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Party in Paris: Wi-Filles + Womanity

Party in Paris: Wi-Filles + Womanity

Scritto il 15 marzo 2010 da Kasia Gumowska.

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Di solito, mi ci vogliono decisamente più di due appuntamenti per farmi perdere la testa, ma per Parigi ho fatto un’eccezione. Sarà stata l’atmosfera della settimana della moda in corso o dello spettacolare sole primaverile – il fatto sta che mi sono innamorata perdutamente!

Anche questa volta, grazie ad una mail davvero magica, per una notte sola mi sono ritrovata nel cuore di Parigi, a partecipare ad una festa unica e irrepetibile! La location d’eccezione è stato Le Salon des Mirroir – il salone degli specchi situato in uno dei passaggi commerciali più belli e anche storici, perché risalenti al Novecento, di tutta la capitale francese.

Dunque, qual’è il nuovo prodotto che vogliamo presentarvi? Un profumo? Un rossetto? Ci deve pur essere un motivo per organizzare una festa per 300 blogger francesi (Frizzifrizzi è stato l’unico inviato estero!). Spero vi sorprenderà la notizia, che dietro tutto quanto non ci sia stato nessun intento promozionale, niente marketing o pubblicità online.

Che ci sono andata a fare, allora? Celebrare la Festa della Donna!

E non sto scherzando! Si tratta della ormai 7° edizione di Wi-Filles Party, un evento ideato per unire il mondo dei blog al femminile. Ma se pensate che il mio post sarà un elenco di bicchieri di champagne e di Contrepolitan che mi sono stati gentilmente offerti, vi sbagliate!

Lo stesso giorno è stato lanciato un sito web, Womanity.com, disponibile in sei lingue diverse, tra cui anche l’italiano. Pensato e creato per e sviluppato interamente dalle donne, è uno spazio virtuale dove dialogare, esprimere se stesse, creare o semplicemente divertirsi. Ognuna di noi può apportare un suo piccolo contributo – individuale e personalizzato – che entro 24 ore sarà connesso ad altre idee e pensieri, con l’intento di generare un gigante mosaico realizzato dalle donne di tutto il mondo. Come ha detto l’inventore del sito, niente meno che lo stesso Thierry Mugler:

“At the heart of it is what one woman learns from another. Womanity is that bond: giving, complicit, a tacit affinity.”

Per invogliarvi a partecipare anche subito, vi svelo che a breve avrà luogo il primo dei vari concorsi, tutti super-creativi! E lo saranno anche i premi previsti dal team Mugler – un viaggio per due in una località scelta a piacere (e fantasia) della vincitrice: suona niente male, vero?

Allora, che ne pensate di tutto questo, care lettrici?

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Georges, enchanté

Georges, enchanté

Scritto il 10 marzo 2010 da Cinzia Migliardi.

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Se non fosse stato per lo sciopero degli uomini radar a Parigi, sarebbe stato tutto perfetto. Invece, il volo delle 7 da Linate, con tanto di sveglia all’alba – anzi prima perché quando sono uscita era buio pesto – e sonno di 4 ore – grazie ai reduci del birrificio che non mollano mai – era stato magicamente cancellato sotto ai miei occhi.

Ma non era finita lì, dato che – ovviamente a mia insaputa – avrei poi accumulato anche un bel 3 ore di ritardo sul volo di ritorno. Ma capita, insomma.

Comunque, procedendo con ordine, ormai due settimane fa, ho fatto nuovamente un Milano-Parigi-Milano. Questa volta Frizzifrizzi è stato invitato da nientepopodimenoché Mumm.
Yes, lo champagne.
Toccata e fuga a Parigi per presentare la nuova collaborazione tra la Maison e Patrick Jouin.

Arriviamo in ritardo sulla tabella di marcia (grazie allo sciopero), in una Parigi uggiosa. Saltiamo la prima parte e ci dirigiamo al favoloso hotel Plaza Athéné (dove il ristorante è sotto la completa direzione del mago dei fornelli Alain Ducasse). Insomma, il posto è a dir poco stupendo. Ci fanno accomodare al bar che, scopriremo poi, è opera di Patrick.

Inizia l’intervista condotta da Isabelle Mentre, direttrice Marketing di Mumm e Perriet-Jouet. La collaborazione è nata quasi un anno e mezzo fa ed è stato subito amore. Passione e audacia, queste le caratteristiche principali che hanno fatto nascere il progetto di un service design ad hoc. Si tratta di Georges (in onore al fondatore Georges Hermann Mumm), linea composta da due diversi tipi di secchiello e due bowl (o spumantiere). Il bucket è bicolore, bianco e rosso, con tanto di rivisitazione del leggendario cordon rouge usato in questo caso come manico.

