Tag Archives: borse

Ragazze Ornamentali

Ragazze Ornamentali

Scritto il 01 settembre 2010 da Simone Sbarbati.

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Il nome l’hanno preso da Pasolini (mica cotica! Vedi immagine dopo il salto, tratta dai se-non-li-avete-ancora-letti-che-aspettate? suoi ipermoralisti – quando moralista non era ancora un termine negativo, abusato da stuoli di ben pagate, appunto, ragazze ornamentali alle prese con strenue difese del loro essere inutili, in cerebrolesive trasmissioni del pomeriggio – e profetici Scritti Corsari).

Le Ragazze Ornamentali sono Isabelle Bois e Valentina Tortorella, che nel loro atelier di Parigi realizzano splendide borse, borsette, borsettine e borsettinette: essenziali, preziose, fioccanti.
Per ragazze che ornamentali non sono ma che giocano ad esserlo, ché non si sa mai che un po’ lo siano davvero e allora l’autoironia d’attacco funziona sempre.
Essere una ragazza ornamentale is the new black.

[via O, che non è ornamentale e che ha appena aggiornato il suo sito]

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Fara Collection FW2010/11

Fara Collection FW2010/11

Scritto il 07 agosto 2010 da Francesca Arcuri.

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Di Tiziana Fara e della sue borse Fara Collection abbiamo già parlato più volte, sia io che Simone. Vi abbiamo anche presentato le sue borse ottenute lavorando le scatole delle mitiche Pastiglie Leone, adesso sono arrivati i nuovi gusti di caramelle e di borse e noi, golosi come siamo , non potevamo fare a meno di farvele assaggiare !

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Elle & Dee Bags

Elle & Dee Bags

Scritto il 06 agosto 2010 da Francesca Arcuri.

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Se per le scarpe con il passare degli anni la comodità è diventata, mio malgrado, un elemento determinante nella scelta, per le borse invece ci rinuncio sempre più spesso…

Per esempio, nonostante non siano proprio pratiche, apprezzo moltissimo le buste. Penso che dopo averci fatto l’abitudine , un paio di mesi basteranno, regàlino una gestualità molto affascinante, femminile e misteriosa. Specie se alla busta accompagnate dei guanti di pelle!

Quelle che vedete nelle immagini (qui e dopo il salto) sono di Elle & Dee.

Essenziali, sono realizzate in pelle, utilizzando pezzi unici di nappa che sono poi trattati e lavorati singolarmente per un effetto finale che ne garantisce l’unicità, visto che ogni pezzo di nappa ha una propria sfumatura di colore.

Ogni borsa si distingue dalle altre oltre che per la scelta del pellame anche per quella delle variopinte fodere, un interno fatto di pois o fantasia floreali che conferisce un tocco originale e un po’ retrò ad ogni modello.

Potete scegliere la grande pochette da infilare sotto il braccio o la minibusta racchiusa in una mano.

I modelli sono disponibili in vari colori, dal nero al tortora, dal cammello al marrone. Potete acquistarle on line da Picboutique.
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Ruphus

Ruphus

Scritto il 06 agosto 2010 da Simone Sbarbati.

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Sarà che in questi giorni sono a Senigallia, dove per il Summer Jamboree gli anni ‘50 li trovi (dettagliati come un documentario, o cheap come le t-shirts d’imitazione di un mercatino) dietro l’angolo, ma la mail di Ruphus, giovane brands fondato da una neo-mamma romana ma di base a Torino, è arrivata al momento giusto.

Da questi parti borse, pettini, cerchietti e bijoux – tutti pezzi unici realizzati con scarti di magazzino e pezzi vintage abbinati a tessuti di qualità – si sarebbero fatti largo tra camice hawaiane, occhiali alla Buddy Holly e pettinature alla Betty Page.

I prodotti Ruphus li trovate online da Not Just A Label oppure potete scrivere una mail a ruphuslife@gmail.com.
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Hobo FW2010/11

Hobo FW2010/11

Scritto il 04 agosto 2010 da Simone Sbarbati.

