I 7 vizi capitali: parte prima

L’abbigliamento è un fatto importante, una cosa seria direi, lo è sempre stato! La cosa non ha niente a che fare con quanto spendi o chi ha firmato quello che indossi. E’ il carattere quello che conta. Vestirsi è un fatto di carattere, di personalità.
Da come è vestita una persona si capiscono molte cose. Non mi riferisco a dati riguardanti il conto in banca o quello dei genitori, del coniuge ecc. Banale dirlo forse, ma da come ci si veste si capisce il rapporto che si ha con gli altri, la voglia di fare gruppo o la volontà di attirare l’attenzione su di se.
Ho frequentato un liceo privato dove omologarsi era legge. Le divise scolastiche erano state abolite da anni, ma girando per i corridoi non si sarebbe mai detto. Stesso giubbotto, stessi jeans, stesso zainetto. E poi passavo io: non bionda, liscia e magrissima ed in più vestita come pareva a me: una sovversiva insomma!
Ma sto divagando.
Questa rubrica non vuole assolutamente essere un decalogo su come vestirvi, su quello che “va di moda”. Ho solo raccolto qualche tendenza di stagione e ve la voglio presentare, ma voi vestitevi come vi pare, io del resto lo faccio ancora!

VIAGGIO NELL’ESTATE 2007
Le tendenze che mi hanno colpito nelle sfilate sono state raccolte secondo un unico filo conduttore : i 7 vizi capitali. E’ così che ve le presenterò, come un viaggio nei 7 vizi capitali. Del resto Aristotele definì i sette vizi capitali gli abiti del male.
Mettetevi comodi…
Ne presenteremo uno al giorno per sette giorni, poi sarà possibile scaricare l’intera carrellata per avere la visione di insieme.

superbia

PARTE PRIMA: LA SUPERBIA

“Il superbo ostenta sicurezza e cultura, sminuendo i meriti altrui”.
Superba è la donna in completo maschile. Superba ed altera, non ha bisogno di ostentare la propria femminilità con abiti leziosi o gonne romantiche. Non è su quello che punta, lavora e guadagna come un uomo, perciò si sente autorizzata ad attingere continuamente dal guardaroba di lui. Lei è ciò che pensa, più che ciò che appare. Personalmente credo che la femminilità ha tante strade per esprimersi e che giocare sul equivoco uomo/ donna sia molto sensuale .
Comunque le passerelle primavera estate erano affollate di completi maschili, di gilet, di scarpe stringate, di borse che ricordano per forma e misura le porta documenti più che gli accessori leziosi “da signorina”. Per strada del resto, già da tempo, si vedono cravatte, gilet e completi pantaloni, indossati da donne belle ed eleganti.
Di per se quindi, il trend non è una vera novità.
Nuovo invece è il messaggio, questa non è la donna in carriera anni novanta, grigia, triste ed arrabbiata, che per la carriera rinuncia alla propria vita privata, che mortifica il proprio corpo, coprendolo con un completo maschile.
Questa è una donna elegante, consapevole e comunque femminile. In carriera, ma serena ed appagata. Guardate le stoffe, i colori, i dettagli utilizzati, non mettono tristezza, fanno solo venir voglia di tailleur.

co-fondatrice e caporedattrice

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