A vedersi sembra un progetto molto semplice, ma bisogna considerare l’incognita fiocco e le svariate prove per far sì che si integri armoniosamente alla base e possa sopportare il peso di una bottiglia.
Inoltre, cosa non visibile al primo sguardo, esiste una scanalatura all’interno del secchiello che permette di incastrare la bottiglia, in modo da agevolarne il trasporto. Ta-dan!

Una volta finita la presentazione, ci mettiamo tutti in fila, un po’ come a scuola, per farci autografare il libro edito dal Centre Pompidou in occasione della mostra La substance du Design (dal 17 febbraio al 24 maggio). Quello che sorprende tutti è la completa assenza di divismo e la totale dedizione e attenzione con cui Patrick firma ogni libro (va da sé che ha disegnato oggetti diversi per tutti!).

Una volta finito il lunch cocktail, il nostro gruppetto viene spedito al Beaubourg per una visita privata alla mostra. Il museo è chiuso al pubblico e possiamo aggirarci in tutta tranquillità tra bozzetti e mock-up. Sapevate che Jouin aveva progettato anche la tarti’nutella? Che ha collaborato innumerevoli volte con Ducasse? Che ha disegnato la PastaPot di Alessi? E che infine ha progettato anche il Vélib’? Una sorpresa dietro l’altra.

Comunque, per chi volesse accaparrarsene uno, sappiate che Georges è un’edizione limitata e, per i più curiosi, posso anticiparvi che verrà presentato in Italia durante il Salone del Mobile a Milano.
Santé.

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Dalla squalo alla nuova DS3: prova su strada Citroën

Dalla squalo alla nuova DS3: prova su strada Citroën

Scritto il 03 febbraio 2010 da Cinzia Migliardi.

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Quando Simone mi ha girato l’invito ero un filo scettica: mi vedevo già a litigare con i parigini e fare gestacci dal finestrino abbassato. Non sono proprio una delle persone più tranquille alla guida, ma ho pensato che potevo anche provarci!

In aeroporto, giusto prima della partenza, ho cercato di recuperare le mie lacune in campo automobilistico nell’ottica del sempre valido “minimo sforzo, massima resa”. Acquisto una copia di “Auto” e, guarda il caso, a pagina 7 si parla proprio della nuova Citroen DS3, anche se non ci sono molte informazioni. [...]

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White is out, green is in: anteprima Maison Martin Margiela Ligne 3 (untitled)

White is out, green is in: anteprima Maison Martin Margiela Ligne 3 (untitled)

Scritto il 15 gennaio 2010 da Kasia Gumowska.

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Quando il 4 di gennaio nella mia mail box ho trovato un messaggio intitolato ‘Vuoi andare a Parigi?’ stavo giusto per cancellarlo, pensando che si trattasse della solita pubblicità. Chi avrebbe mai detto che esattamente una settimana dopo mi sarei ritrovata sul volo diretto proprio per la capitale francese? Ovviamente sono partita senza nessun esitazione o ripensamento – alla fine chi avrebbe mai detto di no a Martin Margiela? In questo modo sono entrata a far parte della ristretta cerchia di 10 blogger di tutto il mondo invitati alla presentazione del primo profumo della Maison – Linea 3.

La nuova fragranza è il risultato della lunga collaborazione dello stilista con gli esperti della L’Oréal. Niente compromessi, niente focus groups, niente soluzioni facili – erano solo alcune tra le condizioni poste da Margiela che con questo progetto ha concluso il suo rapporto con la moda. Un motivo in più per guardare attentamente la sua ultima creazione.

Ma da dove iniziare? Dal nome – Untitled? Dal flacone in vetro grezzo disegnato da Fabien Baron? O dai componenti dell’essenza ispirati alle fragranze dimenticate degli anni ‘70? Ogni elemento è fortemente ancorato nella tradizione di Margiela e trasmette i valori per lui importanti come semplicità, connotazione artigianale, pragmatismo. Forse quella che sorprende di più è la tonalità verde del profumo stesso, data dall’uso combinato dei vari ingredienti (tra cui galbano, buxus, mastice di Chio, incenso, arance amare), tutti rigorosamente naturali. Il risultato finale, più che una femminilità banale e sdolcinata, interpreta una visione neutrale e raffinata, quasi unisex, pur non perdendo nulla della sua sensualità.

