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Di solito, mi ci vogliono decisamente più di due appuntamenti per farmi perdere la testa, ma per Parigi ho fatto un’eccezione. Sarà stata l’atmosfera della settimana della moda in corso o dello spettacolare sole primaverile – il fatto sta che mi sono innamorata perdutamente!
Anche questa volta, grazie ad una mail davvero magica, per una notte sola mi sono ritrovata nel cuore di Parigi, a partecipare ad una festa unica e irrepetibile! La location d’eccezione è stato Le Salon des Mirroir – il salone degli specchi situato in uno dei passaggi commerciali più belli e anche storici, perché risalenti al Novecento, di tutta la capitale francese.

Dunque, qual’è il nuovo prodotto che vogliamo presentarvi? Un profumo? Un rossetto? Ci deve pur essere un motivo per organizzare una festa per 300 blogger francesi (Frizzifrizzi è stato l’unico inviato estero!). Spero vi sorprenderà la notizia, che dietro tutto quanto non ci sia stato nessun intento promozionale, niente marketing o pubblicità online.
Che ci sono andata a fare, allora? Celebrare la Festa della Donna!

E non sto scherzando! Si tratta della ormai 7° edizione di Wi-Filles Party, un evento ideato per unire il mondo dei blog al femminile. Ma se pensate che il mio post sarà un elenco di bicchieri di champagne e di Contrepolitan che mi sono stati gentilmente offerti, vi sbagliate!

Lo stesso giorno è stato lanciato un sito web, Womanity.com, disponibile in sei lingue diverse, tra cui anche l’italiano. Pensato e creato per e sviluppato interamente dalle donne, è uno spazio virtuale dove dialogare, esprimere se stesse, creare o semplicemente divertirsi. Ognuna di noi può apportare un suo piccolo contributo – individuale e personalizzato – che entro 24 ore sarà connesso ad altre idee e pensieri, con l’intento di generare un gigante mosaico realizzato dalle donne di tutto il mondo. Come ha detto l’inventore del sito, niente meno che lo stesso Thierry Mugler:
“At the heart of it is what one woman learns from another. Womanity is that bond: giving, complicit, a tacit affinity.”

Per invogliarvi a partecipare anche subito, vi svelo che a breve avrà luogo il primo dei vari concorsi, tutti super-creativi! E lo saranno anche i premi previsti dal team Mugler – un viaggio per due in una località scelta a piacere (e fantasia) della vincitrice: suona niente male, vero?
Allora, che ne pensate di tutto questo, care lettrici?
Hermès: download your own collier de chien bracelets
Scritto il 03 marzo 2010 da Francesca Arcuri.
Hermès, la prestigiosa maison francese non è nuova ad iniziative di questo genere. Due anni fa infatti diede a tutti la possibilità di scaricare la sagoma di una Kelly, di assemblarla in poche mosse e di decorarla a proprio piacimento.
Adesso, dando una rapida occhiata allo schema, credo che mettere insieme il bracciale sarà un po’ più complicato!
Però se vi sentite più bravi e volenterosi di me, vi consiglio di mettervi all’opera.

