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Qualche tempo fa una ragazza di Brooklyn incontrò un ragazzo di Minneapolis, i due si innamorarono e decisero di sposarsi su una delle Ebridi Scozzesi, qui passarono la maggior parte del tempo alla strenua ricerca della lana per il kilt matrimoniale.
Per la luna di miele andarono in Croazia dove è stata inventata la cravatta.
Kat aveva lavorato per Ralph Lauren, Calvin Klein, Gourmet, Elle. Mac aveva invece lavorato nel mercato immobiliare. Con la nascita della terza figlia decisero che era arrivato il momento di cambiare. Avendo ripetuto spesso ai figli di seguire i loro sogni, era arrivato il momento di dare il buon esempio, così nacque Pierrepont Hicks.
Il brand ha sede in Minnesota ma le cravatte e i farfallini sono prodotti nel distretto tessile di New York. Mac si occupa dei numeri, Kat invece disegna le linee , spesso chiede consiglio a Mac, ma solo raramente lo ascolta!
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Sono decisamente da nerd le cravatte del brand francese Since 1337.
Vai in ufficio e fai colpo su altri nerd, che però non te lo dicono direttamente ma te lo scrivono via Twitter. E visto che hanno wikipedia sempre aperta sul loro browser, sanno già che 1337 in leet – lo slang numerico dei geeks – 1337 significa proprio leet, e giù a darsi di gomito per la metacitazione che hanno capito solo loro.
Le cravatte Since 1337 le potete acquistare direttamente sul loro sito e il giorno che decidete di andarvene da qualche altra parte, invece che a lavorare, non potete che mettervi questa.

Entrate immediatamente nella mia wishlist natalizia, le cravatte The Hill Side, made in New York, sono davvero stupende nella loro semplicità.
Realizzate in cotone o mussola, tutte con estremità quadrata (quindi sicuramente da abbinare ad un look casual/sportivo), in Italia non ci sono negozi dove trovarle ma le potete acquistare online da oki-ni.

A proposito di fiocchi… e cravatte, cravattini: stile beatnik timido-e-arruffato, romantico da bamboline, o da pistolero misterioso alla Lee Van Cleef.
Sono gli accessori di Timo Weiland, brand newyorkese nato appena un anno fa ma che già potete trovare anche in Italia.
via Urban Outfitters

Stirarsi una camicia, pulire e lucidare un paio di scarpe, allacciarsi la cravatta, annodarsi la sciarpa.
Attività piuttosto banali per una nonna tutto fare come la mia ma – tranne sciarpa e cravatta – veri e propri incubi per me che ripongo segrete speranze sul fatto che le scarpe possano lucidarsi da sole semplicemente riponendole nella scarpiera e che le poche volte che mi armo di tavola e ferro da stiro passo un intero pomeriggio su una mezza dozzina di camicie.
Da buon trentenne dei nostri tempi, piuttosto che andare a fare un bel corso di riparazione estivo dalla nonnetta preferisco cercare in rete, magari trovando delle perle come queste, una serie di video che mostrano come risolvere – con la massima semplicità – i piccoli drammi quotidiani di cui sopra.
Oddio, in realtà la pulizia delle scarpe sembra piuttosto complicata, soprattutto per la quantità di prodotti utilizzati, ma per tutto il resto – in special modo stirare – sono davvero utili.
Il sito è in giapponese ma i video sono muti quindi non fatevi problemi ed iniziate il vostro corso accelerato in perfetto uomo-fai-da-te.
via A Continuous Lean.
David Hart & Co.: cravatte, cravattini e come annodarli
Scritto il 13 novembre 2008 da Simone Sbarbati.

Dopo aver lavorato per Anna Sui e Tommy Hilfiger il fashion designer David Hart ha deciso di mettersi in proprio, fondando il brand David Hart & Co. e mettendosi a produrre coloratissime cravatte e papillon.
Nel caso poi vi stiate chiedendo come si annoda un papillon, eccovi un bel video esplicativo!
via Valet.
How Tie: la cravatta che ti insegna come allacciarla
Scritto il 02 settembre 2008 da Simone Sbarbati.

