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Dopo averla vista arrampicata sulla torre Eiffel, avvolta nel mistero con la sua Lady Dior, l’attrice francese Marion Cotillard è riapparsa nei mesi scorsi in una campagna firmata da Annie Leibovitz (dopo il salto il making of) sempre per Lady Dior, e i toni noir dei primi tempi venivano pian piano sostituiti dal rosso. E da Parigi ci si spostava a New York.
E proprio oggi, giorno della presentazione della collezione Dior FW2010/11, esce ufficialmente il video Lady Rouge, dove la cotillard canta con i (e un pezzo dei) Franz Ferdinand. E non se la cava neanche male…
La Lady Dior stavolta è rosso fiamme dell’inferno. Di coccodrillo. O, traducendo per mia figlia, rolillo.
Coming soon: chapter 3 – Lady Blue – Shangai.
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Se la madre degli stupidi è sempre incinta, quella della Diesel hanno scommesso sul fatto che di madri del genere ce ne siano in abbondanza. Probabilmente indovinandoci.
La nuova campagna Be Stupid è tutta improntata sull’idiozia come fonte di creatività, coraggio, spontaneità, con video ed un numero spropositato di poster (quando vi sarete stancati a guardarli, vedrete che ce ne saranno altri…).
E per chi si sente altrettanto stupido, c’è la possibilità di inviare filmati che lo provano.
Dopo il salto video ed alcuni poster [...]
Come vi avevamo preannunciato, ecco finalmente la nuova campagna pubblicitaria dei due profumi di Jean Paul Gaultier realizzata da Jean-Baptiste Mondino.
Le Classique e Le Male sono nuovamente riuniti sotto la direzione creativa di Jean Paul e si sfidano in un consapevole gioco di seduzione assolutamente alla pari.
Se volete saperne di più, qui sopra potete vedere la versione di Le Male e dopo il salto quella di Le Classique. Ah, l’amour fou! [...]

Qualche settimana fa, in tv, è apparsa questa pubblicità di un medicinale – (o forse era ikea? aiutatemi voi) – realizzata in stop-motion. Oggi su Mtv davano un’altro spot di LG realizzato con la stessa tecnica. Due giorni fa, ho visto lo spot per la nuova fragranza di Prada che mi ricorda questa tecnica. Insomma, di nuovo tutti presi dopo gli exploit di Pes.
Se volete vedere qualche esempio simpatico, guardatevi We love stop-motion e in particolare i video per HP e quello per un succo d’arancia brasiliano.

Henry Ford lo sapeva bene: la pubblicità è l’anima del commercio. Nella dura battaglia pubblicitaria ogni brand gioca le sue carte con la speranza di arrivare al proprio pubblico nel miglior modo possibile, districandosi fra viral, ambient, redazionali e pagine tabellari su riviste più o meno patinate.
In quest’era del digitale però, il problema non sono tanto i mezzi, quanto le idee: c’è chi spinge eventi per avere visibilità, chi carica un filmatino su youtube sperando nel miracolo e poi c’è American Apparel. Da anni la nota catena californiana “taglia la testa al toro” puntando su ciò che muove le masse fin dalla nascita dell’uomo: ragazze sexy e seminude.
Non fraintendetemi, non si tratta di foto stile Postalmarket o Playboy, ma di “audaci scatti d’autore”.
Un ottimo esempio di come riuscire ad essere accattivanti e creativi sfruttando i limiti del “buon costume” a proprio vantaggio. Così il portale StyleCrave ha avuto la brillante idea di raccogliere le 50 campagne più “calde” di tutti i tempi, un vero piacere per gli occhi ma anche un’interessante retrospettiva sull’advertising firmato American Appareal.
Dopo il salto altre immagini [...]
Ho da poco ricevuto l’invito a partecipare a questo viral, L’appartement, realizzato per il lancio della nuova versione di Hypnôse Senses di Lancôme.
Si tratta, in pratica, di iniziare una storia in stile Twitter (ovvero in 140 caratteri) e condividerla con i propri lettori, che potranno proseguirla o iniziarne una nuova sul proprio blog.
La mia la trovate nel widget qui sopra. Ora continuatela voi, sono curioso anch’io di vedere dove si andrà a finire…

