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L’unica parte del mio corpo a cui non ho mai dichiarato guerra sono i capelli. Una voluminosa montagna di ricci castani, che io e le mie cugine abbiamo ereditato dalla bella bisnonna paterna.
Credo di essere una delle poche persone dotata di capelli ricci a non esserci mai entrata in conflitto, nessuna drastica stiratura, nessun tentativo di ridurre il volume o di modificarne almeno in parte la struttura.
Non sono entrata in crisi nemmeno quando in prima liceo, appena arrivata a Bologna, i miei compagni di classe che evidentemente preferivano le bionde lisce, hanno iniziato a chiamarmi Mafalda.
I capelli sono la parte di me che più mi somiglia, il mio tratto distintivo, perciò ci tengo molto, li curo moltissimo: gli stessi ottimi prodotti da una ventina d’anni (shampoo, balsamo, spray protettivo prima di asciugarli, maschere idratanti una volta ogni 15 giorni), taglio più o meno una volta al mese (sempre dal carissimo Michele), colorazioni delicate.
Qualche settimana fa ho ricevuto in omaggio lo Shampoo ed il Balsamo della linea Au Naturel di Fekkai, sulle prime ero indecisa se provarli o meno… difficilmente faccio “esperimenti” sui capelli.
E’ da anni che vorrei passare a prodotti naturali e non mi decido a farlo per paura del risultato… Ho l’impressione che appesantiscano troppo la chioma, inoltre gli odori della maggior parte dei prodotti naturali sono troppo intensi e dolciastri per i miei gusti. I cambiamenti un po’ mi spaventano.
Dalla cartella stampa leggo:
La linea Au Naturel seguendo rigorosamente gli elevati standard Fekkai, assicura generose e palpabili consistenze unite a rinfrescanti fragranze a base di oli essenziali: quando si sceglie di usare un prodotto a base naturale non occorre sacrificare il piacere o il risultato!
…Dona movimento e corposità ai capelli, grazie ad ingredienti vegetali, privi di solfati, parabeni, tinte e fragranze sintetiche.
Sono convinta e passo alla prova.
[...]
Come vi avevamo preannunciato, ecco finalmente la nuova campagna pubblicitaria dei due profumi di Jean Paul Gaultier realizzata da Jean-Baptiste Mondino.
Le Classique e Le Male sono nuovamente riuniti sotto la direzione creativa di Jean Paul e si sfidano in un consapevole gioco di seduzione assolutamente alla pari.
Se volete saperne di più, qui sopra potete vedere la versione di Le Male e dopo il salto quella di Le Classique. Ah, l’amour fou! [...]
Retinology Total Age Solution di Lancaster #3: la prova e i risultati dopo sei settimane
Scritto il 15 ottobre 2009 da Francesca Arcuri.

