RelationChip: dare un futuro a capi con un passato e nessun presente

RelationChip

Aguzzate la vista. Chi non ha mai giocato con quelle vignette identiche ma differenti per piccoli dettagli? Ebbene, qui sarà molto più semplice individuare le differenze, perché i due geni che hanno inventato il progetto RelationChip, adesso ospiti del Designmai di Berlino, hanno pensato bene di modificare radicalmente i capi che raccolgono sin dal 2006, durante la Biennale del design in Francia.
Station, hanno chiamato lo spazio di raccolta. E in effetti è una vera e propria stazione di lavoro, a giudicare dalle foto postate nel diario del work in progress.

Il concept: dare un futuro a capi con un passato e nessun presente, se non il cestone del riciclo.
L’idea, in fondo, è piuttosto diffusa di questi tempi: dare nuova vita a capi che nessuno vuole più indossare. Però c’è una novità: il network. Ciascun capo viene etichettato con un chip e poi affidato agli artisti/artigiani che modificano, rielaborano, destrutturano e ridanno nuova forma a tutto quello che la fantasia è in grado di recuperare e trasformare.

E il gioco ricomincia. Le nuove creazioni vengono rimesse in circolazione e i vecchi proprietari conoscono il percorso di ciò che hanno donato alla causa, mentre nel frattempo ottengono in cambio qualcosa di nuovo creato a partire da ciò che altri hanno scambiato. Un carosello di relazioni e fantasia, rigorosamente documentato in foto e perfettamente in linea con il design più innovativo, la tradizione del recycling più radicata e l’ammirevole tentativo di creare legami tra passato e futuro e tra persone, in un mondo così ricco di reti, ma così povero di relazioni.

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