Prendi una pallavolista, un calciatore e due djs…
Sembra l’inizio di una barzelletta surreale e invece è il tema dell’ultima, bellissima campagna per la linea NikeSportswear.
I protagonisti, campioni nei loro rispettivi campi, ma senza essere superstar, sono stati fotografati ciascuno nella propria città con indosso i prodotti NikeSportswear e le foto sono poi state montate in stop motion.
Bologna, Roma, Milano e Sori, in provincia di Genova, sono le location alle quali potete affacciarvi dalla “finestra” che Nike ha aperto per voi sulle vite della pallavolista Veronica Angeloni, del calciatore Giampaolo Pazzini, della dj e produttrice Carola Pisaturo e di Andrea Mazzantini, designer e dj del duo Pink is Punk.
Se vi piace sbirciare nel quotidiano – un po’ come fa The Selby con i ritratti scattati in casa o nei luoghi di lavoro – di creativi e, in questo caso, sportivi, fatevi un giro sul sito.
Non nego che mi piacerebbe vedere lo stesso concetto applicato a tanti designers, artisti, bloggers italiani che sicuramente meriterebbero una vetrina, assieme alle loro straordinarie vite ordinarie. [...]
Auto che scorazzano sulla vostra scrivania, una centrale eolica tra le vostre mani e tanto, tantissimo altro. Il limite è solo la fantasia, grazia alla realtà aumentata, ovvero la tecnologia usata per colmare in tempo reale le distanze tra realtà e virtuale.
Un esempio?
In linea di massima, avviando un programma Flash che comunica direttamente con la vostra webcam, è possibile interagire con le animazioni 3D generate. A prescindere dal tipo di sito che visiterete, le istruzioni da seguire sono queste:
* stampate su un A4 il simbolo indicato;
* cliccate sul pulsante per lanciare il programma;
* riprendete il foglio con la vostra webcam.
Ecco alcuni esempi presi dal web, che ci lasciano immaginare gli usi potenziali nel campo della pubblicità e dell’home entertainment:
* ge.ecomagination.com (della General Electrics)
* www.boffswana.com
* www.toyota.co.uk
* www.martinisoda.com

Nella paranoia collettiva (a cui quasi nessuno, compresi noi, è immune) del furto di idee, è bello e in qualche modo riappacificante con l’universo circostante, in maniera quasi zen, vedere che c’è qualcuno che mette a disposizione di tutti idee – a volte semplicemente divertenti, altre quasi geniali come la barba finta da appiccicare sul retro del portatile – da rubare.
Steal our ideas è un blog illustrato (ed una intelligente provocazione) dove Adam e Jon, due professionisti dell’advertising, pubblicano idee da copiare.
Anticipato da un trailer di pochi secondi che vi abbiamo segnalato appena un paio di settimane fa insieme ad una campagna su Twitter, esce finalmente oggi – in contemporanea sul web e presentato a Cannes – il cortometraggio interpretato da Marion Cotillard per Lady Dior.
Il corto, evidentemente ispirato alle atmosfere di Alfred Hitchcock (soprattutto La donna che visse due volte), è il primo di una serie.
C’è da dire che si seguono meglio due ore di film del grande maestro piuttosto che sei minuti di questo…
E la Cotillard – per la quale, devo dire, non ho mai avuto grande ammirazione – non è decisamente Kim Novak.
Sono un maschio etero anomalo: non mi casca l’occhio. Quando parlo con una ragazza lo sguardo non scende giù – furiosamente, come fanno alcuni, o piano piano, come fanno altri. A meno che non ci sia un filo, una macchia, un vistoso pendant, il seno lo vedo sempre attaccato al corpo di una donna e non lo separo da tutto il resto oscurando con la mente quello che c’è attorno.
Sia chiaro, non mi vanto per questo: ho sempre seguito con divertimento le contorsioni funamboliche, i fischi, gli occhi sgranati del mio amico Pablo (campione del mondo nel far arrossire – a volte soddisfatta, altre no – una qualsiasi passante, a qualsiasi ora di qualsiasi giorno della settimana, dal 1 gennaio al 31 dicembre).
Semplicemente sono fatto così, e non rischio di beccarmi una bottonata killer in faccia come i due tizi nella pubblicità qui sopra, che lancia l’iniziativa Wonderbra Button grazie alla quale oltre a poter acquistare reggiseni scontati, potrete concorrere (semplicemente caricando una vostra foto) per diventare Miss Wonderbra Button o provare a stordire virtualmente i vostri amici o il vostro fidanzato a colpi di bottoni esplosivi.
Per maniache di borse, appassionati di thriller o amanti di campagne pubblicitarie seriali che si svolgono su web.
La leggendaria Lady Dior, la borsa che fu creata dalla maison francese appositamente per Lady Diana, è protagonista, insieme all’attrice francese Marion Cotillard, di una storia dalle tinte gialle che racconta il prima ed il dopo degli scatti del fotografo Peter Lindbergh in cima alla torre Eiffel.
La storia ruota attorno alla borsa ed al suo misterioso contenuto e lo svolgersi della vicenda potete seguirlo su Twitter, in attesa del 20 maggio, quando il mistero sarà svelato.
Per saperne di più, cliccate sul widget interattivo qui sopra!