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Dev’essere un giornalista piuttosto originale e con strane missioni in agenda, quello che hanno in mente i giapponesi di Hobo, visto che la collezione per il prossimo autunno-inverno si chiama proprio journalist’s equipment e tra l’equipaggiamento ci sono cinture anni ‘70, nordiche coperte con tanto di portacoperta in pelle, guanti perfetti per un lappone e scarpe da monaci cinesi con il pallino per le borchie.

Nato da una costola di Nonnative, Hobo produce solo accessori e lontano dall’ansia da prestazione di dover presentare sempre versioni aggiornate dei loro best-sellers, ad ogni stagione fanno tabula rasa e si reinventano tutto.

Fuori dal Giappone li trovate solo da oki-ni.
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Alexander Fielden

Alexander Fielden

Scritto il 03 agosto 2010 da Simone Sbarbati.

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Fino ad oggi realizzava soltanto pezzi unici per amici ed esemplari da esposizione ma quest’anno Alexander Fielden ha lanciato al White la sua prima collezione di scarpe ed accessori.
E il risultato è straordinario. Ogni millimetro quadrato di pelle sembra sudare: lavoro, arte, vita.
Le sue scarpe sembrano un romanzo a partire dai nomi dei vari esemplari – il filosofo, il vagabondo, il bastardo, il messaggero, l’esploratore (questa qui sopra, ma rende meglio il termine inglese pathfinder) – che interpretano dei personaggi meglio di quanto un’illustrazione, una foto o una canzone riescano a fare.

E dove trovare questi preziosi manufatti, in Italia, se non da uno dei migliori negozi di ricerca a livello mondiale? Ovviamente sto parlando di Lazzari, a Treviso.
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Les envers

Les envers

Scritto il 27 luglio 2010 da Ida Ruggiero.

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Sara Turatello, 26enne bolognese, ha studiato alla Marangoni e lavorato per Armani Junior, ma stanca della vita aziendale decide di creare il suo marchio di borse: Les Envers.

Il suo motto è mi sono rotta le scatole: ogni borsa infatti è realizzata con scatole di riciclo, è un pezzo unico, ed ha un proprio nome identificativo, quasi come un’amica che ti sta accanto: Adelaide, BertillaCelestina

Potete contattare Sara via mail qui oppure su fb!

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What’s more alive than you: le prime creazioni

What’s more alive than you: le prime creazioni

Scritto il 20 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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Dopo aver segnalato le prime due call for submissions del bellissimo progetto What’s more alive than you, attendevamo con ansia i primi risultati “tangibili”.

A settembre verrà presentata la prima collezione ufficiale di questo nuovo brand di accessori made in Italy pensati da giovani designers di tutto il mondo ma nel frattempo ecco qualche immagine dei primi pezzi.
Sarete d’accordo con me nel dire… wow!

Qui sopra, in alto a sinistra, le borse di Akiko Tanakashi, 30enne di Tokyo alla sua prima esperienza con il fashion design: amante di vecchi oggetti e stampe antiche, per le sue creazioni ha voluto mixare tradizione e modernità.
In alto a destra le scarpe di Akahito Shigemitsu, giapponese anche lui, 28enne e studente di interior design. Ispirate alle tradizionali calzature Geta, modernizzate nella linea e nei materiali (pelle e tessuti preziosi combinati a materiali riciclati, per un peso di soli 223 grammi).
In basse due paia di scarpe create da Liza Fredrica Åslund, 30enne svedese che ha realizzato le sue Recycled Shoes utilizzando pelle di capra e, per i tacchi, pezzi di sedie e tavolini. Per i colori ha usato tinture naturali.

