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Con un imperdonabile ritardo dovuto all’atmosfera già vacanziera che si respira da queste parti e al fatto che questo era l’ultimo Frizzi-gift di questa stagione e volevamo prolungare il brivido della vittoria (o mancata tale), eccoci finalmente a decretare i tre vincitori delle tre fantastiche e mangerecce creazioni del giovanissimo brand italiano Hatdicted.
Rullo… di tamburi.
Ecco i vincitori, scelti da sua imparzialità random.org.

L’headcake se lo porta a casa Stefania, a caterina arriverà la gingerbread headband mentre en potrà indossare prestissimo la sua biscuitbrooch.
Per tutti gli altri: avete tutta l’estate per lavorare su karma e fortuna, ma nel frattempo qualche bell’acquisto Hatdicted lo potete fare qui.

Raffaella e Clizia le ho scoperte per caso, grazie ad un commento che hanno lasciato sotto ad uno dei nostri post.
Il link portava su Not Just A Label dove le due hanno un profilo registrato a nome Hatdicted, nonché una divertente collezione di cappelli, spille e cerchietti.
Incuriosito le ho subito contattate.
Esce fuori che entrambe si stanno per laureare in fashion design alla Naba di Milano e che sono amiche fin da bambine.
Hatdicted nasce da un progetto che hanno iniziato in accademia e che poi è partito, come spesso succede, per la tangente.
Hanno da poco lanciato la mini-collezione Headcakes e tra pretzel, bisocotti, gingerbread e tortini, di dolcezze da indossare ce ne sono in abbondanza.
Da pochissimo è attivo anche lo shop online su Etsy ma si da il caso che tre fortunate lettrici non dovranno sganciare un euro per avere uno dei loro accessori.
In palio questa settimana, infatti, ci sono ben tre creazioni Hatdicted: un headcake, una gingerbread headband, ed una biscuitbrooch.
Come partecipare?
Basta che lasciate un commento.
Poi sarà il caso a scegliere chi si porterà a casa l’headcake (primo estratto), la headband (secondo estratto) e così via.
Avete tempo fino a domenica!

Vive ad Amburgo, la città con più ponti di Venezia e dove tutti sono più alti di me, anche i bambini. Quando aveva 12 anni sua nonna le insegno a fare a maglia e ci ha messo un anno per fare un maglioncino.
Ora Ulani fa la graphic designer ma di fare a maglia non ha mai smesso – anche se di sicuro si sono accorciati i tempi – tanto che realizza buffe spille e collane, che vende su Etsy con il nome di Uloni.

Frizzifrizzi aveva parlato del baffo nel lontano 2008. Dopo due anni in circolazione, questo trend non si è ancora esaurito. Se qualcuno non l’ha ancora fatto, sarebbe ora di scrivere La fenomenologia del baffo.
Per farvi un’idea – seppur minima – di quanto c’è in circolazione riguardo ai baffi, potete sfogliare questo illuminante raccoglitore su Tumblr, FYMustaches.
Tra le altre produzioni dell’ultimo periodo, c’è anche Peut-Feutre, from Sardinia. Marchio creato lo scorso anno da Glamjem e Eisenauer (rispettivamente Valentina e Carol) con una piccola collezione di spille, portachiavi e altri accessori realizzati in feltro, ecopelle, denim e cotone. Ogni mese il tema cambia, hanno iniziato dai baffi e il prossimo mese si passerà ad altro (surprise surprise)
Se volete avere qualche idea, potete visualizzare le foto caricate sul loro profilo di Facebook, dove c’è anche una sorta di catalogo da cui potete partire per scegliere il baffo che più vi si addice. Va da sé che sono fatti a mano uno per uno, per cui se avete particolari esigenze, potete contattarle, come sempre, via email.
A breve, inoltre, potete acquistare le loro creazioni anche sullo shop online.
Stay moustache.

Una sera di qualche tempo fa, su un treno Milano-Bologna, io ed un giovane amico stanchi, annoiati per il ritardo (ma non doveva essere AltaVelocità?), dispersi chissà dove nella pianura padana, abbiamo iniziato a discutere sul valore simbolico dell’anello.
Quell’anello che lui regala a lei per dire:”Si, mi voglio impegnare”.
La mia posizione di zitella attempata e dissacrante sarà presto chiarissima: non ho mai sognato “quell’anello”, per me non ha in sé nessun valore intrinseco.
Aggiungo anche che qualora un uomo mi regalasse un anello con il solitario, che pare sia il più sognato dalle donne, io mi incazzerei moltissimo.
Perché vi chiederete voi strabuzzando gli occhi e pensando di aver problemi con il monitor? Beh, perché il tizio in questione, dimostrerebbe in modo lampante di non conoscere affatto la persona con cui vuole impegnarsi.
Se invece si presentasse che so io con uno degli anelli di Florie Dupont, ma anche con una spilla, beh mi avrebbe conquistata. Se non per sempre, almeno fino alla prossima infatuazione…
Florie Dupont è una giovanissima jewellery artist nata in Francia che, dopo aver studiato ad Amsterdam, si è trasferita in Svizzera dove vive e lavora.
Io, come avrete intuito, mi sono letteralmente innamorata dei suoi anelli e delle sue spille! Continua…