L’altro giorno mi arriva un pacco: il ragazzo del corriere, sorridente, mi dice che me lo mandano da Amsterdam. Ma io non aspetto niente da Amsterdam quindi, curioso come un bambino, lo apro e scopro di essere vittima di una geniale campagna di viral marketing.
Nel pacco c’è una specie di strana scultura (la vedete nelle foto) ed un lettera. Sulla scultura c’è scritto dappertutto smash me, crack me e cose simili e la lettera me la manda l’agenzia pubblicitaria Amsterdam Worldwide.
Dopo il salto tutti i dettagli e gli aggiornamenti, man mano che il gioco continua.
[...]

Ad uno come Terry Richardson puoi far fare pubblicità di stracci per pulire il pavimento, come di orologi che costano quanto un’automobile: l’unica certezza è che ci saranno i suoi occhiali, la sua camicia a scacchi e qualche tetta da mordere, come nel servizio per Vogue Francia, ora in uscita.

Visto all’ultimo Pitti e alla Berlin Fashion Week, ora il distributore automatico di Jeans farà il giro dei department stores di tutto il mondo.
Ideata come campagna pubblicitaria da quelli di Closed, brand made in Amburgo ma fondato in Italia negli anni ‘70, la jeans machine è anche una scommessa su quello che potrebbe essere lo shopping del futuro.
L’idea non è di certo nuova: ci sono già distributori automatici di libri, cellulari, iPod, di sneakers e di chissà cos’altro.
Se qualche marchio del lusso avesse il coraggio di lasciare dei gioielli dentro a delle macchinette automatiche anche in piena notte alla stazione centrale di Milano, forse ci sarebbero anche anelli con diamanti pronti a cadere nell’apposita buchetta non appena digitato il codice giusto ed inserita la carta di credito (da prosciugare all’istante).
Anche quelli di Closed, dopotutto, non li hanno ancora messi lungo le linee della metro, alla fermata del bus o sulle pensiline dei treni, ma in ben più sicuri centri commerciali, dove – sempre con carta di credito e al costo di 149€ – si possono scegliere tra diversi modelli da uomo.
Forse per fare shopping on the go, nel settore abbigliamento, c’è ancora da aspettare un po’…
Rossella Dimichina vince il concorso Make History della Lee
Scritto il 27 febbraio 2009 da Simone Sbarbati.

Avevamo segnalato i suoi lavori appena qualche mese fa ed ora ecco tornare Rossella Dimichina da vincitrice del concorso Make History della Lee, iniziativa di cui proprio qualche giorno fa ho parlato con un amico di un’agenzia che me l’ha portata come esempio di una classica (ma rara) campagna web 2.0 di successo.
Come usare in maniera alternativa lo schermo di un cellulare
Scritto il 18 febbraio 2009 da Simone Sbarbati.
Il video pubblicizza il nuovo Ultra Touch della Samsung, in arrivo in Italia il mese prossimo.
Mi sa che devo iniziare ad addestrare un po’ di topolini e soprattutto tenere a freno il mio gatto…
Le tre strisce fondate da Adi Dassler sessant’anni fa festeggiano l’anniversario. Siete invitati anche voi?
Tutte le info su Originals Italia.
Il bello di essere uomini (o donne), spiegato dalla pubblicità di una birra
Scritto il 14 gennaio 2009 da Simone Sbarbati.

Sono certo che sia uomini che donne, guardando questo grafico (e questo, e quest’altro) si faranno una bella risata pensando è vero!
E sono altrettanto certo che entrambi i mondi, maschile e femminile, saranno ugualmente soddisfatti dal vedersi rappresentati gli uni da una semplice linea retta (uomo-birra, o uomo-birra-gabinetto, o al massimo uomo-birra-donna-sesso), le altre da un marasma di linee e variabili che si intrecciano e si complicano.
Si tratta di una campagna pubblicitaria di una birra israeliana, e sono sicuro che già ci saranno svariate mail che passeranno da ufficio ad ufficio, con queste immagini in allegato.