Qui sopra, in alto a sinistra, le scarpe di Premrudee Leehacharoenkul, studentessa tailandese in product design, attualmente a Milano per lavorare alla sua tesi. Le sue Sushi Covers sono ispirate – com’è facile immaginare – al sushi. L’esterno è in pelle di canguro, l’interno ha la fodera di capra abbinata a pelle di razza (con la sua texture sferica è anche massaggiante!).
In alto a destra la Pebble Bag di Tomás Trenchard, 31enne studente irlandese che dice di essere nato in una grotta, come i nostri antenati primitivi, visto che non riesce a stare per più di tre ore in un posto chiuso. La sua borsa si ispira alle forme e ai colori della natura ed assomiglia effettivamente ad una pietra levigata: manico in legno e due “gusci” realizzati con una pasta di sabbia e carta poi resi idrorepellenti da una speciale vernice.
In basso due creazioni di Victoria Geaney, studentessa di fashion design a Londra, che ha presentato due floreali paia di scarpe naturali al 100%.

Ora non resta che aspettare settembre per vedere il resto ma viste le anticipazioni direi che potete già ufficialmente iniziare a fremere.

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Susu

Susu

Scritto il 16 luglio 2010 da Ida Ruggiero.

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Susu nasce nel 2010 in Australia da un idea di due fratelli JSK e JJK, uno designer ed illustratore e l’altro attento alla parte commerciale del brand.

Susu è un vero proprio microcosmo in cui dominano donnine dalle gambe lunghissime ed affusolate, molto attente a quello che indossano, che esplorano il mondo con le loro bags.
Le borse hanno tre varianti, per altrettante personalità: City Black, Lady in Red e Safari Chic.

Le potete acquistare tutte online.

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Bulgari e Isabella Rossellini

Bulgari e Isabella Rossellini

Scritto il 15 luglio 2010 da Cinzia Migliardi.

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Collaborazioni tra maisons e attori se ne vedono a bizzeffe. Qualcuna ovviamente riesce meglio di altre, molto probabilmente grazie anche all’armonia tra i due soggetti. Cosa ne pensate di quest’ultima tra Bulgari e Isabella Rossellini?

Una maison totalmente elegante insieme alla figlia di Ingrid Bergman e Roberto Rossellini non può che far faville! Certo i due non erano proprio estranei, considerato il supporto di Isabella Rossellini alla partnership tra Bulgari e Save the Children.

Ma veniamo a noi, volete sapere cosa hanno realizzato insieme? Una borsa omonima - Isabella Rossellini – che mi riporta indietro di almeno quarant’anni. Si tratta di una borsa a mano con dettagli di pietre semi-preziose e manico rigido; un po’ come quei modelli che andate cercando nei mercatini vintage nell’ultimo periodo.

E’ stata realizzata in vari colori e, per quanto mi riguarda, ai primi posti metto la versione in vernice nera e quella in cavallino: sono una favola.
Ma non è tutto, una volta aperte, fa capolino una fodera inaspettata con un motivo ripetuto di lumachine (prese direttamente dagli schizzi di Isabella), per ricordare il sostegno alla causa ecologica (vi ricordate Green Porno?)

La borsa sarà disponibile da questo mese nei negozi Bulgari. Qui avete le fotografie del lancio a Parigi.

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Freitag Reference AW2010/11

Freitag Reference AW2010/11

Scritto il 14 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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La Svizzera sforna certezze: il coltellino multiuso, il formaggio coi buchi, il cioccolato, swissmiss e naturalmente Freitag.
Da un po’ si fa un gran parlare della nuova Reference Line, presentata al Pitti, e il perché è evidente: è fantastica.
Personalmente non ho mai preso una Freitag per via dei colori (troppi) e perché il rischio di prendere quella di altro, visto quante ce ne sono in giro, è altissimo.

La nuova linea, ispirata ai messengers a cavallo dell’800, non tradisce però i principi di fondo del brand. Anche i nuovi modelli sono realizzati con teloni usati presi dai tir.
Oltretutto, con i blogger, quelli di Freitag sfondano una porta aperta: tutta la linea porta nomi di celebri giornalisti (il target ideale della Reference Line) da Hunter S.Thompson a Bob Woodward, da Anna Politkovskaja a Margaret Fuller.

Dopo il salto altre immagini tratte dal lookbook ed una galleria con alcuni dei modelli.