Ma ritorniamo a Parigi, dove ha avuto luogo quest’evento unico. La presentazione si è svolta all’interno della sede principale della Maison. Trovarla è stato fin troppo facile – un chioschetto pieno di fiori bianchi davanti all’entrata era un indizio inconfondibile. L’ambiente e il personale – entrambi avvolti in tessuto bianco – hanno contribuito a creare un’atmosfera concettuale e ricercata. La visita nello show room, con alcuni capi della collezione Artisanal a portata di mano, era proprio la ciliegina sulla torta. Insomma, è stata un’esperienza intensa,  ricca di stimoli e piena d’emozioni. Proprio come il profumo stesso.

Untitled sarà disponibile in selezionati punti vendita, tra cui Colette, a partire dal 25 gennaio.

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Unconditional Trade Show

Unconditional Trade Show

Scritto il 27 novembre 2009 da Simone Sbarbati.

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Né fiera, né showroom ma un ottimo compromesso tra i due tradizionali campi di battaglia dei buyers. Pochi e selezionati brands emergenti di alto livello, in una cornice incredibile come un palazzo dell’800 in pieno quartiere Saint-Germain-des-Prés, a Parigi.

E’ l’Unconditional Trade Show, che dopo la prima sperimentale edizione, lo scorso ottobre, torna nel marzo del prossimo anno, curato da Modern Showroom, realtà milanese di cui abbiamo già parlato, non senza qualche contrasto (vedi commenti), tempo fa.

La selezione dei designers è ancora aperta quindi se volete partecipare, fatevi avanti.

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OMR! Lancôme 2010 Spring Collection by Aaron De Mey

OMR! Lancôme 2010 Spring Collection by Aaron De Mey

Scritto il 25 novembre 2009 da Cinzia Migliardi.

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OMR! Lancôme 2010 Spring Collection by Aaron De Mey

E’ successo di nuovo e – se possibile – è stato ancora meglio di quanto potessi aspettare. Noi di Frizzifrizzi siamo stati invitati nuovamente ad un evento di Lancôme tenutosi giovedì scorso a Parigi, questa volta in occasione della presentazione della collezione make-up primavera 2010 dell’innovativo Aaron De Mey: Ố My Rose!

Arrivo in un delizioso hotel in Rue de Pyramids, incontro Kirstie (dall’Irlanda) e ci avventuriamo per un pranzo veloce, con tanto di shopping prima del nostro appuntamento. Alle 16.30 noi blogger (con una guest direttamente da NY) ci troviamo nella hall insieme alla crew di  Balistik*art per spostarci in una location segreta e incontrare Aaron.

Arriviamo in un appartamento stupendo e ad accoglierci troviamo, oltre al direttore artistico, anche German Moyano e due make-up artist del calibro di Roberto Siguero (per Lancôme Spagna) e Petr Blecha (Europa, Africa e Middle East). Dopo averci fatto curiosare con calma riceviamo il saluto di Julie Thompson che introduce la nuova collezione.

Aaron prende la parola e ci svela finalmente Ố My Rose.

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Solitamente per una collezione primaverile ci si aspettano tonalità rosate, questa volta, invece no, c’è di più. Incuriosito dal color pesca, ispirato dalla Nouvelle Vague, da Brigitte Bardot e da Saint Tropez negli schiccosi anni 60, sviluppa questa tonalità femminile per alcuni prodotti chiave. Innanzitutto per Pop n’ Cheeks, delicato blush con riflessi dorati e suddivisoa in settori irregolari che formano la celeberrima rosa simbolo della maison. Poi si passa a Le Khôl Gloss, riflessi color oro rosso per una morbidissima consistenza del formato matita e al pezzo cult BB Kiss, un vero e proprio pastello – come quelli ad olio – color pesca e con pagliuzze bronzo, da utilizzare sia secco che morbido sulle labbra, oppure sfumato sulle guance. Fino a qui sembra tutto regolare, ma ecco la novità: gli ombretti.

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Aaron ci mostra la Pop n’ Palette, quartetto di colori camo in cui predomina il colore petrolio, circondato da verde oliva, grigio-verde e grigio, il tutto racchiuso in un packaging dorato a pois neri.

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A questa, si accompagnano la versione dello stesso colore del rinomato mascara Hypnôse Drama, l’Ink Artliner per tracciare linee con perfezione e lo smalto.

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Ciò che colpisce, oltre alla scelta di esplorare e utilizzare nuovi colori per una collezione tipicamente dedita ai toni caldi, è la continua sfida nel trovare nuove texture e packaging degni di nota. Il pastello BB Kiss, ad esempio, è farinoso ma compatto allo stesso tempo, si stende con facilità ma non si sbriciola tra le mani. La confezione che lo racchiude è estremamente particolareggiata, e si rifà al Giappone, una delle costanti fonti di ispirazione di Aaron De Mey. Inoltre, anche il piccolo cofanetto rettangolare che racchiude i due correttori, esprime la volontà di focalizzarsi sulla persona, sulla donna, per donarle un prodotto che possa esibire con orgoglio mentre si rifà il trucco; qualcosa di prezioso che le permetta di ritrovare la propria femminilità senza dover perdere tempo con mille prodotti. Direi che non è male come sfida per un marchio che ha quasi 75 anni di storia.

