Archivio per 'magazines'
Ne ho sentito parlare in questi giorni, così, mentre stasera rientravo a casa, ho deciso di investire 5 euro nell’acquisto del numero di settembre di Vogue.
Numero che oserei rinominare: la trilogia di Vogue, più che altro. Tre bei mattoni tutti pronti per essere sfogliati; non par vero.
La chicca, per rimanere nel simbolismo del trio, è che la rivista si legge questo mese con degli occhialini 3D. Oh yes, diciamo che è quella la molla che mi ha fatto decidere di acquistarlo invece di consultare la versione online. Ne sanno sempre una più del diavolo.
Ero veramente curiosa del risultato e poi ho pensato: ‘vuoi che Vogue diffonda una sciocchezza’? Non sia mai.
E’ stata una sorpresa. A cominciare dall’articolo dedicato ai fiori e ai profumi: bouquet esplodono dalla pagine per arrivarti fino sotto al naso. Senza parlare del servizio di Miranda Kerr! Le sue forme e i vestiti! Oh sì, i vestiti visti in 3D sono spettacolari, sembra di poter sentire la texture sotto le dita, mi sembra di toccare le ruches o di spostare con un dito quella piuma di pavone!
Come esperimento mi sembra più che riuscito. Voi vi siete già accaparrate una copia?
p.s.
oggi, volenti o nolenti, è uscito fuori una specie di Vogue Day…
Continua…

Se non ricordo male, quando vi avevo parlato di quella cover per iPhone 4 in vendita da Colette vi avevo anche accennato alla FNO (in Usa tolgono la V).
Ora, ecco in poche parole di cosa si tratta. Una notte intera della seconda settimana di settembre sarà completamente dedicata alla moda. I negozi rimarranno aperti fino a tardi, ci saranno promozioni, presentazioni, eventi, aperitivi, incontri e molto altro ancora.
Chi ci sta dietro? Vogue, of course.
Sulla pagina dell’edizione di New York (il 10 settembre), avete una veloce spiegazione della manifestazione grazie a questo video diretto da Peter Lindbergh e con 14 supermodel d’eccezione:
In Italia (a Milano), la VFNO si terrò invece un giorno prima, il 9 settembre e comprenderà differenti eventi.
Potete scaricarvi il pdf completo di tutti i negozi che aderiscono con il loro relativo programma; durante la serata potete acquistare le t-shirt vip-customizzate messe in vendita a favore di ‘Adotta un albero’, seguire il premio Campari e o visitare i musei che prolungheranno l’apertura fino alle 23.30.
Vi abbiamo già detto tutto, ma se volete sapere gli ultimi aggiornamenti, consultate Vogue, of course.

Twitta tu che ti re-twitto anche io; grazie a twitter mi balza all’occhio un post di GD che avevo perso nel reader.
Eccolo qui: si chiama Sshhhh! ed è dedicato ad una lista di parole che andrebbero bandite da ogni rivista o blog o chedirsivoglia dedicato alla moda (lista fornita con nonchalance dall’amica che ha appena iniziato il proprio progetto editoriale: Velour).
Alcuni esempi di parole da bannare da subito: ‘in’, ‘trendy’, ‘fashionista’, ‘must-have’, ‘it’ e molte altre. Aiuto!
Leggetevelo, è veramente divertente.

New entry nel mondo dei magazine su carta – di quelli che hanno senso a rimanere su carta – Pop’Africana, come titolo suggerisce, è dedicato all’universo Africa, nella sua declinazione fashion.
Perché una volta spenti gli waka-wakariflettori, rimane un mondo tutto da scoprire.
Pop’Africana potete acquistarlo online direttamente sul loro sito, dove c’è anche un ottimo blog da aggiungere immediatamente ai propri bookmarks.
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Semiseri e assurdi, improbabili ma non impossibili, i trends per l’estate proposti da quel geniale magazine online che è DIS.
Se vi riconoscete in qualcuna di queste immagini significa che siete perfettamente avanti e lascerete un’indelebile (quando non raccapricciante) immagine di voi a tutti coloro che conoscerete quest’estate.
Se siete ancora peggio significa che non c’è ancora un magazine che vi sta dietro: portate pazienza e accontentatevi di vivere con due piedi non nel futuro, bensì proprio in un’altra dimensione.

H1, H2, H3, H4, H5, H6, H7, H8 e ora H9. Non ho affondato una super-corazzata giocando a battaglia navale: si tratta delle uscite di Heads Collective Showcase, fanzines monografiche di cui abbiamo già parlato in passato e dedicate, di volta in volta, ad artisti contemporanei.
E come reminder non c’è niente di meglio che aprire la propria casella postale e riceverne una copia: magnifica, come le altre che mi hanno mandato in passato.
Questo numero (che potete anche scaricare in pdf), con tanto di poster all’interno, è dedicato a Seba Lallemand, in mostra in questi giorni e fino al 15 settembre a Milano da Marsèlleria.
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Di questo particolarissimo magazine che pubblica solo interviste avevamo parlato in occasione dell’uscita del secondo numero.
Ora, in occasione della sua terza uscita, Klat torna con una grossa novità: il formato digitale.
Grazie alla collaborazione con Zinio ora è possibile scaricarsi la rivista per Mac, Pc e soprattutto iPad. E ovviamente, rispetto alla versione cartacea, si risparmia.
L’importante, che siate iPatiti o al contrario cultori della vecchia cara carta, è che non vi perdiate questo numero, tutto dedicato alle sfide ed alle tesi controcorrente.
Tra gli arredi carbonizzati di Maarten Baas, le fastidiose verità di Oliviero Toscani, la tecnofila semplicità di John Maeda, c’è di che leggere/pensare/criticare/sognare per il resto dell’estate.