Giunti ormai alla fine delle sei settimane di prova, è tempo di bilanci.
Se un giudice esterno e super partes (ma vi assicuro che può bastare lo specchio in bagno) vedesse la mia faccia in questo momento, avrebbe seri dubbi su una qualsivoglia efficacia di questi prodotti ed anche di tutti quelli che ho usato in passato, sono stravolta. Ho il volto stanco e delle notevoli occhiaie!
Ho passato la notte in bianco viaggiando e da pochi giorni sono ufficialmente diventata zia (dico ufficialmente perché di “nipotini/e” figli di amici ed amiche ne ho già tanti ). Sono “maturata” improvvisamente, o almeno così piacerebbe credere ai miei genitori ed ai parenti vari.
Perciò ho deciso di far finta che la prova sia stata chiusa 3 giorni fa. Riportando le lancette dell’orologio indietro di 72 ore, io sarei ancora la “piccola” di casa (nella realtà mia nipote mi ha repentinamente spodestato) ed avrei ancora il viso luminoso, la pelle compatta e distesa.
Sì perché la crema energizzante da notte Retinology Total Age Solution di Lancaster è veramente molto efficace in questo senso.
Ad onor del vero va detto (o forse solo ripetuto) che io non ho rughe evidenti, insomma le rughe sul mio viso compaiono solo se strizzo gli occhi o faccio smorfie .
Forse perché, come ha detto la carissima Ilva, nostra collaboratrice, Frizzifrizzi è per me un antirughe naturale o forse come più causticamente ha detto mio padre chi ha il viso “paffuto” come il mio difficilmente ha le rughe evidenti… non lo so.
Quello che posso testimoniare invece è che anche se la crema non ha dovuto affrontare il duro compito di levigare le rughe, il cambiamento nella “tensione” della pelle del mio viso è stato ugualmente evidente.
Discorso diverso invece devo fare, purtroppo, per la crema riparatrice occhi Retinology: in questa zona non ho notato gli effetti tanto agognati. Ho ancora le borse e le occhiaie, e dire che queste sono le uniche 2 borse al mondo che regalerei volentieri ad altri!
Preciso però che nessun altro trattamento (generalmente altrettanto pubblicizzato, costoso e di aziende rinomate… non bado a spese per questa zona!) ha mai sortito un effetto migliore.
Quindi credo proprio di essere destinata a convivere con le occhiaie e gli occhi gonfi.
Secondo voi, devo rassegnarmi o passare dal chirurgo estetico?

Per la serie, come utilizzare Twitter con la testa.
Prendete i due più grandi profumi di Jean Paul Gaultier, metteteci il volto di Michelle Buswell per Classique and Robert Perovich per Le Male e fateli tweettare. Sarete coinvolti in uno scambio di battute assolutamente provocatorie e in un nuovo gioco di seduzione dove i ruoli si invertono continumente.
Il 21 di ottobre la coppia si riunirà di nuovo grazie alla campagna pubblicitaria realizzata appositamente da Jean-Baptiste Mondino.
In attesa di questa data e di scoprire cosa accadrà, seguite Classique e Le Male direttamente su Twitter!
Dopo il salto, il widget [...]
Retinology Total Age Solution di Lancaster #2: quarta settimana
Scritto il 01 ottobre 2009 da Francesca Arcuri.

Eccomi, giunta alla quarta settimana.
Riassumo per chi non avesse letto il primo post: ho accettato di partecipare (sul sito, oltre alla mia, l’opinione di altre tre bloggers) alla campagna per il lancio di Retinology Total Age Solution di Lancaster, contorno occhi e crema notte, e sto usando questi due nuovi prodotti ormai da quattro settimane.
Chi mi conosce, specie fuori dal lavoro, sa bene che tra le mie innumerevoli doti (e non storcete il naso) manca completamente la costanza. Io mi annoio, cambio idea, smetto!
Sono una persona coerente ma incostante. Se riuscite a spiegare come la cosa sia possibile, vi mando un Frizzi-gift…
Dicevo che pur non brillando per costanza, sono molto ligia per quanto concerne i trattamenti cosmetici, soprattutto quelli serali (è una questione di tempo).
Prima di andare a letto, (che siano le 23 o le 5 del mattino) da più di 20 anni, detergo il viso, metto la crema (idratante nella prima decade ed antirughe nell’ultima) e mi occupo attentamente del contorno occhi. Come ho già scritto, ho una bella pelle senza rughe evidenti, ma ho le occhiaie da sempre.
Rispettare i ritmi di questa campagna non è stato un problema.
L’unico problema, per me, è stato il caldo asfissiante che ho sofferto fino a pochissimi giorni fa. Non avendo l’aria condizionata in casa, si è verificato quello che puntualmente mi succede ogni estate, la mia pelle sputa o, detto più finemente, trasuda immediatamente ogni tipo di trattamento estetico anche il più soft.
Nonostante questo fenomeno meteoropatico, la pelle del viso sta reagendo molto bene a questa crema notte. E’ luminosa, idratata e vellutata (quest’ultimo aggettivo è di mia madre!). Ed io mi sto “affezionando” al suo odore. Tra qualche anno il ricordo di questo periodo sarà associato a questo odore.
Quanto al contorno occhi, devo dire invece che non ho notato il miracolo sperato. Vi spiego meglio, immediatamente dopo l’applicazione delle crema sento un certo sollievo, una sensazione di freschezza molto piacevole, un effetto lenitivo, ma le mie fantastiche occhiaie e borse incorporate sono ancora lì non si sono mosse, affezionatissime alla mia faccia non sloggiano!
I fattori che incidono però sono tanti: questa estate ho sofferto tantissimo il caldo, non dormo tantissimo, ho lo stress da ritorno a lavoro (nel mio caso ai lavori, non sapete quanti contemporaneamente), a questo dovete poi aggiungere una buona dose di stress per motivi vari ed eventuali (anche una blogger chiacchierona come me talvolta ha dei segreti!). Insomma come si fa a dire se è la crema contorno occhi che non ha l’efficacia sperata o se invece sono io che mi devo dare una bella calmata e magari andare in vacanza in luogo fresco e ventilato?
Tra 15 giorni avrete aggiornamenti.
Retinology Total Age Solution di Lancaster #1: la prova e i risultati dopo due settimane
Scritto il 15 settembre 2009 da Francesca Arcuri.