Una volta finita la presentazione, è iniziata la make-up session – seguita da servizio fotografico di Kostia Petit - dove tutte noi abbiamo potuto provare la nuova collezione.

Di seguito le foto della fase trucco e del party! [...]

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Veuve Clicquot Ponsardin Champagne: #5 visita all’Espace Culturel Louis Vuitton

Veuve Clicquot Ponsardin Champagne: #5 visita all’Espace Culturel Louis Vuitton

Scritto il 09 ottobre 2009 da Francesca Arcuri.

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Veuve Clicquot Ponsardin Champagne: #5 visita all'Espace Culturel Louis Vuitton

Ho un aereo per Bologna alle 21, sono quasi le 18 e sono su un minibus sugli Champs Elysees diretta chissà dove, stranamente però non sono preoccupata di perdere il volo, di come farò ad arrivare fino all’aeroporto, perché sono certa che si prenderanno cura di me, che tutto sarà perfetto.

Curiosa, aspetto solo la sorpresa. E poi, se proprio devo essere sincera, nel profondo spero di perderlo l’aereo. Non voglio tornare a Bologna, alla vita di tutti i giorni, questa sensazione ovattata di totale accudimento mi piace. Non ci sono abituata e a dirla tutta all’inizio del viaggio non conoscere il programma mi innervosisce un po’. Sono una maniaca del controllo, voglio poter programmare che fare, quando e come, ma adesso ci ho preso gusto e non voglio smettere di sentirmi così…

Seguendo questi pensieri mi ritrovo davanti alle scintillante Boutique Louis Vuitton sugli Champs Elysees, l’arie è tiepida ed il sole splende ancora, ci sono turisti che si fanno fotografare davanti alle vetrine, che io non faccio neanche in tempo ad osservare bene perché entriamo da un portone sul retro.

Ecco la sorpresa del presidente: visita privata all’Espace Culturel Louis Vuitton di cui lui è molto orgoglioso, guidati da Juliette de Gonet.

L’Espace Culturel è uno spazio all’ultimo piano del palazzo Louis Vuitton sugli Champs Elysees, circondato da una delle terrazze panoramiche più belle di Parigi, dicono loro, e non fanno molto fatica a convincerci. Ospita mostre d’arte che tutti possono visitare gratuitamente.
Garantito, checché ne dica la vostra eventuale compagna, non sarete costretti ad acquistare nessuna borsa alla fine della visita!

La Confusion Des Senses

Al momento della mia visita fino al 10 gennaio 2010 , lo spazio ospita la mostra The confusion of senses.
Vi consiglio vivamente di visitarla se siete nei paraggi, specie se in due ed in vena romantica, potrebbe essere molto interessante fare insieme “il viaggio” .

La Confusion Des Senses

L’idea di base dei curatori è quella di creare un percorso, un cammino all’interno del nostro inconscio per perdersi e ritrovarsi.
Si parte, anzi no si arriva, con Your Loss of Senses un’opera creata da Olafur Eliasson in occasione dell’inaugurazione dell’Espace Culturel. L’installazione in pratica occupa l’ascensore centrale: buio totale, pareti ricoperti di stoffa nera,  manovra con un telecomando.

La Confusion Des Senses

Vendemmiando il presidente mi raccontava che l’intento dell’artista è far venire un mini attacco di panico al visitatore. Io incredula mi chiedevo come fosse possibile, conoscendo la natura dell’opera, non riuscire a controllare il panico per un tempo così breve? All’andata, insieme agli allegri compagni di viaggio, alle chiacchiere di sottofondo in effetti sono riuscita a non risentire molto dello smarrimento voluto e abilmente procurato.
Al ritorno invece, in due ed in silenzio, il panico è arrivato.

La Confusion Des Senses

Le opere di Renaud Auguste–Dormeuil, Berdaguer & Péjus, Céleste Boursier–Mougeno, Didier Fiuza Faustino, Laurent Grasso, Véronique Joumard, Laurent Saksik vi porteranno, almeno per la durata della visita, a perdere voi stessi per riuscire a ritrovarvi in una nuova relazione con il vostro corpo, la paura, il tempo, la vita di tutti i giorni.

La Confusion Des Senses

Avevo pensato di descrivervele per filo e per segno ma poi mi sono resa conto: rovinerei la sorpresa ai fortunati che riusciranno a visitarla ed allo stesso tempo vi renderei troppo partecipi del mio viaggio interiore. Troppo anche per la mia psicanalista.