A suo modo una sorta di Antologia di Spoon River, il sito vetrina di una graziosissima ragazzona americana che offre gingilli di seconda mano a sentimenti nuovi di zecca.
Al motto di “You don’t want it, he can’t have it back” e previa registrazione gratuita, su Ex boyfriend Jewelry confluiscono i regali di tutti gli ex di cui vuoi sbarazzarti, corredati da un breve racconto vagamente retrospettivo sulle dinamiche della storia e la sua fine ingloriosa, pronti per essere acquistati da chi ha tanto senso pratico… o è un feticista di serie B!
Enjoy your purchase!
Si potrebbero passare ore a parlare dei reality, da come hanno cambiato il modo di fare e di vedere la tv, a personaggi (e ai mostri) che creano, al fatto che poi contagiano come un virus anche gli altri format (che ne discutono, li celebrano, li analizzano o se ne prendono gioco). Si potrebbero passare delle ore, dicevo, ma non è questo il posto: faremmo solo inutili chiacchiere da bar e niente più.
Personalmente non sono tra coloro che snobbano a priori: a piccole dosi la tv spazzatura può essere un passatempo divertente ed aiuta a farsi gli anticorpi e ad affinare gli strumenti giusti per riconoscere poi i programmi di qualità (da non confondere con quelli che si autoetichettano come tali). Nella mia vita di telespettatore mi sono guardato nottate di bellissimi (ma a volte noiosissimi) film su Fuori Orario, come trashissime puntate di Amici. Mi sono goduto l’umorismo surreale del mai troppo compianto Troppolitani di Antonio Rezza e Flavia Mastrella ma mentre scrivo questo post ho come sottofondo la voce stucchevolmente triste di Barbara d’Urso a Domenica Cinque. E su Sky mi sono immerso, con molto piacere in realtà, nel mondo dei fashion realities come Project Runaway e America’s Next Top Model.
E’ quindi da semplice telespettatore onnivoro che vi consiglio vivamente di non perdervi Fashion Academy, un fashion reality tutto italiano che va in onda su Bonsai Tv e su YouTube.
Di cosa si tratta ve lo lascio raccontare da Stefano Guerrini, blogger, giornalista di moda, docente di editoria della moda allo IED, amico e… uno dei giudici del programma!
Ciao Stefano, parlaci di Fashion Academy. Di cosa si tratta?
E’ un’idea che ha coinvolto lo IED di Milano e precisamente tre master, quello in Fashion Design, Fashion Communication e Fashion Marketing. Sono stati selezionati 27 studenti di tutto il mondo che poi in gruppi di circa 6 hanno dovuto ideare, realizzare e presentare una collezione sul tema Barocco Glam. Ovviamente sotto lo sguardo delle telecamere.
Un vero e proprio reality, quindi, con giudici crudeli, litigate, momenti strappalacrime e redenzioni in mondovisione.
Sì, un vero e proprio reality ma senza momenti strappalacrime e redenzioni. Su Fashion Academy si è lavorato sodo. E a dire il vero non ci sono state nemmeno litigate tra i giudici.
Il progetto è molto articolato. I ragazzi hanno lavorato in gruppi e gli step intermedi li hanno fatti insieme ai direttori delle loro rispettive aree, per poi presentarli davanti a noi giudici.
Che siete tu e…
Io, ma soprattutto Andrea Batilla – direttore dello IED Moda – e la grandissima Anna Dello Russo, che non credo abbia bisogno di presentazioni.
Facciamole lo stesso. Non siamo mica tutti esperti come te [Stefano lo abbiamo ribattezzato il wiki della moda: chiedi e ti sarà risposto - NdR].
Va beh… (rumore di chip in azione) Anna Dello Russo, ovvero l’attuale fashion director e creative consultant di Vogue Nippon, dopo essere stata redattrice di Vogue Italia e direttrice di Vogue Uomo. Icona fashion, uno dei soggetti preferiti da Scott Schuman / The Sartorialist.
Se si escludono i ragazzi, che hanno dimostrato tutti delle creatività molto interessanti, Anna è decisamente la protagonista dello show!
Quindi il Morgan della situazione. E tu Stefano, chi eri?
Ero la Mara Maionchi…
Grazie della disponibilità Stefano.
Grazie a te. E ai lettori di Frizzifrizzi: andatevi a guardare Fashion Academy!

Elise lo usa per segnarsi quante serie tv crime ha visto, Typographr per sapere quanto ha speso per il suo guardaroba e che brands ci sono dentro. TT_Tuovinen tiene il conto di dove e cosa mangia. Elmsuto, da quando è su Daytum, si è bevuto 37 caffè, 4 Sapporo ed una tequila.
Per qualsiasi cosa valga la pena tenere il conto c’è Daytum, sito che ti permette di mostrare la tua vita in forma di numeri, grafici, statistiche. La ricetta: metti una dose abbondante di narcisismo esibizionista da blogger, epuralo da pensieri inutili e lascia solo i dati, aggiungi un pizzico di estetica minimalista e metti tutto in mano a Nicholas Feltron, uno dei fondatori di Daytum, ovvero colui che da ben quattro anni pubblica il suo report annuale che puntualmente, e meritatamente, viene segnalato ovunque sul web.
Se devi tenere il conto di qualcosa – e vuoi farlo vedere a tutti – apri un account su Daytum e spera che ti arrivi una mail di conferma (io sono due giorni che provo, ma ancora niente…).

Dopo gli hipsters tristi, ecco quelli che devono andare in bagno.
Se cerchi bene in siti come Lookbook.nu, ne trovi parecchi. E forse non lo sai, ma sei finita pure tu su Hipsters Have To Pee.

Sono ricchi, hanno gusto, fanno lavori creativi, vivono in case da rivista, si vestono minimal, hanno bambini biondi.
Ma in quella che sembra perfezione basta una didascalia azzeccata per renderli Unhappy Hipsters.
Curious Pages: strane letture (non) solo per bimbi
Scritto il 03 febbraio 2010 da Simone Sbarbati.

