Vuitton Pig

Pig Vuitton

Anche i maialini vogliono la griffe. Questo in particolare impazzisce per Vuitton.
Come dargli torto, dopotutto.
I porcellini tatuati dell’artista belga Wim Delvoye.
Di sicuro qualche rapper tamarro gli copierà l’idea…

co-fondatore e direttore
  1. Ho difficoltà a far rientrare il maialino tatuato nella categoria di ‘opera d’arte’ e l’autore in quella di artista. Mi sembra un pò un esercizio di sopraffazione su un animale che non ha facoltà di sottrarsi al trattamento..

  2. Anche i tatuatori, però, sono considerati artisti.
    E spesso i tatuatori iniziano proprio sui maialini.
    Di sicuro non è arte politicamente corretta, ma per fortuna non siamo più negli anni 90.
    Con questo non significa che condivido: neanche io tatuerei un maialino.
    Però bisogna pure tener conto che agli animali facciamo molto peggio che un tatuaggio sicuramente non nocivo (vedi test per cosmetici e medicinali ecc…)
    E’ una categoria dai confini molto labili, questa. In cui a seconda di come la si pensa si può passare benissimo da arte a violenza a ‘per il bene della scienza’ (ma non in questo caso).

  3. Sono d’accordo,i ma i tatuatori in genere lavorano su esseri umani assolutamente consenzienti.
    Sicuramente é più innocuo per un maialino, rimanendo nel campo dell’arte, un tatuaggio piuttosto che finire in un’opera d’arte di Damien Hirsch – e anche lì ho davvero difficoltà a considerarla arte, personalmente- però certe operazioni mi sembrano semplicemente un tentativo un pò furbo di ‘épater le bourgeois’.

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