E’ arrivato il momento dei saluti e tra la confusione dei sensi procurata dalla mostra, la stanchezza, lo champagne (ovvio che anche qui ci è scappato il brindisi a base di Veuve Clicquot Rosé), il”dover” tornare a casa perché la pacchia è finita, mi viene un groppo in gola.

Anche se so bene che questo è un arrivederci e non un addio, la famiglia Veuve Clicquot Ponsardin ( + bloggers adottati) mi mancherà moltissimo!

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Boutique Bastien De Almeida

Boutique Bastien De Almeida

Scritto il 26 maggio 2009 da MaMoFrizzi.

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Boutique Bastien De Almeida

A Parigi è stata da poco inaugurata questa Boutique di abiti vintage, ispirati alle Icone Glamour di Hollywood. Diane Pernet incontra Bastien De Almeida, che rivela di selezionare tutti i capi molto attentamente in base alla loro qualità e per la maniera in cui ogni singolo pezzo scolpisce il corpo.
Al suo collaboratore Sylvain Maury il compito di ricercare libri e dvd rari, in tema con lo store, per creare un angolo nel quale verranno esposti.

Ci si potrà quindi soffermare a sognare di essere in un altro tempo ascoltando musica e sfogliando qualche libro in mezzo ad abiti da sogno!
Chi non ha mai sognato di essere una celebrità?

Intanto Bastien pare stia progettando anche di tenere un corso di alta moda, che dire, io un salto a dare un occhiata ce lo farei!

Cinzia Vinciarelli
studentessa del corso di Laurea Magistrale in Moda dell’Università di Bologna – Polo di Rimini ed orgogliosa membra del progetto MaMoFrizzi.

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The Lady Noire Affair

The Lady Noire Affair

Scritto il 20 maggio 2009 da Simone Sbarbati.

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Anticipato da un trailer di pochi secondi che vi abbiamo segnalato appena un paio di settimane fa insieme ad una campagna su Twitter, esce finalmente oggi – in contemporanea sul web e presentato a Cannes – il cortometraggio interpretato da Marion Cotillard per Lady Dior.

Il corto, evidentemente ispirato alle atmosfere di Alfred Hitchcock (soprattutto La donna che visse due volte), è il primo di una serie.
C’è da dire che si seguono meglio due ore di film del grande maestro piuttosto che sei minuti di questo…
E la Cotillard – per la quale, devo dire, non ho mai avuto grande ammirazione – non è decisamente Kim Novak.

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Lady Dior

Lady Dior

Scritto il 04 maggio 2009 da Simone Sbarbati.

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Per maniache di borse, appassionati di thriller o amanti di campagne pubblicitarie seriali che si svolgono su web.
La leggendaria Lady Dior, la borsa che fu creata dalla maison francese appositamente per Lady Diana, è protagonista, insieme all’attrice francese Marion Cotillard, di una storia dalle tinte gialle che racconta il prima ed il dopo degli scatti del fotografo Peter Lindbergh in cima alla torre Eiffel.

La storia ruota attorno alla borsa ed al suo misterioso contenuto e lo svolgersi della vicenda potete seguirlo su Twitter, in attesa del 20 maggio, quando il mistero sarà svelato.
Per saperne di più, cliccate sul widget interattivo qui sopra!

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I am a parisian lady

I am a parisian lady

Scritto il 13 marzo 2009 da Simone Sbarbati.

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I am a parisian lady

Ho sempre adorato i ritratti di persone qualunque, immortalate nel loro background (casa o ufficio) ed il fotografo francese Baudouin è un vero mago in questo genere di cose.
Qui sopra, quattro parigine doc tra quelle – di ogni età – della serie I am a parisian lady.

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Nissan Cube & Paris Slow Gallery

Nissan Cube & Paris Slow Gallery

Scritto il 26 febbraio 2009 da Marisa Amoroso.

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Nissan Cube

Prima dell’avvento delle telecomunicazioni un movimento culturale ci metteva anni ad oltrepassare i confini di uno stato (quando ci riusciva) e ad invadere i vari settori della cultura. Oggi abbiamo Internet, i blog, le email, Facebook e il passaparola è immediato e globale, così una corrente di pensiero nasce e si consuma in poco tempo, anche se paradossalmente questo movimento si chiama slow, e quindi dovrebbe andare piano…

Noi italiani ne siamo stati i pionieri con lo slow food, ma poi il farlo con lentezza, il godersela con calma ha contagiato la cultura e l’attitudine slow è entrata nella fotografia e nei video, nella moda e nella musica, nell’arte e anche, incredibili a dirsi, nel mondo dell’automobile.