Quando mi hanno chiesto di partecipare alla campagna per il lancio di due nuovi prodotti della linea Retinology Total Age Solution di Lancaster dedicata alle donne over 35, ho pensato: non posso partecipare, sono troppo giovane. Io ho solo 34 anni e 8 mesi!
Poi però la mia curiosità verso ogni tipo di cosmetico antiage ha prevalso. In fondo, mi sono detta, il mio dermatologo e la mia profumiera (una bolognesona tutta tette torri e tortellini) concordano: si deve iniziare ad usare l’antirughe già a 25 anni.
Ed io molto ligia lo faccio ormai da 9 .
In questo ormai lungo periodo ne ho provati moltissimi, non sono mai stata fedele a nessuno non perché insoddisfatta ma perché alla continua ricerca del meglio sul mercato.
Nella scelta di un cosmetico a parte la marca ed eventuali warren test letti sulle riviste, mi condizionano due cose: l’odore ed il packaging.
Quanto all’odore, ho già più volte scritto che non sopporto quelli troppo intensi e che normalmente preferisco i cosmetici senza profumazione che però sono molto rari… deve essere per qualche storia legata all’aroma terapia. Quindi io cerco di scegliere quelli con il profumo meno invadente e fastidioso possibile, ovviamente fastidioso per me. Quello che per me è un fastidio per la maggior parte delle altre persone è una piacevole sensazione olfattiva.
Per packaging invece non intendo solo valutare la bellezza e l’eleganza della confezione. Certo la forma, il colore, la manualità, la trasportabilità sono importanti, ma quello che mi fa decidere e che può pesare fino al 50% nella scelta è che non amo i vasetti in cui intingere le dita per prelevare la crema. Forse dire che non li amo è anche riduttivo, io non li compro anche se sopra c’è scritto “acqua miracolosa”!
Perché? Semplice, ogni volta che si mettono le mani, anche se pulitissime, dentro a una confezione di crema se ne cambia la composizione chimica. Così a lungo andare le creme non solo perdono di efficacia, ma facilitano anche lo sviluppo di allergie…paranoica? Un po’!
Comunque, torniamo alla campagna Retinology. Il packging passa l’esame: è carino, facile da trasportare (i tappi chiudono bene e le confezione non ha forme assurde difficili da incastrare nel beautycase) e, cosa più importante di tutte, non ci si deve mettere le mani dentro per prelevare la crema, sono dotati di comodo dosatore. Quanto al profumo non si può certo definire una linea inodore, anzi ha note importanti ma devo dire che non dispiacciono affatto.
Ovviamente prima di provare le creme sul viso, le ho annusate a lungo e ne ho steso un pochino all’ interno del polso, per saggiarne l’odore addosso a me. Prova superata!
Retinology Total Age Solution è il trattamento antietà più avanzato di Lacaster, dopo il lancio a gennaio 2009 della crema da giorno, tra settembre ed ottobre verranno presentati al mercato altri 3 prodotti: una crema notte, una crema occhi ed un siero.
Il test che mi coinvolge riguarda solo la crema notte ed il contorno occhi, peccato perché non ho mai capito bene come utilizzare il siero e poteva essere la volta buona!
La nuova linea di prodotti nasce grazie a 30 anni di ricerca ed utilizzo del Retinolo ed usa una nuova generazione di tecnologia di vettorizzazione, ispirata alla tecnologia di terapia genica. In parole povere, questa tecnologia consente al Retinolo di arrivare all’interno delle cellule lì dove serve, senza perdere efficacia strada facendo. Una volta arrivato a destinazione, ripristina tutta l’energia delle cellule e così aiuta a ridurre in modo significativo i principali segni dell’età.
Io utilizzo questi due prodotti da poco meno di due settimane ed il programma a cui ho accettato di partecipare ha una durata di 6 settimane… ergo se tutto va bene per la settimana della moda di Milano sarò splendente!
La crema energizzante da notte Retinology è un trattamento concepito per rigenerare la pelle durante la notte. Il Retinolo attivo è abbinato all’estratto di micro-alghe per stimolare le cellule cutanee e farle lavorare meglio. Ha una texture morbida e delicata. Io per colpa del caldo assurdo che ancora fa (sono a Le Castella, in Calabria) la trasudo un po’, ma sono sicura che andrà meglio appena la temperatura si abbasserà. Per ora noto la pelle luminosa, compatta e ben idratata. Mi pare già un bel punto di partenza.
Per le creme contorno occhi ho un vero feticcio, ne ho provate centinaia perché per avendo una bella pelle e non molte rughe (tenuto conto della veneranda età) ho sempre avuto le occhiaie e d’estate specie quando l’umidità è elevata ho anche due belle borse gonfie e compatte.
La crema occhi riparatrice Retinology è una crema adatta a tutta la zona del contorno occhi, dove per altro compaiono le prime rughe (le zampe di gallina!). La sua texture è ultraleggera ed abbina la dose di Retinolo attivo, adattata alla delicata zona ad un complesso a base di Ippocastano, che stimola la micro circolazione ed aiuta ad eliminare il gonfiore, le palpebre pesanti e le occhiaie.
In questo momento i miei occhi hanno in effetti un aspetto più rilassato, non so se è per l’effetto della crema o per il dolce far niente di questo mese.
Tra due settimane vi saprò dire meglio, visto che ho ripreso appieno i ritmi di lavoro.
Potete restate in attesa o portarvi avanti acquistando i prodotti a partire dal 1 Ottobre!

