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Non so se sia fatto a mano, però un intero video musicale ricamato dovevo ancora vederlo!
via Lost At E Minor

Visto che prima o poi, come mi consiglia la nostra cuoca Ilva da mesi, mi metterò a fare a maglia, di sicuro finirò in Why would you knit that?!, lunga galleria degli orrori fatti a maglia, come la rana sventrata o la merda che vedete qui sopra.
via Urban Outfitters

Da piccola amava lavorare a maglia e all’uncinetto ed abitava in una casa vicina ad uno zoo e quasi ogni giorno andava a vedere gli animali. Da grande la jewel designer norvegese Felieke van der Leest ha messo insieme le sue due passioni d’infanzia ed ha iniziato ad unire animaletti di plastica a stoffe, tessuti e metalli, realizzando gioielli che sono una festa per gli occhi.
Altro che chimere!

Se l’avessi scoperto prima l’avrei sicuramente aggiunto alla wish list di Natale, e forse l’avrei anche barattato con l’hard disk.
Avete la passione per la maglia? Vi siete cimentate con lana e ferri per fare qualcosa di stupefacente per il vostro ragazzo? Se avete perseguito nel vostro intento, avrete notato che la questione non è così semplice: non basta la maglia rasata, il nido d’ape, la grana di riso o qualsiasi altra lavorazione conosciate, bisogna essere sicure di taglia, colore e modelli.
Chissà quante volte vi siete viste rifiutare un berretto in lana perchè troppo piccolo, un maglione perché aveva le spalle troppo strette – eppure avevate preso la misura da una sua felpa – una sciarpa perché assolutamente demodé.
Ecco il libro di Debbie Stoller Son of Stitch ‘N Bitch (mai gioco di parole fu più azzeccato).
All’interno trovate 45 pattern approvati da ragazzi o ideati da fan maschili del taglio e cucito. Io quasi quasi ci riprovo.
via Bust

Mafuyu Murakami è una giovane artista giapponese che ha scelto come sua forma d’espressione il knitting.
Le sue opere le trovate in musei e gallerie ma, volendo, potete pure indossarle. Peccato che si possano trovare solo in Giappone…
Via PingMag

Personalmente sono una maniaca del fiocco. Sarà più di un anno che acquisto accessori e vestiti ‘fioccati’: spilla, sciarpa, giacca, scarpa… aiuto!
Quindi oggi ho deciso di condividere con voi questa piccola passione – o mania, a seconda dei punti di vista .
Mettetevi comode, il bow-show ha inizio!
Cominciamo con questa fantastica borsa di Valentino (1) in pelle rossa verniciata – con zip! Stupenda!
Poi abbiamo la Bow Clutch Bag di Prada (2, 3). Una pochette dotata di tracolla disponibile in diversi colori: se ne avessi una la metterei anche mentre dormo.
Per tenersi al caldo una bella sciarpa di Knit and Destroy (4) disponibile in diversi colori (blu, verde, rosa, rosso, fuchsia, azzurro). Il fiocco è fisso, basta infilare un’estremità della sciarpa dietro di esso e sembrerà appena fatto.
Ci sono i fantastici orecchini fiocchetto di Shana Logic (5), la t-shirt romantica di Marc Jacobs (7) e il fiocco spilla bianco di Pretti Vacant (6). Adesso il bow ve lo fate o no?

Da bambini ci dicevano che l’azzurro era per i maschietti e il rosa per le femminucce. Da grandi abbiamo imparato che le differenze sono ben diverse e non certo legate ad un colore, quanto piuttosto a certe diversità anatomiche (ma non solo) piuttosto evidenti.
Qualora l’evidenza tuttavia non fosse sufficientemente chiara, basterà indossare le pins che la specificano con inequivocabili icone. Si trovano su Etsy, sulla pagina della creatrice canadese Shannon Gerard. Visitando il suo sito web si farà presto ad accorgersi che oltre alle gender pins si diletta anche nella creazione di organi genitali tricot.

Dalla mente e soprattutto dalle mani dell’artista tedesca Patricia Waller (nata in Cile) nascono opere che definire strane o uniche sarebbe riduttivo.
Le sue creazioni tricottate non solo sono perfette e impeccabili, ma divertenti, scanzonate e, spesso, inquietanti, per amanti di ogni genere: dal raffinato al kitsch, dal romantico all’horror, dalla nouvelle cousine al fast food, fino alle opere di dubbio gusto come la dentiera nell’acqua.
Io non saprei dove collocarle esattamente in casa mia, ma devo ammettere che sono irresisitibili.