Quei geniacci folli di Fred & Friends continuano a sfornare ideee prodotti che, se non aiutano a vivere meglio, almeno riescono a far sorridere.
Una delle loro ultime invenzioni è la How Tie, ovvero una cravatta con su disegnate le istruzione su come allacciarla: praticamente una meta-cravatta.
Da regalare sicuramente a qualche amico un po’ imbranato con sottointeso il messaggio: è ora che impari!

Quando all’improvviso all’inizio dell’estate mi è venuta la folgorazione da cravattino è iniziata una lunga ricerca per i negozi di Bologna: poi la pigrizia, in questi casi prerogativa dello shopper-maschio-non-metrosexual, ha fatto sì che una volta trovato uno che mi piacesse, l’abbia poi acquistato in praticamente tutte le varianti (mono)cromatiche possibili.
Con quelli a fantasia, purtroppo, non ho avuto fortuna.
Questo prima di vedere i modelli Kendi Ties, che ho già messo nella lista dei regali da fare a me stesso (o da convincere gli amici a comprarmi). Purtroppo, come spesso capita per le cose di cui mi innamoro a prima vista in rete, non ci sono rivenditori italiani… quindi, negozianti, fatevi sotto!
via Kitsune Noir

Premesso che forse non sono la persona più adatta a scrivere questo post – non ho mai comprato un regalo per San Valentino – e che la mia, ben lungi dal voler essere una guida esaustiva, è solo una riflessione in cinque punti sui regali più “tradizionali”, dirò che:
PER LEI
1) peluche: non a tutte le donne piacciono i peluche, anzi quasi a nessuna superati i 15. La maggior parte delle donne che sembra gradirli finge. Perciò per favore niente peluche, a meno che non vi siete accorti che la camera della vostra lei ne è strapiena. Io scapperei, ma voi fate come volete!
2) cioccolatini: se volete prenderla per la gola, fatelo in maniera originale. Non ho niente contro i Baci Perugina, anzi mi piacciono molto, ma signori un po’ di impegno!
3) biancheria intima: il regalo è per lei e non per voi, perciò evitate di comprare completini leopardati o pieni di pizzi urticanti se la vostra lei è una da microfibra e reggiseno olimpionico.
4) fiori: vanno sempre benissimo (perciò potreste sforzarvi anche in altri periodi dell’anno…), ma anche qui evitate di essere banali. Vi voglio dare una notizia: le rose rosse non sono l’unico fiore al mondo. A volte anche un girasole è perfetto.
5) gioielli: siamo seri, i primi quattro regali dell’elenco vanno bene se il budget è ristretto ma, se il conto in banca lo permette,i diamanti sono i migliori amici delle donne. Inoltre, non c’è neanche bisogno di strafare, guardate per esempio l’anello di Dior della linea Oui (in alto a destra), costa solo 500€…
PER LUI
1) fiori: il galateo dice “niente fiori agli uomini”. Non sono d’accordo. Trovo che regalare un mazzo di fiori o ancora meglio una pianta sia perfetto, specie se un cactus o una pianta carnivora. Vabbé de gustibus.
2) libri: una volta (avevo 16 anni) ho accompagnato una compagna di classe a comprare il regalo di San Valentino per il suo ragazzo (stavano insieme da due, massimo tre settimane). Lei aveva scelto, It di Stephen King (1000-1500 pagine?), io che pur essendo una lettrice accanita, non lo ho mai amato molto il “genere”, ho cercato di farle cambiare idea, ma senza successo.
Sapete che le ha detto lui, dopo aver scartato il regalo?
“Sei sicura che saremo ancora insieme per quando avrò finito di leggerlo?”
Morale? I libri vanno scelti con estrema cura, non sono solo un oggetto, un fermacarte. Ci rappresentano meglio di miliardi di parole. Io non li regalo molto spesso…ma se fossi innamorata adesso e optassi per un libro, sceglierei: Candide di Voltaire. Perché è come un anello trilogy: per ieri, per oggi e per sempre.
3) gioielli: L’unico gioiello che trovo “morale” regalare ad un uomo sono i gemelli…su tutto il resto stenderei un velo pietoso.
4) cravatta: forse è l’unico accessorio che amo tradizionale. Il massimo della trasgressione che tollero sono i decori di Hermès. Voi però sceglietela in base ai gusti della vostra dolce metà e solo se lui né ha altre. Se non ne possiede neanche una ci sarà un motivo.
5) tecnologia: se non siete le nerd della coppia, lasciate perdere. Pare che gli uomini siano più “portati”…

