Undercover Collezione Uomo SS 2010

Undercover

Che c’è di peggio che farsi vedere da una decina di modelli in disordine, sudaticcia e con tre o quattro beccucci da zia nei capelli?
Semplice direi, non accorgersi neanche che quei ragazzetti che ti stanno seduti intorno sono dei modelli…
Se devo essere completamente sincera, la cosa è andata anche peggio di così.

Per il Pitti sono partita da Bologna martedì all’ora di pranzo, dopo essere stata dal parrucchiere per taglio colore e piega. A Bologna si bolliva, quindi trafelata ed in ritardo, sono passata da casa e mi sono docciata per l’ennesima volta prima di andare in stazione. Non volendo rovinare la piega (raramente concedo al parrucchiere di lisciarmi i capelli), così ho preso le prime cose che mi sono venute in mano nel cassetto del bagno ed ho cercato di fermare le ciocche ribelli.
Sono uscita di casa di corsa senza controllare “l’acconciatura” (non lego mai i capelli e non mi pettino) e sono salita al volo sul treno. Attorno a me erano seduti una decina di adolescenti magrissimi, sciapi e slavati, che parlavano un inglese strano, o forse ero io ad essere tanto stanca da non capire bene? Ad un certo punto un novello Mcgiver tra loro mi ha chiesto in prestito un fermaglio per aprire il lucchetto della sua valigia rimasto incastrato, stralunata mi sono tastata la testa  con una mano e mi sono accorta di essere uscita di casa con dei “beccucci” da zia…
Sarei scesa dal treno se solo fosse stato possibile!

Pensate alla faccia che ho fatto la sera dopo, quando nella bellissima location del Giardino di Boboli alla sfilata-evento Undercover ovvero la più attesa di questa 76 edizione del Pitti Uomo, si sono abbassate le luci, è partita la musica ed i ragazzetti biondicci del treno, ripuliti e di bianco vestiti hanno iniziato a “passeggiarmi” davanti.
Jun Takahashi creatore del marchio Undercover ha presentato in anteprima mondiale la sua Collezione Maschile SS 2010 a Firenze in occasione del Pitti Immagine Uomo e noi di Frizzifrizzi eravamo lì in prima fila come l’abbonato Rai.

La moda di Undercover mischia lo street fashion giapponese, la mentalità punk rock di tutta una generazione di giovani di Tokyo ad una visione couture molto sofisticata. Quello che colpisce sono i materiali tecnici, i tagli e la funzionalità dei capi. Guardando le scarpe ai piedi dei modelli, i pantaloni o i capi spalla ognuno poteva essere certo che indossati sarebbero stati comodissimi!

Alla sfilata è seguita una bellissima cena pic nic ed una performance in cui lo stilista ha creato una bambola manga dal vivo, accompagnato da musica live di suonatori giapponesi. Altre delle celebri bambole un po’ manga ed un po’ horror erano disposte nel parco sotto i bellissimi alberi secolari.  Devo confessare però che noi a quel punto eravamo già un bel po’ cotti e dopo uno sguardo fugace, ci siamo lanciati sul prato per cena e chiacchiere con i tanti amici presenti.

co-fondatrice e caporedattrice

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