Gli artisti che hanno sposato questo movimento hanno creato, in collaborazione con Nissan Cube, lo Slow Manifesto il cui slogan è Slow is a revolution a presentazione della Slow Gallery cui Frizzifrizzi ha presenziato con la sottoscritta a Parigi lo scorso week end.

Regina del vernisage la Nissan Cube, vettura nata e concepita per il popolo giapponese che dopo il clamoroso successo avuto in patria si prepara con un restyling a sbarcare in Europa e lo fa abbracciando la slow culture.
Come? La Nissan Cube ha un marcato design cubico in forte contrasto con i dolcissimi lineamenti e materiali degli interni, un’auto pensata per affrontare il duro mondo che c’è là fuori attraverso una corazza che ci protegge e protegge il nostro mondo fatto di comodità: sedili che sembrano poltrone, finestrini che sembrano oblò, materiali naturali come il legno e il canvas.

Il suo debutto lo farà all’autosalone di Ginevra, tra pochi giorni, e sono sicura che conquisterà l’Europa così come ha conquistato noi bloggers che l’abbiamo vista in anteprima.

A far da cornice le magnifiche opere dei fratelli di La Fratrie, a rappresentare la Slow Art. Luc e Karim realizzano mini sculture sospese a mezz’aria. Un lavoro meticoloso, lento e minuzioso. I materiali usati sono di ogni tipo e soprattutto di recupero. Le loro opere sono come piccoli gioielli da ammirare, domande sospese sul rapporto che lega l’uomo all’ambiente. Davvero magnifiche.

Christophe Vialle per Slow Design ha presentato le sue Racing Carré, nuova collezione haute culture et pret à pousser, che nasce dall’unione del design e della biotecnonoligia innovativa. Mini giardini da amare e curare come un pezzo di mondo da salvare.

Le stupefacenti foto di Scarlett Hooft Graafland per Slow Photo colpiscono come un tuffo nell’acqua gelida. L’artista ha girato i quattro angoli del globo sottoponendo i suoi soggetti a lunghe pose creando una soft area che sembra amplificare l’immagine tanto che si ha l’impressione di perdercisi dentro.

Altrettanto alternative le posizioni di Samon Takamashi (artista e sound designer, qui a rappresentare la Slow Music) e da Marcus Kreiss, per Slow Video, che ha creato un nuovo canale Tv privo di suoni fatto solo di immagini d’autore proposte al rallentatore.

Entrambi partono dal presupposto che siamo invasi da musica ed immagini che condizionano la nostra vita fino a modificare il nostro respiro, alienare i nostri occhi. La slow music e gli slow video ci aiutano a rilassarci, a respirare più lentamente e profondamente tanto da diminuire la pressione arteriosa e il ritmo sinusale.

Fra tutti mi sono perdutamente innamorata delle creazioni di Jérome Dreyfuss, per Slow Fashion. Un’appassionata di moda e di accessori attenta alle dinamiche eco-compatibili, non può che sentirsi invitata a nozze dallo stilista in questione.
Le sue borse sono realizzate a regola d’arte, i materiali usati rigorosamente naturali e di ottima qualità, trattati solo con metodi biologici e nel rispetto dei criteri di eticità. Per le colorazioni vengono usate solo tinture naurali a ridotto uso di mercurio (solo l’8%).
Il suo approccio alla moda biologica è stato ribattezzato Agri-Couture, e mai nome fu più calzante. Basta dare un’occhiata al suo sito per rendersi conto di quanto le sue “creature” siano degne del vostro amore incondizionato.

Uno ringraziamento speciale va agli amici di Balistik*Art che hanno organizzato il tutto in maniera impeccabile. Grazie Katja, Céline, Alex e Stéphane.

Con me, tra gli altri (ed eravamo in tanti), gli amici francesi James Bort, Charles Liebert, Pierre-Jean di Black Tie e Luxury Design, Chris Seng Thong, gli spagnoli Delphine e Tony di Cuarto Derecha, il tedesco Norman Roehlig e l’inglese Hassan Luwailira.

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We are the Neons!

We are the Neons!

Scritto il 20 febbraio 2009 da Cinzia Migliardi.

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We are the Neons!

Violaine, 28enne stilista, è la mente e il braccio del marchio WeAreTheNeons che, con l’aiuto di Christophe, realizza abiti in edizione limitata (sono pezzi unici, realizzati artigianalmente uno per uno). I vestiti sono molto semplici e, di conseguenza, ampiamente portabili: basta un accessorio in più per sfoggiarne la versione da sera. Come i modelli Silver, Lighties e Blue Leaf.