Tagliati le unghie, altrimenti per punizione ti taglieranno i pollici: questa, in soldoni, la trama di uno dei racconti di Pierino Porcospino, libro per l’infanzia tedesco (titolo originale Der Struwwelpeter) che da bambino - lo lessi a casa delle mie cugine – mi causò un bello shock e notti di incubi con forbici gigantesche e versioni mostruose dei miei genitori che mi rincorrevano per tagliarmi le dita.
In tutti questi anni l’avevo praticamente rimosso fino a quando ieri sera non ho scoperto Curious Pages, bellissimo blog dedicato ai libri per l’infanzia più strani, che usa il povero Struwwelpeter come logo.
Tra libri di propaganda sovietica, capolavori di graphic design, trame diseducative e incubi tascabili, anche se non avete figli, fossi in voi un’occhiata gliela darei lo stesso.

Anche quest’anno siamo a Roma per il Fashion on Paper, progetto di AltaRoma dedicato ai magazines e ai fashion blogs indipendenti.
Questa edizione, la prima – dopo la numero 0 del 2009 – sarà piena di eventi, performances, talks ed ospiti: soprattutto la sezione web sarà molto più ricca rispetto allo scorso anno.
Frizzifrizzi vi aspetta al Tempio di Adriano questa sera e domani sera quindi se volete venire a conoscerci (in realtà conoscermi, visto che ci sarà solo il sottoscritto), fare due chiacchiere, prendermi a calci o portarmi dolcetti, saremo/sarò felice di incontrarvi.
E se volete seguite il mini-reportage dell’evento che faremo su Twitter.
TribaSpace: l’agenda user generated per gli eventi fashion
Scritto il 29 gennaio 2010 da Simone Sbarbati.

A chi organizza eventi e vuole promuoverli e a chi, d’altra parte, non vuole perdersene uno, segnalo TribaSpace.
Appena uscito in versione beta, TribaSpace già promette di diventare un punto di riferimento, in rete, per tutti gli addetti ai lavori nel campo della moda.
Si tratta di un’agenda user-generated dove chi si iscrive può inserire i propri eventi, inizialmente legati alle prossime fashion weeks e successivamente fiere, presentazioni, press day, parties, e via dicendo.
Tra i prossimi servizi anche la possibilità di creare guest lists ed accrediti da inviare via mail ai clienti e alla stampa.
Completamente gratuito, TribaSpace consente anche di crearsi il proprio calendario, dove segnare tutti gli eventi che non si vuole assolutamente perdere e da scaricare poi in formato iCal o Outlook.
E come ogni nuovo network e community che spunta fuori, come potevo non iscrivermi anch’io?

Caroline è una textile designer di New York con un ottimo gusto per moda ed accessori (ma non solo) ed un gran talento nell’illustrare.
Il suo blog si chiama Looks Good To Me e per ogni (interessante) post, Caroline realizza un’illustrazione.
Alcune sono anche acquistabili qui.
Se siete continuamente in cerca di ispirazioni e tra i vostri feeds c’è ancora un po’ di posto – prima di resentare la pazzia, come i miei – vi consiglio di metterlo tra i preferiti.
p.s.
grazie a Manuela per la segnalazione

Se Vimeo è la versione più raffinata e meno nazionalpopolare di YouTube, ASCIImeo è quella nerd.
I video sono quelli di Vimeo, ma qui li trovate completamente destrutturati e rielaborati in codice ascii (e in tre versioni: a colori, in b/n e block).
Ecco un esempio.

Sinceramente è da qualche settimana che penso a come smaltire quelle quattro scatolette di biglietti da visita che giacciono nel cassetto della scrivania. Tra poco non mi serviranno più ed è veramente un peccato buttarli.
Ma al di là di quest’esigenza, ogni tanto ci troviamo con biglietti di nomi che non ricordiamo nemmeno, persone che hanno cambiato lavoro, persone che sono state licenziate e così via. Ho fatto una brevissima ricerca grazie al mio amico/nemico Google; confidando nel fatto che qualcuno, da qualche parte, abbia già risposto a quest’interrogativo.
Ho trovato solo questa segnalazione degna di nota sul blog [mini]marketing (così ho scoperto pure un nuovo blog).
Si tratta nientepopodimenoché della Business Card Race. Si possono organizzare campionati di ore, non so se avete presente.
Peccato che i miei biglietti siano in plastica trasparente. Accetto suggerimenti.