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Slow and Steady Wins The Race Bodega Bag

Slow and Steady Wins The Race Bodega Bag

Scritto il 10 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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Al supermercato dove vado a far spesa sono senza dubbio quello che ha le shopper più belle (non che sia difficile: sono l’unico sotto i 60 anni ad aggirarmi tra gli scaffali alle 9,00 del mattino).
Eppure so di avere una potenziale rivale: la signora con gli occhiali stile Vittorio Feltri che incontro spesso alla cassa e che mi parla sempre delle sue due nipotine.
La signora ha un suo stile e dopotutto è l’unica senza quella cosa che non so e non voglio sapere come si chiama, quella borsona con il carrello.

Spero che non legga mai Frizzifrizzi, altrimenti vedrebbe questa Bodega Bag di Slow and Steady Wins The Race, ispirata alle care vecchie buste della spesa, ma in pelle.
La vedrebbe, la vorrebbe, la prenderebbe (qui) e saprebbe di avermi battuto su tutta la linea.

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Ilvy Jacobs

Ilvy Jacobs

Scritto il 06 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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Realizzate in occasione del suo diploma in product design all’ArtEZ di Arnhem, le tre collezioni di borse della designer olandese Ilvy Jacobs lasciano davvero senza fiato: dalla serie “effetto acciaccato” a quelle… “ancora più acciaccate”, fino alla versione “creativa” delle classiche borse di carta.

Guardatevi tutte le sue creazione perché tra carta, tessuto, filo e colpi di scotch, la giovane Ilvy ha idee da vendere.
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Pitti: Ghe Bag di Gherardini

Pitti: Ghe Bag di Gherardini

Scritto il 22 giugno 2010 da Francesca Arcuri.

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Per motivi matrimoniali – non il mio, non temete – quest’anno non sono stata a Firenze per il Pitti. Le notizie, i racconti sugli eventi le ho avute tramite tutti gli amici che erano lì. Quindi in pratica non ho scritto post sull’evento: per raccontare spesso bisogna esserci. Poi però ho letto il comunicato stampa di Gherardini e siccome la borsa mi è piaciuta molto, ho deciso di presentarvela.

A Pitti W, Gherardini ha presentato la Ghe Bag un’esclusiva hand-bag proposta dalla griffe in un nuovissimo restyling nato all’interno del Progetto Archivio. La Ghe Bag è borsa a mano, la cui nascita risale ai primi anni ’70, rieditato per la stagione primavera-estate 2011.

Il modello è declinato in diverse varianti: dal più classico in vitello palmellato a quello in arancio con i manici e rifiniture in coccodrillo color testa di moro, tonalità cult del marchio fiorentino. Preziose le varianti in caimano o struzzo che si alternano ai modelli arricchiti da ricami, intrecci e paillettes.

E’ disponibile in serie limitata e può essere anche personalizzata internamente su ordinazione.

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Pitti: Leitmotiv

Pitti: Leitmotiv

Scritto il 21 giugno 2010 da Simone Sbarbati.

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Ed eccomi a scrivere un post di nascosto dalla mia socia Francesca.
Dei Leitmotiv, qui su Frizzifrizzi, abbiamo praticamente seguito la genesi: dalle prime sfilate in scalcinati garage fino alle passerelle di mezzo mondo. Ed ogni volta – tranne rarissime eccezioni – a scrivere l’articolo di turno era sempre lei, che dopotutto è una delle più grandi fan che mai si siano materializzate sul loro onirico, surreale pianeta (con il quale non abbiamo il piacere di condividere lo stesso Sole: loro ne hanno uno speciale, fatto da patterns che cambiano in continuazione che ti accecano lasciandoti strane fantasie sul fondo della retina).

Stavolta ne parlo io perché, pur avendoli sempre considerati prima tra le migliori promesse, poi tra le migliori promesse mantenute del panorama italiano, in tutta sincerità non avrei mai indossato uno dei loro capi (da uomo, non nel senso che avrei indossato quelli da donna ma questi ultimi li ho sempre ritenuti più “vendibili”).

Fino ad oggi.
Perché tra tutto quello che hanno presentato al Pitti c’è davvero poca roba che non metterei. Camicie e t-shirts sono meravigliose. Di borsa ne ho già ordinata una.
In quanto a stampe credo si siano superati, tra fantasie camo, arabeschi, rettili, pixelosismi, volti nascosti e maschere.