Feltro, pom-pon, fiocchi e lamè sono i materiali con i quale A Alicia (dove la A sta per Anna) confeziona i suoi accessori.
Menzione speciale per la collana stile origami (in alto a sinistra) e per la sua piccola ossessione per il blue navy ed il rosa pallido…
Se avete intenzione di acquistare, sbrigatevi perché sulla sua pagina Etsy ci sono gli sconti, credo fino a fine mese.

Essendo realizzate in bambù certamente non saranno così leggiadre come i variopinti insetti a cui si ispirano, ma dato che vorrete portarle al collo o attaccarle all’abito o al cappotto, in effetti forse è meglio così (non sia mai che se ne volino via).
Le produce Lisa Black, giovane artista neozelandese con una predilezione per gli animali meccanici decisamente steampunk.
Le potete acquistare online sul sito Gilded Butterflies (tra l’altro provate ad inserire, al momento dell’acquisto, il codice BEHANCER, dovreste avere un 15% di sconto!).
p.s.
grazie a Manuela per la segnalazione
Giovane fotografa e graphic designer turca, Gözde Pişkin fa anche delle belle spille utilizzando fiocchi, bottoni, pins e piume.
Il suo sito è ancora in costruzione ma potete vedere i suoi lavori su Behance e per informazioni scriverle a questo indirizzo: gozdepiskin@gozdepiskin.com.
In un ipotetico film di Michel Gondry c’è un tizio che se ne va in giro in cerca di ragazze tristi (chi non riesce a pagare l’affitto, chi è stata mollata, chi odia il proprio lavoro…) ed ogni volta che riesce a conquistarsi la sua fiducia, la porta a passeggiare in un parco. Chiacchierano, ridono e ad un certo punto lui prende una foglia o un fiore dall’albero e questa, per magia, diventa una spilla da appuntare al cappotto di lei, prima di andarsene e non incontrarla più. E lei se ne torna a casa leggera come non lo era mai stata prima e da quel momento la sua vita cambia.
Il finale, se volete, trovatelo voi. Dopotutto è solo un film immaginario. Ma le spille, quelle sarebbero vere.
Le fa il jewellery designer australiano David Neale, ispirandosi alla natura.
E già che ci siete date anche un’occhiata ai suoi orecchini.
Dopo il salto altre immagini

Sull’onda del recycle e della riscoperta dei famosi mattoncini colorati, nel 2008 è nato Vicolo Pagliacorta.
Questo marchio, idea e realizza accessori con vecchi pezzi Lego, creando ad esempio gli anelli macchina fotografica, le paperelle, spille con porte e finestre. E non solo perché producono anche spille personalizzate con vecchi tasti di Mac o Pc componibili a piacere.
I prezzi partono dai 13€ circa; se volete sapere in che negozi trovarli o come contattarli, ecco la risposta.

Se pensando alle parole gomitoli, ferri e lana la prima cosa che vi viene in mente è la vostra nonnina che, seduta accanto al caminetto, sferruzza calze informi che prudono più dei morsi della zanzara-tigre, allora siete decisamente fuori strada.
Max Alexander, infatti, è una ragazza londinese che al knitting ha consacrato la sua vita iniziando con il creare sculture di lana, passando attraverso l’animazione stop-motion e approdando, infine, alla creazione di questi piccoli, originalissimi bijoux.
Max vende le sue creazioni su Etsy e DaWanda. I suoi gioielli sono online da poco più di un mese e sono certa che, in autunno, pochi resisteranno alla tentazione di indossare un mini gomitolo da giacca.

Ho scoperto le creazioni di Cicoria da poco tempo ed è stato amore a prima vista.
E dire che di solito non amo particolarmente lo stile gotico. Il fatto è che nelle spille di Cicoria c’è molto di più: cura amorevole per il particolare, strepitoso senso del colore e – ovviamente – quei faccini imbronciati che farebbero un figurone in un film di Tim Burton. Il tutto rigorosamente disegnato e cucito a mano da lei.
Sul suo blog e su Flickr potete trovare anche mini-dolls, borse e specchietti tutti in stile Cicoria. Per acquistare qualcosa, invece, cercatela su Dawanda.