E lo dice Aaron de Mey, direttore artistico di Lancôme; mica patatine. Ma partiamo dall’inizio.
Lunedì scorso, una quindicina di blogger da tutta Europa – tra cui io per Frizzifrizzi – sono stati invitati a Parigi per partecipare alla presentazione di Declaring Indigo, la nuova collezione autunnale interamente ideata da Aaron.
Grazie a santa Lancôme, ci siamo incontrati al porto Enrico IV per una mini-crociera sulla Senna con tanto di buffet e make-up session. Calorosa accoglienza da parte di Balistik*Art, dello staff di Lancôme con Julie Thompson (in un paio di deliziosi sandali blu) e di un enorme Bearbrick in edizione limitata; a seguire la presentazione di Aaron.
Schivo e animato da una genuina passione per il proprio lavoro, ci ha spiegato cosa lo ha portato a questa creazione.
Partendo dalla Rivoluzione Francese, e facendo tesoro di una personale ricerca sui colori primari, ha deciso di dar vita ad una collezione irriverente ispirandosi a eroine e donne dal forte carattere come Brigitte Bardot e Sylvia Plath. Il colore è l’indigo, e fin qui ci siamo, accompagnato da riflessi dorati e da rosso intenso. Basti vedere la Palette Liberté (due tonalità di blu e due d’oro) e il color Fever Gloss rosso lampone.
Ma non finisce qui perché nella collezione ci sono anche lo smalto in tre colori diversi (oro, blu e rosso), eye pencil (pure gold/indigo paris), polvere illuminante La rose liberté, l’ink artliner (the blackest black eyeliner) e il mascara Virtuôse blu.