The museum of kitschy snitches è un blog che raccoglie vecchie pubblicità e foto vintage tutte accomunate da abbigliamento o accessori fatti a maglia.
Una sorta di galleria degli orrori del knitting che pesca a piene mani dall’estetica degli anni passati, prima del revival odierno, quando ancora il fare a maglia era nelle mani di nonne e zie dalle mani abilissime ma dal gusto (spesso) pessimo.
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In un libro tutte le istruzioni per realizzare, a maglia, 25 icone del ventesimo secolo. Ci sono, tra gli altri, Borat ed Amy Winehouse (che vedete qui sopra), Marylin Monroe e Audrey Hepburn, i Beatles ed Elvis, Mao e Che Guevara, Bruce Lee e Mr.T.
Knitted Icons lo trovate su UrbanOutfitters a 15,95$.

Per tutte le knitters che prendono seriamente il loro hobby e non riescono a rinunciarci neanche in vacanza o nella pausa pranzo, in ufficio, arriva la Knitzi Bag (14,50$).
Via Swissmiss

Un tempo quasi tutti i nipotini avevano nonne premurose che li riempivano di magliocini e vestitini fatti a maglia. La tradizione (purtroppo) si stava un po’ perdendo ma ora pare che il knitting stia tornando sulla cresta dell’onda. I Knit café spuntano come funghi e celebrities varie, da Sarah Jessica Parker, a Julia Roberts, a Madonna, si dichiarano sferruzzatrici entusiaste.
Se avete nostalgia di capi in morbida lana rigorosamente fatti a mano – in particolare di calzini – ma siete ancora negate/i o sprovvisti di nonna disponibile, potete rivolgervi a Net Granny.
Un sito (purtroppo solo in lingua tedesca) che riunisce 15 signore svizzere – un po’ attempate ovvio – che nel giro di 14 giorni realizzeranno calzini fatti a maglia su misura per voi. Basta cliccare la nonnina preferita e scegliere il colore o il motivo. Ogni paio costa 39 Franchi (26 €) comprese le spese di spedizione.
Net Granny è un’iniziativa del fashion brand svizzero tedesco Tarzan specializzato in capi comodi, felpe e t-shirts sia per lei che per lui. Il loro on-line shop lo trovate qui.
KnitKnit: un libro sulla new wave del fare a maglia
Scritto il 19 settembre 2007 da Simone Sbarbati.

KnitKnit è un magazine autoprodotto nato cinque anni fa per parlare, in tempi ancora non sospetti, del legame tra l’arte ed il lavorare a maglia, distruggendo ogni luogo comune che bollava quest’attività come un qualcosa da donnette poco dinamiche. Il tempo, poi, ha dimostrato che KnitKnit aveva ragione e oggi lo knitting artistico / creativo sta vivendo un nuovo splendore, anche soprattutto grazie a internet e ai numerosi blogs e forum sull’argomento.
Ora KnitKnit pubblica un libro, intitolato KnitKnit: Profiles and Projects from Knitting’s New Wave, ovvero una raccolta di profili sui nomi più caldi della knitting art, ciascuno dei quali presenta anche un progetto originale realizzato, ovviamente, a maglia.
Ormai sta arrivando l’inverno, quindi andate a comprare ferri e gomitoli, chiudetenvi in casa con un po’ di buona musica, del punch al rum o al mandarino e fatevi ispirare da questo libro.
Lo trovate su Amazon a 19,77$.

Visualizzare dati e notizia per mezzo di strumenti non convenzionali. Questa l’intenzione di due artisti turchi, Ebru Kurbak e Mahir Yavuz, che uniscono i newsfeeds con le ultime notizie sulla politica internazionale alle macchine da cucire elettroniche, realizzando maglie dai pattern sempre diversi ed imprevedibili grazie ad un semplice software che converte i dati in grafiche.
Il progetto si chiama Newsknitter e da oggi è in mostra all’Ars Electronica Festival di Linz, in Austria. Chissà se in futuro da opera d’arte si trasformerà in vero e proprio fashion brand.
