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Dice Sarah Kate Burges: “Il gioiello prevede una collaborazione tra chi lo indossa e chi lo crea. Il gesto di indossarlo attiva il gioiello. Le questioni sui diritti d’autore e sul valore, mi hanno portato a creare questa serie di Do It Yourself Rings. Spesso la preziosità di un oggetto, specie di un gioiello, ha ben poco a che fare con il suo valore di mercato. Ho disegnato questi anelli perché fossero realizzati in un materiale poco costoso e fragile: la carta. La preziosità deriverà dall’esperienza di averli realizzati con le vostre mani. Spero vi divertiate a farli ed indossarli.”
Di anelli fai da te in carta in questo periodo ne ho visti moltissimi, alcuni li abbiamo anche già segnalati, questi sono particolarmente belli… solo che io non sono in grado di realizzarli!

Il motto do it yourself, nelle ultime stagioni, pare abbia condizionato tantissimi designers.
In particolare negli ultimi giorni non faccio altro che imbattermi in anelli fai da te, vestiti fai da te, occhiali fai da te, borse fai da te e chi più ne ha più ne metta. La domanda che mi sorge spontanea è: se devo farmelo (finirmelo) da sola, voialtri che ci state a fare?
Forse a farmi parlare così è l’ invidia che provo nei confronti di coloro che sanno disegnare, colorare, decorare, assemblare. Io sono talmente negata che neanche i miei genitori hanno mai appeso al frigo i miei capolavori dell’asilo!
Berber Soepboer e Michiel Schuurman hanno iniziato la loro collaborazione nell’agosto dello scorso anno, quando Berber ha chiesto a Michiel di realizzare delle stampe per questa serie di vestiti, che ora voi potete colorare a piacimento. Se con i colori non ve la cavate bene, potete scegliere quello da assemblare. Se siete come me, astenetevi!
via yatzer
Tra papà imbranati che cambiano pannolini, lezioni di ricamo, telefilm, pubblicità, video musicali e disastri vari, alla fine la scelta si è ristretta a due video: quello delle casalinghe baresi che insegnano (si fa per dire) come fare patate, riso e cozze, segnalato da robbi e le istruzioni su come montare una cassettiera Ikea, segnalato da valeria.
Il primo, divertente e a suo modo utile, il secondo incoscientemente iperrealista, forse utile e in qualche allucinogena ed allucinante visione d’insieme (ma forse la chiave di lettura alternativa, ovvero che c’è del torbido tra la bionda ed il tizio che assembla, è solo una mia fantasia, vista l’ora tarda in cui ho visto il video), anche divertente.
Dato che prima o poi nella vita tutti si troveranno a dover assemblare una cassettiera dell’Ikea abbiamo deciso di premiare il video di valeria a cui va un kit per realizzare – con sua somma gioia – Le Scarpine di Sveva e magari a filmarsi mentre è al lavoro (o almeno qualche foto del risultato, da mandare a Roberta, l’ideatrice del kit di scarpine fai-da-te).
Per chi non ha vinto, come al solito l’appuntamento è per lunedì prossimo con un altro Frizzi-gift!

Se volete mettere alla prova la pazienza di neo- o futuri papà o semplicemente volete fare un regalo ad una vostra amica in dolce attesa non c’è niente di meglio, piuttosto che regalare le solite tutine ed andare a riempire cassetti già pieni di mini-abitini tutti uguali, che un pensiero davvero originale.
Le Scarpine di Sveva sono l’idea giusta perché non basta aprire la confezione e farle indossare al vostro pupattolo o a quello della vostra amica. Prima, infatti, bisogna costruirle, le scarpe. Ovviamente con l’apposito kit che trovate assieme alle istruzioni ed un paio di ore di tempo, anche meno se non siete proprio digiuni di fai-da-te.
Questa settimana uno di voi lettori si porterà a casa un paio di scarpine, ma prima dovete darvi da fare e trovare un video che abbia a che fare con il fai-da-te. Potrà essere divertente (tipo impiegati giapponesi vestiti da samurai che provano a montare un armadio Ikea ma senza successo) oppure utile (come aggiustare uno pneumatico con una gomma da masticare ed una penna biro).
Magari fatevi ispirare dalle segnalazioni che Roberta, architetto e creatrice de Le Scarpine di Sveva, pubblica sul suo interessantissimo blog.
Il migliore, venerdì prossimo, si porterà a casa il Frizzi-gift!

Riuscite a ricordare quante calze avete rotto fino ad oggi? Bene, annotatevi il numero, anche se approssimativo, e saprete quante collane avreste potuto realizzare con una spesa minima ed un po’ di manualità.
Visto che adesso lo sapete, d’ora in poi conservate i resti e leggete qui le istruzioni per iniziare la vostra prima collezione di stocking necklaces.
via Urban Outfitters

Non so se è stato il caso o una (molto meno magica, ma sicuramente più efficiente) ricerca su Google, ma essere contattati da un’architetto che produce scarpine per neonati chiamate Le scarpine di Sveva quando io ed Ethel stiamo per avere una bimba che porterà lo stesso nome, Sveva, è una specie di segno del destino.
Dato che nonne, zie ed amiche sono già alle prese con gli sferruzzamenti e i taglia-e-cuci, per un futuro neo-papà con poche abilità manuali come me ci sarebbe ben poco da fare. Per fortuna Le scarpine di Sveva non le compri già fatte ma ti arrivano a casa con un kit a prova di idiota con istruzioni dettagliate e tutto il materiale per fartele da solo. In teoria in due ore hai finito, in modo da avere tutto il tempo per rimetterti davanti al computer ed annunciare a tutti via messenger che hai appena cucito un paio di scarpe da neonato!
Le scarpine di Sveva, by Roberta Castiglione, le potete acquistare online su Etsy. Ci sono modelli in feltro ed in cotone e tutti sono personalizzabili al momento del montaggio.

Se avete sempre voluto seguire un corso per diventare stylist, ma non siete mai riuscite a portarlo a termine; se Gira la Moda vi ossessiona a distanza di 15 anni e avete una buona macchina da cucire in casa, potete sbizzarrirvi prendendo spunto dagli schemi di BurdaStyle (dalla famosissima casa editrice Burda), un sito dedicato completamente all’abbigliamento fai-da-te dove è possibile presentare la propria creazione, rivisitarla, pubblicare le foto e scaricare modelli (la maggior parte gratuita).
Senza considerare i consigli e gli aiuti che vengono forniti automaticamente alle meno esperte, il blog e il forum.
Navigando tra le sezioni, devo dire che alcuni disegni li trovo veramente belli e possono diventare basi per ulteriori trasformazioni e da come ne parlano sembra veramente molto semplice – devo ancora cimentarmi nell’impresa!
L’iscrizione è gratuita, la volontà dovreste averla voi!

Mixtape è una fanzine australiana autoprodotta e dedicata al fai-da-te. Non a caso la trovate in vendita su Etsy!
Come in tutte le ‘zines i nuovi collaboratori sono i benvenuti (qui trovate tutte le indicazioni).
P.S.
Grazie a Luca Vernocchi per la segnalazione.

Per tutte le knitters che prendono seriamente il loro hobby e non riescono a rinunciarci neanche in vacanza o nella pausa pranzo, in ufficio, arriva la Knitzi Bag (14,50$).
Via Swissmiss

Che farsene di tutti i rotoli di carta igienica ormai finiti? Ovvio: un lampadario! Su Instructables trovate tutte le istruzioni per costruirne uno (da mettere, sicuramente, in bagno…).