A un certo punto tutti noi abbiamo pensato: ma non sarà un po’ troppo tutto quel blu? (soprattutto per una che ha occhi castani e capelli dello stesso tono?)
Al grido di Let’s make the make up fun again, Aaron smentisce. Basta decidere l’effetto desiderato e partire. Dopotutto il blu è un colore chic, elegante ma sa anche essere “cool and powerful”.
Ok. E’ scattata la curiosità, per cui tutte pronte a farsi dare una sistemata con il nuovo make-up e devo dire che i risultati sono stati alquanto differenti. Sofisticato per Hélène, da giorno per Cécile, irriverente su Katarina.
Una particolare attenzione è stata data anche al packaging e al design del make up. La palette di cui sopra, ad esempio, ha un pattern optical accattivante sul fronte ed è accompagnata da una bustina di velluto blu per rendere elegante il gesto di ritoccarsi il trucco (quest’uomo ne sa a pacchi). Inoltre è stata creata anche un’apposita collezione di pennelli per utilizzare al meglio i prodotti.
Mentre aspettate l’autunno, dopo il salto trovate qualche fotografia di Sophie Arancio e mia. [...]
Ho da poco ricevuto l’invito a partecipare a questo viral, L’appartement, realizzato per il lancio della nuova versione di Hypnôse Senses di Lancôme.
Si tratta, in pratica, di iniziare una storia in stile Twitter (ovvero in 140 caratteri) e condividerla con i propri lettori, che potranno proseguirla o iniziarne una nuova sul proprio blog.
La mia la trovate nel widget qui sopra. Ora continuatela voi, sono curioso anch’io di vedere dove si andrà a finire…

La memoria olfattiva stimola i nostri sensi e riporta a galla vecchi ricordi.
Alcuni amano avvolgersi nello stesso profumo, altri cambiano, a seconda dell’umore, dell’abito e magari della circostanza.
E’ proprio pensando a quest’ ultimi che Zoè Coste e Lilla Amaddèo – patron di Réminiscence Paris – hanno creato un’intera melodia di profumi in cui Sol La e Si Do sono gli ultimi arrivati a completare la chanson aperta con Do Re e Mi Fa.
I diversi colori dei flaconi scandiscono le diverse note nonché le alchimie dei profumi che riescono ad incantare ogni tipo di donna: provare per credere!

Colette è un negozio che si trova in centro a Vignola (MO) e il nome, come potete ben immaginare, deriva dall’omonimo store parigino per il quale i fondatori dello shop hanno un grande amore.
Pavimenti d’erba e pareti lavanda caratterizzano il negozio che oltre ai prodotti più noti vende anche brands più di nicchia.
Potrete trovare di tutto: da bijoux London Talullah Tu, fragranze di Jacques Zolty di San Barth (in esclusiva in Italia) tipicamente caraibiche, balsami per le labbra dell’antica farmacia del Maryland Rosebud (anche questi in esclusiva), detergenti Laundress, e molti altri profumi e prodotti, tutti di qualità, per la cura del corpo.
Colette
in Corso Italia, 45
VIgnola (MO)
(vedi mappa)
Chi ce l’ha naturale di solito se lo depila e sono pochi i coraggiosi, talmente sicuri di sé, che sfoggiano il proprio monociglio come arma di seduzione.
Semmai vi annoiaste di un paio di normalissime (due) sopracciglia, invece di depilarle, che fa tanto truzzo-tronista-tarato, riflettete attentamente e vi renderete conto che anche voi volete il monociglio.
Lo trovate, insieme ad un po’ di belle stampe per colorare la casa, da shopA.
via QBN