Se non sei un font-maniaco, che te ne fai di una & al giorno?
Probabilmente niente. Ma se pensi agli sfortunati bambini degli anni ‘80, con il loro Grillo Parlante Clementoni che la & non ce l’aveva proprio…

Un ottimo compromesso tra l’acquistare un paio di scarpe in un negozio ed il farsele fare su misura: sul sito australiano Shoes of Prey ci si può creare la propria scarpa, partendo da zero, o customizzando uno dei modelli che trovate nella gallery.
Le possibilità di personalizzazione sono tante ed il prezzo, tutto sommato, abbordabile (250/300 dollari australiani, pari a circa 160/190 €).
E visto che c’è sempre chi teme che poi, acquistando online senza averle provate prima, la misura potrebbe non essere quella giusta, Shoes of Prey si impegna a pagare a proprie spese l’intervento di un calzolaio della vostra città. E se neanche questo dovesse risolvere il problema, ve le rifaranno senza spendere un euro in più.
app.itize.us: una guida alle apps alternative per iPhone
Scritto il 15 gennaio 2010 da Simone Sbarbati.

Nel marasma di applicazioni dell’App Store di Apple spesso capita di farsi sfuggire piccoli gioiellini che – non avendo il budget per investire in campagne pubblicitarie – rischiano di passare inosservati.
app.itize.us è un sito nato proprio per segnalare le apps più interessanti, strane, originali e assurde.
Tra giochi, esperimenti, life organizers, guide di viaggio e tool per designers, c’è un po’ di tutto, visto con l’occhio dell’utente più creativo, che non si accontenta di scorrere la top 25 o di scaricare sempre le solite cose segnalate dai blogs applecentrici.
Se indovinate da che film è tratto questo frame probabilmente inizierete a seguire, se non lo conoscete già, ilovehotdogs.
Un blog dove i pezzi di storia del grande schermo, da quelli più famosi alle chicche di serie B, C, D e via dicendo, vengono raccontati per fotogrammi-chiave.
Se il film l’hai già visto, ti sembrerà di risentire, i dialoghi, le musiche, e di rivedere le inquadrature e le espressioni degli attori. Tutto in pochi secondi: il titolo innesca i ricordi e i fotogrammi fanno il resto.
Se invece non l’hai ancora visto, ti guardi qualche frame poi decidi se è il caso di andarsi a ripescare il file o il dvd.
Non sai cosa cucinare? Tastebuddi.es ti consiglia mix azzardati
Scritto il 12 gennaio 2010 da Simone Sbarbati.
Arriva un momento, nella vita, in cui ti trovi da solo a casa, lo stomaco brontola, i supermercati sono chiusi e ti manca lo stretto necessario per sopravvivere (pasta, pane, scatolette di tonno). A questo punto le opzioni sono tre: te la cavi piuttosto bene in cucina e qualcosa riesci ad arrangiare; esci e vai a mangiar fuori (ovvero quello che farei io); apri Tastebuddi.es e provi miscugli azzardati che solo un bimbetto in vena di esperimenti gastronomici potrebbe inventare.
Ogni volta che ricarichi la pagina Tastebuddi.es ti consiglia un mix. Che si rivelerà fantastico, o letale. Questo dipende dalla fortuna e dai gusti.
A me il caso ha voluto consigliare Kit Kat e polpette. Non oso immaginare…
Non è il primo e non sarà l’ultimo sito che offre la possibilità di riunire il proprio “me stesso 2.0″ in una sola pagina.
Ma Flavors.me è semplice da usare e poi siti come questi si provano giusto per passare una mattinata o un pomeriggio a personalizzare il layout e poi si abbandonano lì (tanto più che questo fa praticamente tutto da solo quindi non c’è niente da aggiornare).
Twitter, Facebook, i propri blog (via RSS), Tumblr, Flickr, Vimeo, Last.fm, Goodreads (ma non era meglio Anobii?) e Netflix tutti insieme.
Poi, certo, beato chi troverà la pazienza di seguirvi dappertutto!
Per ora Flavors.me è in fase beta e per aprire un account serve un invito ma basta una piccola ricerca su Google per trovare qualche password.
Me lo immagino il tizio che si è inventato Reknit: avrà una di quelle mamme che ogni volta che torni a casa ti riempie di sciarpe e maglioni fatti a mano che non sai più dove mettere; potresti indossare una sciarpa diversa per ogni giorno dell’anno, anche d’estate.
E allora si accende la lampadina. Come guadagnare qualcosa tenendo impegnata la mamma senza essere l’unico oggetto della sua smodata passione per il fare a maglia?
Semplice, apri un sito web.
Su Reknit basta mandare un vecchio maglione, 30$, ed ogni mese la cara mammina lo trasforma in qualcosa di diverso. Gennaio è il mese della sciarpa.
Il prossimo, lo decidono gli utenti. Volete un cappellino, un porta iPod, dei guanti o dei calzini?




