei due stilisti con le rispettive modelle!

E questa è stata solo la prima di una serie di uscite.
L’Altra Roma vuole tornare. Tornare nelle strade, per la gente e tra la gente.

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Le Cartoline Gioiello nate dalla collaborazione tra la designer Giulia Tamburini e il disegnatore Ettore Tripodi