Alla ricerca della mia prossima cravatta mi imbatto nei modelli targati Psycho Bunny: i patterns sono i più classici, ma a dare un tocco di stravaganza c’è il logo del brand, che non poteva che essere un coniglietto pazzo.
Le trovate a 110$ l’una da Neiman Marcus.
Via Notcot

Per l’inverno che verrà mi ero proposto di fare una visita lampo a casa dei miei per saccheggiare qualche esemplare dalla sterminata collezione di cravatte di mio padre. Qualche maledizione divina, però, ha fatto in modo di farmi avere, in mezzo alle mie letture di rss quotidiane, anche articoli riguardanti quest’accessorio, e di trovarne di molto carine, in vendita online, cosa che mi ha fatto scattare un certo senso di colpa e decidere di lasciare (parzialmente) in pace mio padre e di comprarne qualcuna anche a mie spese.
Le due che vedete qui sopra le ho viste sul sito della Sovereign Beck, azienda di Brooklyn che ne produce anche altri modelli, non tutti eccezionali a mio avviso, ma poi dipende sempre da chi la porta (un incubo ricorrente mi riporta sempre davanti agli occhi una cravatta con un capo indiano – ebbene sì - vista al collo di un qualche lontano parente durante un matrimonio).
Via Lost at E Minor

Ulterior Motive è un brand svedese che produce accessori da uomo unendo uno stile sofisticato a colori e pattern sicuramente poco comuni nel panorama, di solito piuttosto conservatore, degli accessori maschili. Raramente mi è capitato di vedere cravatte così particolari eppure assolutamente impeccabili e mai volgari o ridicole.
I prezzi vanno dai 35 ai 47$, ma se decidete di acquistarne una vi consiglio di non perdere anche gli altri accessori: pochettes, portafogli, clip portasoldi, fermacravatte e gemelli.
In Italia non ci sono rivenditori quindi tutti gli acquisti dovrete farli online.

17 modi per annodarsi una cravatta. Sembrano molti, ma in realtà ne esistono assai di più da quando, qualche anno fa, due matematici ne hanno scoperti ben 85, pubblicati poi in un libro di successo.
Ma se non siete maniaci dell’apparenza come i protagonisti di American Psycho credo che 17 possano bastare.
Two Kings Neckwear: reinventarsi il concetto di cravatta
Scritto il 12 aprile 2007 da Simone Sbarbati.

Per chi non lo sapesse Salvador Dalì nel corso della sua prolifica carriera artistica si cimentò in quasi tutti i campi delle arti visive: pittura e scultura, com’è noto, ma anche cinema, design e moda (disegnò ad esempio, per Chanel e Dior, abiti ed accessori, tra cui cravatte). E proprio dalle cravatte partono i ragazzi di Two Kings Neckwear che con lo stesso spirito dell’artista spagnolo cercano di dare nuova linfa a questo accessorio maschile sul quale da sempre grava il compito di dare un tocco di colore a tutto l’insieme degli classici abiti da uomo.
Ma, visto, che non si vive solo di regimental e di tinte unite, alla Two Kings Neckwear hanno pensato bene di aggiungere un po’ di follia alle cravatte che producono, aggiungendo particolari come teschi, volti, angeli, che sebbene non riesco davvero ad immaginare indossate dal dirigente d’azienda medio, però vedo bene al collo di chi, per età anagrafica, o gioventù di spirito, ama uscire dalle convenzioni.
Le cravatte di Two Kings Neckwear, vendute online a 85$ ciascuna, vengono prodotte in 100 esemplari per ciascun modello ed ogni due mesi tutti i modelli vengono rimpiazzati da nuove grafiche.