Fino ad ora, non ho mai voluto partecipare alle campagne di passaparola riguardanti i profumi perché credo di essere una persona poco adatta a testare e giudicare una nuova fragranza. Uso da più di quindici anni lo stesso profumo (in realtà poi si tratta di un acqua rilassante) ed ormai è diventato parte di me, una seconda pelle. Una relazione stabile e monogama, senza mai il minimo cedimento! Come se non bastasse, aggiungo anche che scelgo rigorosamente cosmetici senza odore. Insomma avrete capito: sono molto poco tollerante nei confronti degli “odori” miei ed altrui e quando parlo di odori non mi riferisco solo ai cattivi odori…
Dieci giorni fa però mi è stato chiesto di partecipare alla nuova campagna di Bulgari Omnia, ho accettato perché so che il mio profumo sta andando fuori produzione ed è ora che io cambi: insomma, presto sarò mollata!
Eccovi il resoconto della prova.
Ho aperto il pacchetto psicologicamente confortata dal colore, il verde di Omnia Green Jade è lo stesso del verde del mio profumo abituale. Il design del flacone richiama i gioielli Bulgari: due anelli che si incastrano. E’ bello, ma credo poco pratico nel trasporto. Con la vita nomade che faccio pensare al trasporto condiziona ogni singola scelta.
Non me la sento di spruzzarlo direttamente sulla mia pelle, ripeto non lo faccio mai, neanche nelle mie frequenti visite in profumeria. Perciò prendo un dischetto di cotone e ci spruzzo sopra una dose generosa di profumo, lascio evaporare un po’ e lo accosto al naso. Non male, penso. Allora mi avvalgo di una cavia d’eccezione, mia madre che anche se un po’ riluttante si lascia profumare.
Sulla sua pelle l’effetto è piacevole, fiorito e fresco.
Allora decido di passare all’ultima fase, provarlo su di me. Me ne spruzzo un po’ sul polso sinistro ed inizio a lavorare, fingendo indifferenza. Controllo le mail, leggo le bozze degli articoli, i vostri commenti. Sento costantemente il profumo ed anche se aveva superato bene le altre due prove, c’è qualcosa che non va, qualche nota che addosso a me non mi convince.
No, non posso sostituire la mia abituale fragranza con Omnia Jade, ma questo è un buon profumo. Sentendolo addosso a qualcun altro non stordisce e non disturba, per me è già moltissimo!
Philippe Stark (1), Henriette Melchiorsen (2), Greece is for lovers (3), The Wellness Rack (4), Big Game (5), Chanel (6).
Siete tra i maniaci della palestra? Di quelli che oltre ad un “corredino” ultima moda hanno anche i pesi personali?
O tra i frequentatori primaverili, di quelli cioé che ci vanno dalla primavera fino a settembre per mettersi l’anima (ma io direi il sedere) in pace in vista della prova costume?
La sottoscritta dopo la prematura discesa dal tatami per colpa di una lesione al legamento del piede, ha fatto in modo di non entrare più in una palestra .
E’ per questo, forse, che sono rimasta molto stupita nel vedere il livello di chicheria che si può raggiungere!

