Festival della Psicologia

Festival della Psicologia

In una particolare fase della mia vita ho avuto a che fare con degli psicologi e voglio raccontarvi in poche righe com’è andata. La prima che ho incontrato era una professionista molto stimata. Mi sono seduto e dopo due minuti avrei voluto prenderla a cartoni in faccia.
Il secondo era uno trovato sulle pagine gialle da mia madre. Mi sono seduto e quando, dopo un anno, mi ha spiegato che era il momento di salutarci e che non avevo più bisogno di lui, quasi mi veniva da piangere.

Lo stesso psicologo delle pagine gialle, che oltre ad aver ascoltato e quindi (parzialmente) risolto i miei problemi a breve termine mi aveva anche insegnato gli strumenti per risolvere (parzialmente) da solo quelli a lungo termine, ho poi scoperto che oltre a me seguiva anche un mio amico. Con lui, secondo me, ha fatto un vero casino.

Questo per dire come sia labile la definizione di bravo psicologo e quanto possano differire le sue capacità in base al paziente / cliente che si trova davanti.

Con i vip della psicologia mi capita la stessa cosa. A volte il solo vedere quelle facce nelle rubriche di psicologia delle riviste che di solito sfoglio in bagno, mi fa venire il prurito alle mani. Altri invece li leggo per rilassarmi e perché in fondo, ho anche io il mio lato donnetta che spesso emerge (appunto in bagno).

Comunque sia, tornando al titolo dell’articolo, vi segnalo il Festival della Psicologia, che si terrà a Bologna dal 9 all’ 11 novembre. Tema: Eros e Thantos. Ci saranno ospiti da prendere a schiaffi ed altri che invece potranno interessarvi. Come dicevo prima, è del tutto personale.

Da oggi, nell’header di Frizzifrizzi, vedrete anche spuntare di quando in quando il banner del festival che, vi confesso spudoratamente, fa parte della nostra nuova politica di arruffianamento del Comune di Bologna, in cambio di un po’ di supporto per un progetto che, insieme ad altre realtà, stiamo cercando di portare avanti e di cui vi faremo sapere presto novità, appena ce ne saranno.

co-fondatore e direttore
  1. Faccio esattamente quel lavoro lì. E sai il problema qual è, secondo me? Che troppa gente pensa che tutti gli psicologi siano uguali.
    Molti sono convinti che visto uno gli psicologi li hai visti tutti. Invece no: intanto hanno formazioni molto diverse fra loro e poi sono diversi anche come persone, come carattere, come stile. E anche questo conta molto.
    Se uno prova ad andare da uno psicologo e questo non lo convince la cosa più sensata è provare da qualcun altro, e così via finché non si ha la sensazione di avere incontrato finalmente la persona con cui scatta quel “qualcosa” che porta a pensare: “ecco, questa è la persona da cui mi piacerebbe farmi ascoltare, questa è la persona che fa per me”.

    E lo dico sempre anche con i miei potenziali pazienti: si va da uno psicologo per parlare dei fatti propri. Bisognerà pur avere la sensazione di poterlo fare con qualcuno che ti ispiri fiducia, no?

    Ciao (bel blog, ripasso di sicuro).
    Silvia

  2. Grazie del commento. Detto da un’addetta ai lavori, poi, è incoraggiante ;)
    Non so se esiste già ma ci vorrebbe uno di quei piccoli decaloghi da distribuire nelle scuole, che spieghi proprio questo, visto che magari un ragazzo o una ragazza vanno dallo psicologo d’istituto, quello non gli piace e lasciano perdere lì (anche quella, tra l’altro, per me, una brutta esperienza…).
    Come tutti i decaloghi del genere, di sicuro la maggior parte finiranno nel cestino prima che uno sguardo si posi su di loro per leggerli, ma magari qualcuno finisce nel diaro o nello zainetto…

  3. Hai ragione. Sono tanto d’accordo, guarda te, che a questo problema delle psico-bufale io ho dedicato sito e blog.
    Perché poi se le persone non sono informate correttamente succede che si fanno delle aspettative distorte su quel che possono e non possono avere andando da uno psicologo e poi magari ci rimangono male.
    Oddio: non è che tutti quelli che fanno parte della mia categoria siano degli esempi di chiarezza e trasparenza, eh… certe volte qualcuno dei miei colleghi ci mette proprio del suo a confondere le idee (non tutti purtroppo nascono con il dono della limpidezza espositiva, peccato).

  4. Ho dato un’occhiata al blog. Molto carino. Se fossi ancora in contatto con “lo psicologo delle pagine gialle” glielo segnalerei: gli piacerebbe sicuramente!

  5. Scusa, Simone, non è che io potrei citare il tuo post nel mio blog?
    Perché sai: questa storia di non trovarsi subito bene con il primo psicologo che si consulta è piuttosto frequente, e poter riportare le esatte parole di uno che veramente ha fatto questa esperienza sarebbe fantastico (anche perché poi a te è finita bene: hai trovato la persona giusta).

    Fammi sapere qualcosa.

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