Guardatevi le immagini dopo il salto… e non perdetevi gli ingrandimenti!
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Wendy Stevens

Wendy Stevens

Scritto il 18 giugno 2010 da Simone Sbarbati.

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Mi viene in mente tutta una serie di gentili donzelle a cui queste borse non solo si abbinerebbero perfettamente ma alle quali addirittura assomigliano in maniera impressionante.
Algide e minimali, dure e quasi asettiche (le donne e le borse): la prima cosa che ti viene in mente è vedere se dietro la nuca (o sotto la maniglia, nel caso delle borse) c’è l’apertura per accedere alla scheda madre.

Nonostante questo le borse in metallo di Wendy Stevens vanno benissimo per chi, sulla scala della durezza che va da 1 a 10 totalizzano almeno 6.

Bag designer da una vita, Wendy è passata dal creare borse più tradizionali a quelle in metallo dopo che un incendio le ha portato via il suo laboratorio e tutti i materiali. Quando reinventarsi diventa una necessità scatta il colpo di genio: utilizzare l’acciaio (che Wendy già usava per altri accessori) per fare borse, che ora sono diventate il suo marchio di fabbrica e che potete acquistare online.

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Nutsa Modebadze

Nutsa Modebadze

Scritto il 17 giugno 2010 da Simone Sbarbati.

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L’imperfezione è il marchio di fabbrica: la pelle sembra trasformarsi in creatura viva, con le sue rughe, le sue asimmetrie, cellule che respirano e un cuore che batte.
Dalla Russia, Nutsa Modebadze – di cui non ho trovato praticamente nulla, a parte una pagina Flickr – ha riempito il suo sito di meraviglie a cui manca soltanto la parola (ma fa lo stesso, saranno gli altri a parlare quando vi vedranno addosso una delle sue borse).

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Dope Factory

Dope Factory

Scritto il 16 giugno 2010 da Simone Sbarbati.

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Tra le mete imprescindibili quando si tratta di acquisti online non posso non segnalarvi i nostri amici di Dope Factory che con un’ottima scelta di brands, succosissime novità (come la nuovissima serie di bags camo di Prochaine Sortie) ed ottime occasioni merita regolarmente una visita. Carta di credito in mano!

Dopo il salto le immagini degli ultimi arrivi by Prochaine Sortie, giacche e borse e shorts realizzati recuperando e ricamando vecchie uniformi militari.
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Alison Dunlop

Alison Dunlop

Scritto il 14 giugno 2010 da Ida Ruggiero.

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Ha partecipato a numerose competizioni nel settore moda, si è laureata nel 2009 alla Royal College of Art specializzandosi nel campo accessori e ha frequentato la Glasgow school of Art avvicinandosi alla scultura e all’architettura.
Alison Dunlop è la creatrice di un marchio di borse che porta il suo nome.

Tema chiave dei suoi lavori è la trasformazione e il movimento.
Combina e contrasta materiali “hard” e “soft” realizzando forme singolari.
Le sue borse sono piccole sculture tridimensionali: piramidi e triangoli in acciaio e legno, incastonati nel cuoio come tasselli di un puzzle.

Che dire di più… Le comprerei tutte e subito!
Per ordinarle o per maggiori info sui prezzi mandate una mail qui.
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Elle & Dee Bags

Elle & Dee Bags

Scritto il 10 giugno 2010 da Simone Sbarbati.

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Linee basiche per borse realizzate con pelle trattata e lavorata singolarmente – non ci sono pezzi uguali – abbinata a fodere a fiori o a pois dal gusto vintage.
Sono opera di Elle & Dee, neonato brand made in Italy creato da Laura De Pretto e Diego Canale, due giovani provenienti da altri ambiti ma uniti dalla passione per la moda.

Per ora le borse le trovate in vendita soltanto online su Picboutique - nuovo progetto anche questo – una galleria online che sarà inaugurata tra due settimane.

Dopo il salto il resto della collezione.
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