Flip flop Juicy Couture (1), sandali Yves Saint Laurent (2), borsa, top e sandali Marc Jacobs (3, 4, 5), cintura e bracciale Dsquared (6, 7), Agatha Ruiz de la Prada (8), apri-noci Alessi (9), pinzette Tweezerman (10), Versace (11, 12) Karo’s Shoes (13), Sonia Rykiel (14, 15), profumo Vera Wang Rock Princess (16), borsa Luella (17), Converse All-Star (18).
Una quindicina di anni fa collezionavo cuori, per lo più ciondoli a forma di cuore, ricevuti in regalo da mio padre che bontà sua ha sempre assecondato le mie attività compulsivo-maniacali. Siccome non sono mai stata uno di quei collezionisti che si limita solo ad accumulare oggetti ma sono sempre diventata vetrina vivente delle mie collezioni, per anni ho indossato questi ciondoli, poi però non so neanche come mai ho smesso.
Il mercato deve aver sofferto della mia stessa indigestione perché per molto tempo non se ne sono visti se non a ridosso della festa di San Valentino, da qualche stagione però ho notato tracce di un imminente ritorno, per la prossima P/E non è difficile prevedere una vera e propria invasione. Love is in the air!

Et voilà, dopo il pranzo al Ristorante L’Eclaireur ci dirigiamo alla boutique Lancôme dove ci accoglie Leidys Garcia-Ruiz e uno stuolo di giovani expertise. Divise in gruppo ci offrono un rilassante massaggio facciale con tanto di analisi della pelle e applicazione di Génifique.
Una volta finito, make-up artists hanno provveduto a renderci più presentabili. E indovinate chi mi becco? Germain Moyano, make-up artist per Lancôme International che, in quattro e quattr’otto, ha cambiato il mio viso. Pazzesco.
Durante le chiacchiere tra blogger, farcite da macarons, champagne Laurent-Perrier e dagli scatti sorprendenti di Benjamin Boccas, c’è stato anche il tempo di parlare a tu per tu con Vèronique Delvigne. A proposito, ho scoperto che è da oltre 30 anni che la scienza si occupa della pelle e 15 anni fa è stato possibile ricostruire il tessuto umano.
La nuova tecnologia ha permesso di osservare l’attività dei geni e, di conseguenza, capirne il ruolo. Ciò che si prospetta ora per il futuro è qualcosa di inestimabile: durante la ricerca per Génifique, infatti, sono state scoperte altre centinaia di geni tutti da studiare, immaginate voi un limite ad un’analisi di questo tipo!
Per le più curiose, Génifique sarà in vendita a partire da marzo in Europa e America, in Asia da settembre. Prezzo stimato, attorno agli 87 €. Da usare per un periodo di 6 settimane, 3 gocce al giorno per riattivare la giovinezza della pelle e renderla luminosa e vellutata.
Ecco le ragazze che hanno partecipato all’evento insieme a me e i loro blog: Jane, Alexandra, Elodie, Hélène, Barbara, Katarina, Mercedes, Maria, Bianca e Jennine.
Sveglia quasi fantozziana alle 4.30 di venerdì scorso. Nel buio totale finisco gli ultimi preparativi – sono ovviamente in ritardo – e mi dirigo all’areoporto.
Tempo un’ora e mezza e mi ritrovo in una gelida Parigi. Un autista viene a prendermi all’uscita e mi accoglie con un paio di avvertimenti sul traffico. Detto, fatto.
Dopo due ore arriviamo finalmente in centro e mi dirigo all’Hotel Sofitel Boissy d’Anglas. All’interno, uno spazio è stato interamente riservato a Lancôme e lì incontro le prime “colleghe” europee e una corposa tavola imbandita da macarons di Ladurée.
Il motivo? Quasi un mese fa undici blogger hanno ricevuto l’invito – tramite Balistik*Art – a partecipare a questo fantastico evento: la presentazione di un nuovo prodotto che aprirà le porte verso il futuro dei cosmetici, ed eccoci tutte qua. Arriva altra gente, arriva Julie Thompson (Vp Interactive Mkt & Crm), arriva Vèronique Delvigne, direttrice della sezione scientifica di Lancôme; on y va!
Inizia la presentazione. Signore e signori, ecco a voi: Génifique!