Potete acquistarli direttamente online, ma attenzione alle taglie: le parigine son tutte minute.

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Lancôme: Tour de France – part 2

Lancôme: Tour de France – part 2

Scritto il 05 febbraio 2009 da Cinzia Migliardi.

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Et voilà, dopo il pranzo al Ristorante L’Eclaireur ci dirigiamo alla boutique Lancôme dove ci accoglie Leidys Garcia-Ruiz e uno stuolo di giovani expertise. Divise in gruppo ci offrono un rilassante massaggio facciale con tanto di analisi della pelle e applicazione di Génifique.

Una volta finito, make-up artists hanno provveduto a renderci più presentabili. E indovinate chi mi becco? Germain Moyano, make-up artist per Lancôme International che, in quattro e quattr’otto, ha cambiato il mio viso. Pazzesco.

Durante le chiacchiere tra blogger, farcite da macarons, champagne Laurent-Perrier e dagli scatti sorprendenti di Benjamin Boccas, c’è stato anche il tempo di parlare a tu per tu con Vèronique Delvigne. A proposito, ho scoperto che è da oltre 30 anni che la scienza si occupa della pelle e 15 anni fa è stato possibile ricostruire il tessuto umano.

La nuova tecnologia ha permesso di osservare l’attività dei geni e, di conseguenza, capirne il ruolo. Ciò che si prospetta ora per il futuro è qualcosa di inestimabile: durante la ricerca per Génifique, infatti, sono state scoperte altre centinaia di geni tutti da studiare, immaginate voi un limite ad un’analisi di questo tipo!

Per le più curiose, Génifique sarà in vendita a partire da marzo in Europa e America, in Asia da settembre. Prezzo stimato, attorno agli 87 €. Da usare per un periodo di 6 settimane, 3 gocce al giorno per riattivare la giovinezza della pelle e renderla luminosa e vellutata.

Ecco le ragazze che hanno partecipato all’evento insieme a me e i loro blog: Jane, Alexandra, Elodie, Hélène, Barbara, Katarina, Mercedes, Maria, Bianca e Jennine.

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Lancôme: Tour de France – part 1

Lancôme: Tour de France – part 1

Scritto il 05 febbraio 2009 da Cinzia Migliardi.

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Lancôme - GénifiqueSveglia quasi fantozziana alle 4.30 di venerdì scorso. Nel buio totale finisco gli ultimi preparativi – sono ovviamente in ritardo – e mi dirigo all’areoporto.

Tempo un’ora e mezza e mi ritrovo in una gelida Parigi. Un autista viene a prendermi all’uscita e mi accoglie con un paio di avvertimenti sul traffico. Detto, fatto.

Dopo due ore arriviamo finalmente in centro e mi dirigo all’Hotel Sofitel Boissy d’Anglas. All’interno, uno spazio è stato interamente riservato a Lancôme e lì incontro le prime “colleghe” europee e una corposa tavola imbandita da macarons di Ladurée.

Il motivo? Quasi un mese fa undici blogger hanno ricevuto l’invito – tramite Balistik*Art – a partecipare a questo fantastico evento: la presentazione di un nuovo prodotto che aprirà le porte verso il futuro dei cosmetici, ed eccoci tutte qua. Arriva altra gente, arriva Julie Thompson (Vp Interactive Mkt & Crm), arriva Vèronique Delvigne, direttrice della sezione scientifica di Lancôme; on y va!

Inizia la presentazione. Signore e signori, ecco a voi: Génifique!

Di che si tratta? Génifique è un attivatore di giovinezza – il che mi ricorda molto La morte ti fa bella. Niente elisir magico, comunque.
Véronique ci spiega che, dopo quasi 10 anni di studi, i laboratori Lancôme hanno scoperto che l’attività dei geni (in grado di creare proteine), rallenta all’avanzare dell’età. Non solo, che la sintesi delle proteine, si riduce.
Così, per ovviare a questi problemi, è nato Génifique, in grado di stimolare l’attività dei geni mantenendo la pelle luminosa, uniforme e morbida.
Ci offrono dei campioni. Bastano poche gocce  per testarne la texture: viene subito assorbita ed il dorso della mano sembra vellutato. Devono aver fatto proprio un bel lavoro!
Qualche domanda veloce ed è già ora di pranzo. Pomeriggio alla boutique Lancôme per altre sorprese. A dopo!
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Caira Design: la nuova collezione sfila a Parigi

Caira Design: la nuova collezione sfila a Parigi

Scritto il 29 gennaio 2009 da Simone Sbarbati.