Pur portandomi dietro ogni giorno la lista della spesa su un foglietto quadrato colorato simile ad un post-it, non ho davvero mai pensato al fatto di utilizzarlo come accessorio.
Evidentemente Naoko Ogawa, al contrario di me e milioni di altri, invece l’ha fatto.
La jewel designer giapponese, infatti, ha creato un paio di anni fa questa linea di particolarissime spille(?) in alluminio e carta, rotonde o quadrate, e di diversi colori.
Per indossarle basta accartocciarsele addosso.
In vendita da Not Just A Label.

Tra i passatempi preferiti di una blogger in trasferta, inizialmente un po’ intimidita dalla maestosa architettura del Tempio di Adriano, che ospitava la rassegna Fashion on Paper , c’è stato quello di osservare i colleghi (bloggers e giornalisti) presenti, un po’ per curiosità un po’ per capire alla fine della fiera che cosa indossa chi si occupa di moda.
Devo dire che non ho notato moltissime cose degne di nota, a parte piccoli (e per occhi meno attenti dei miei trascurabili) dettagli. Ad esempio dal gilet del nostro simpatico dirimpettaio Stefano di Made05 faceva capolino una bella spilla (vedi foto) ottenuta da un tappo di bottiglia. Di chi è? ho chiesto immediatamente. Di Michele Pollini mi è stato risposto. Ed eccovela servita!

A metà tra “Enchanted” e S. Francesco, titiMadam ha una sfrenata passione per gli animali e l’acrilico: per quale motivo non unire l’utile al dilettevole? Ecco prendere vita anelli, collane, spille e anche enormi specchi dalla fattezze selvagge: cervi, mucche, tigri, ma anche volpi, unicorni e galline.
Attualmente non spediscono in Italia (!), ma potete chiedere loro se posson fare un’eccezione.

Due jewel designers australiane uniscono le forze e creano – credo divertendosi non poco – coloratissime spille realizzate con animaletti in resina.
Il loro progetto comune si chiama Princess C, Lady J and the Upper Crust e sul blog che hanno aperto trovate illustrate, una per una, tutte le loro creazioni che potete anche vedere, con un solo colpo d’occhio, su Flickr.
Per acquistarle potete contattare direttamente Princess C e Lady J a questo indirizzo: andtheuppercrust@gmail.com.
I prezzi vanno dai 15€ circa in su.

Giocare con le Lego a 32 anni fa di te un maestro d’asilo, un architetto i crisi mistica o Sara Ricci, che ha appena lanciato la sua linea di accessori, ovvero i Kiki Monsters. L’idea di realizzare anelli e spille con i celebri mattoncini colorati non è certamente nuova, ma le composizioni di Sara, applicate a borse ed occhiali, oltre che appunto spille ed anelli, sono davvero simpatiche, soprattutto per gli accostamenti cromatici.
I Kiki Monsters per ora li trovate – se cercate bene – solo a Milano, ma per tutte le informazioni potete contattare direttamente la loro creatrice a questo indirizzo: info@kikimonsters.com.

…negli anni 20 sarei stata una ventenne sgallettata che girava per il centro della città con un cappotto con fascia in vita, avrei portato una pochette rettangolare e un filo di rossetto come in un disegno di Dudovich. Avrei indossato dei guanti in pelle, anzi dei mezzi guanti, di quelli che lasciano il polso nudo. Sicuramente avrei avuto anche capelli cortissimi e un fanstastico copricapo con mega-fiocco, o uno stretto modello a cuffia di Borsalino accoppiato a un filo di perle.
Dato che purtroppo non è così, mi accontento di chi cerca almeno di ricrearne l’atmosfera, come Le Colonel, marchio francese che si dedica alla creazione di accessori ad hoc come fasce per capelli degne di una ballerina di charleston, o coccarde multicolor.
Potete acquistarli direttamente qui.

Spille-scultura in seta, collane di cuoio intrecciato ad argento ed ottone, ciondoli dalle linee caotiche che ricordano gli esperimenti in flash che anni fa ho trovato in rete anni fa, da qualche parte (ma di cui ho perso il link, purtroppo).
Sono i gioielli firmati Wear-and-tear (espressione che in inglese significa qualcosa come uso prolungato), realizzati da Cheung Lik, designer di Hong Kong che fino a poco tempo fa lavorava da Daydream Nation.
Li trovate online da Stars + Infinite Darkness o da Kabiri.
Woven Flesh: metti la Danimarca, con un pizzico di Poe
Scritto il 20 febbraio 2009 da Simone Sbarbati.

Woven Flesh è un giovane brand danese che produce principalmente t-shirts ma anche divertenti accessori in legno, solitamente a sfondo “piumato”: gufi, corvi e civette, che svolazzano anche sulle magliette delle tenebrose (almeno le ultime) collezioni. Proprio in questi giorni esce quella ispirata ad Edgar Allan Poe, intitolata Nevermore.
Si acquista solo online, a meno che non abbiate in programma un viaggio in Danimarca.