Compilata da un nerd-metallaro, la lista illustrata dei tipi di barba può fare al caso vostro nel caso siate decisi ad abbandonare il rasoio o a scappare in qualche altro paese senza dare più notizie di voi.
Potessi permettermelo (mi chiamo Sbarbati e pare che i miei bulbi piliferi siano d’accordo con l’anagrafe) sceglierei lo stile Hollywood senza pensarci due volte.
P.S.
Nel caso vogliate vedere esempi reali piuttosto che semplici disegnini come quelli qui sopra, il buon nerd-metallaro si è offerto come cavia per provare molti degli stili illustrati.
via Swissmiss
Terre d’Hermès: creare un profumo è raccontare una storia
Scritto il 15 ottobre 2008 da Cinzia Migliardi.

Suona il campanello. Un corriere mi porge un pacchetto. Lo guardo con un enorme punto interrogativo e inizio a scartare. Compare una busta in arancione sgargiante con tanto di marchio con cavallo e carrozza et voilà: Terre d’Hermès è nelle mie mani. Insieme, mi viene data anche la possibilità d’accedere in anteprima alla sezione conteurs del sito – ove vengono raccolti emozioni e pensieri sulla fragranza – e di lasciare a mia volta un racconto descrivendo un aroma, un profumo.
Sfoglio la raccolta online e scopro che il packaging (con H alla base) è frutto del lavoro del designer Philippe Mouquet, mentre la fragranza è stata creata da Jean-Claude Ellena, che la descrive caratterizzata da note legnose e – a mio parere – con un giusto pizzico di dolcezza nel mix.
Se avete voglia di descrivere anche voi le sensazioni legate ad un particolare profumo o aroma, potete pubblicare il vostro racconto ed invitare i vostri amici a votare, il tutto entro il 30 novembre. In premio, prodotti della linea Terre d’Hermès personalizzati. Tutte le informazioni nella sezione regolamento.

Shiseido
I colori dominanti della collezione sono gli stessi che hanno dominato le passerelle e adesso spopolano nelle vetrine dei negozi e per strada: rosa, viola, lilla, prugna.
Interessante nel sito la sezione con le tecniche di applicazione del trucco di base per correggere inestetismi cutanei specifici, che comprende: occhiaie, pori evidenti, efelidi, arrossamento, aspetto spento. Oltre ai consigli trovate anche un video che rende più semplice l’apprendimento della tecnica.

Estée Lauder
Choccolate Decadence Autumn 2008, così si chiama la nuova collezione. I toni nemmeno a dirlo sono quelli del cioccolato, del caramello, del miele. Per una donna drammatica, irresistibile, con l’allure decadente del cioccolato ricco di bagliori e luci… almeno così dicono loro.

Chanel
La collezione è la prima di Peter Philips come direttore internazionale per la creazione del maquillage. Il tono predominante era molto caro a Coco: l’oro. Mielato, però, per illuminare e riscaldare il colorito. Per gli occhi tonalità autunnali. Il tutto molto, ma molto naturale.

Collistar
Io l’ho già detto, da anni prego per l’estinzione dell’ombretto azzurro, ma pare che anche per questo A-I 08-09 non sia stata esaudita! La collezione Collistar alterna i toni dell’azzurro, a glitter, cristalli, paillettes. Aiuto!
Alle maggiori di anni 20: se potete, astenetevi!

Dior
Toni molto naturali per un trucco sofisticato. La collezione si chiama Dandy Lady ed il pezzo forte è Impression Cuir, una parure per gli occhi in edizione limitata che riproduce in 3D la pelle di coccodrillo. I toni sono quelli del marrone.
Sul sito ci sono anche le indicazioni per ottenere con questi prodotti 3 diversi look: anni ’30, smoky, easy-to wear.