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Caira Design: la nuova collezione sfila a Parigi

Quando c’è da supportare il made in Italy, e soprattutto i creativi a cui siamo ormai affezionati, Frizzifrizzi è sempre in prima linea.
Per questo vi diamo l’anteprima di alcuni dei capi della nuova collezione A-I 2009/2010 di Caira Design, che saranno presentati domani a Parigi nell’ambito di Prêt à Porter Paris, nella sezione Atmosphere.

Un bel traguardo per Francesca Caira, ideatrice del brand e creatrice dei capi – che abbiamo anche avuto l’onore di regalare, in passato, ad uno dei nostri lettori.

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Lancôme Event: stay tuned!

Lancôme Event: stay tuned!

Scritto il 24 gennaio 2009 da Cinzia Migliardi.

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Tra poco più di 5 giorni…
Frizzifrizzi ci sarà.

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La Grande Epicerie

Scritto il 27 novembre 2008 da Cinzia Migliardi.

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La Grande Epicerie

Sono arrivata a questo favoloso sito incuriosita dall’immagine di questi orsetti cioccolatosi con fiocco-caramella-pois di Sonia Rykel e mi s’è aperto un mondo di regali enogastronomici di tutto rispetto.

La Grande Epicerie, ovviamente a Paris, soddisfa ogni esigenza e voglia – e tasche – passando dal sale argentato (e dorato), alla confettura natalizia Carla in edizione limitata, lecca-lecca con pagliuzze d’oro 24 K,  oppure una bottiglia di Mumm in una sfera di vetro Murano (se l’han fatta, evidentemente qualcuno se la compra).

Inauguro la lista.

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Gianbattista Valli per Monclear collezione A/I 2008/09

Scritto il 09 agosto 2008 da Marisa Amoroso.

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Gianbattista Valli per Monclear collezione A/I 2008/09

Il sodalizio tra Moncler e Gianbattista Valli, succeduto ad Alessandra Facchinetti nella direzione artistica di Moncler Gamme Rouge, linea di alta moda del marchio, ha dato i suoi buoni frutti con la prima collezione A/I 09-08.
Presentata a Parigi al Musèe Bourdelle, i piumini avveniristici di Gianbattista Valli rubano la scena all’arte esposta. La ricerca di linee nuove e mai noiose, di materiali inconsueti e accostamenti azzardati, fanno di questi piumini delle vere opere d’arte, perfetti per le grandi occasioni, eccellenti sostituti di cappotti e soprattutto delle pellicce.

I colori concessi sono solo tre: bianco latte, nero petrolio e rosso ciliegia.
Non ci sono regole, il piumino è bombato o molto slim, cortissimo con ampie maniche o lungo e fasciante, a uovo o a trapezio, lineare o ricamato ma sempre d’effetto.
Indossando un piumino (riduttivo chiamarlo “piumino”) del genere, non passerete di certo inosservate, così come il portafogli non resterà indenne: i prezzi sono a più zeri.
Dopotutto indossare un’opera d’arte ha il suo prezzo!

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Fornarina Urban Beauty Show a Parigi

Scritto il 11 maggio 2008 da Simone Sbarbati.

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Fornarina Urban Beauty Show a Parigi

Se c’è qualche remota possibilità che domani vi troviate a Parigi vi consiglio di non perdervi il Fornarina Urban Beauty Show.
Dopo essere stato, insieme a Francesca, a quello dello scorso anno a Milano vi confesso che sto già invidiando tutti quelli che riusciranno ad essere al Carousel du Louvre per assistere allo spettacolo. Francesca non sarà da meno visto che appena ha saputo dell’evento mi ha chiesto di convincere l’addetta stampa della Fornarina con la quale sono in contatto da tempo a farci mandare un’invito VIP anche per mezzo di proposte indecenti, che però evidentemente non hanno funzionato…

Fornarina Urban Beauty Show - Glenn Barr e Mijn Schatje

Scherzi a parte, il menu della serata è davvero ricco e per chi mangia a colazione arte e moda ci sarà di che abbuffarsi, cominciando dal leggendario illustratore e fumettista francese Moebius che, oltre a curare l’immagine coordinata dell’evento, ha anche realizzato un’istallazione che andrà ad affiancarsi alle altre installazioni affidate al pittore americano Glenn Barr, all’illustratrice ispano-olandese Mijn Schatje (entrambi già presenti all’ultimo Urban Beauty Show), alla writer francese Miss Van, all’artista giapponese Junko Mizuno e alla tatuatrice di base ad Amsterdam Angelique Houtkamp.

Fornarina Urban Beauty Show - Junk Mizuno e Angelique Houtkamp

Della parte musicale si occuperanno New Young Pony Club e Simian Mobile Disco, che non credo abbiano bisogno di presentazioni.
Vi basta?

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