Che il calcio non fosse esattamente la mia passione credo che in tutto questo tempo possiate ormai averlo capito.
A parte quelle a calcio balilla e i mondiali, dubito di aver mai visto altra partita dall’inizio alla fine.
E nonostante geneticamente io sia milanista, ammetto di aver avuto una gran simpatia per Mourinho, del quale seguivo le gesta dai giornali: cosa che un vero appassionato non farebbe mai, di simpatizzare per l’acerrima rivale, intendo.
Ad ogni modo non sono qui per parlarvi dei miei (non) trascorsi calcistici bensì di questo magazine nuovo di zecca, The Green Soccer Journal, che parla di calcio dal punto di vista di un designer.
Tra poco uscirà il numero 0. E sicuramente piacerà a tutti quelli come me.
Dopo il salto un po’ di immagini.
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Mondanità a 360°. Insieme a un bel gruppetto di blogger, Frizzifrizzi è stato invitato grazie a Lancia al cocktail d’apertura di ASVOFF tenutosi martedì scorso a Milano, presso Palazzo Morando (map).
A Shaded view on Fashion Film, è un festival cinematografico ideato dalla blogger Diane Pernet in collaborazione con Vogue. Dedicato al mondo della moda, questo progetto si pone l’obiettivo di cambiare le regole del gioco, allontanandosi dalle immagini statiche per avvicinarsi a quelle in movimento (dalle fotografie al film, per l’appunto).
Per l’edizione milanese, era possibile – fino ai primi di maggio – mandare il proprio video di un minuto ispirato al tema della luce per avere la possibilità di essere tra i vincitori. I due video premiati sono stati poi Miho Kinomura con “J’ai faim” e Zaiba Jabbar con “William Richard Green”; se volete, potete vedere i due filmati direttamente sulla pagina di Vogue.it
Durante la serata ho avuto modo di rivedere qualche vecchia conoscenza come Cécile ed Erica e qualcuna più recente come Alessandra, Claudia, Valentina Veronica e Chiara. Ovviamente eravamo circondate da una marea di personaggi, per fortuna c’è chi ha preso nota di tutto: se siete curiosi, qui ci sono le fotografie dei presenti.
Se il progetto cinematografico vi alletta ancor di più, siete in tempo per inviare i vostri filmati – entro il 30 giugno, qui il contest – e avere la possibilità di essere tra i vincitori dell’edizione autunnale (dove sarete giudicati anche da Tavi), online tutte le informazioni.
A seguire, come di consueto, alcune foto scattate durante l’evento e poi quelle ufficiali (more pics).
Nuova webzine tutta italiana – e tutta al femminile – fondata da una fotografa ed una stylist, Ilaria Gambi ed Alice Manfroni, che insieme ad un bel gruppo di contributors hanno da poco lanciato il primo numero di Alila Mag (Alila = Alice + Ilaria), di ispirazione floreale fin dalla copertina.
Alila si occupa principalmente di moda – ma c’è spazio anche per arte e design – con interviste, segnalazioni, editoriali e servizi illustrati.
Lo potete sfogliare online qui.
E se vi ritrovate nello stile potete anche partecipare ai prossimi numeri (non il prossimo perché ormai è un po’ tardi). Leggete qui come fare.

Cibo + arte + design. C’è di meglio nella vita?
Quelli di Food and Forms lo sanno e ci hanno fatto un magazine, Condiment, che esplora l’intersezione tra cibo e creatività e cibo e comunità.
Si tratta di un semestrale australiano: il primo numero – 72 pagine – è uscito il mese scorso.
Ne ho appena acquistata una copia. Speriamo che arrivi presto perché ho già l’acquolina in bocca!
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Là dove si interseca quello che per me (e spero anche per voi) è una serata figa, una serata tra amici, vecchie conoscenze da riabbracciare, nuove da abbracciare per la prima volta, un mare di foto da scattare, tanta roba da vedere che probabilmente non basterà un solo paio di occhi, micro-gruppi spontanei in cui ci si metterà a discutere del gran finale di Lost (che per quella sera sarà un ricordo ancora fresco, freschissimo) annebbiati dai fumi dell’alcool.
Là dove voi umani per una notte vi trasformerete in bestie e confusi e frastornati sarete immersi con tutti i sensi, amplificati a tal punto che quasi non vi ricorderete come si guarda, con cosa si ascolta e cosa si può e non si può toccare.
Ok, non esageriamo. Non è una serata a base di porno.
Sappiate solo che Bang Art dà un party, che il party è al Macro e che Roma sarà ancora più splendida del solito perché si dà il caso che in quei giorni ci sia Roma. The Road to Contemporary Art.
E poi?

E poi ci sono Mcbess & The Dead Pirates in concerto.
Per chi non lo conoscesse, Mcbess è un geniaccio e nella vita fa l’illustratore, di quelli che lasci gli occhi su ogni sua opera.
Nel tempo libero suona con la sua band, e gli riesce pure (molto) bene.

E poi c’è David Sena, che è di New York, fa il tatuatore e disegna con i fuochi d’artificio (?).
Non è una metafora: disegna davvero con i fuochi d’artificio.

E poi c’è il live painting.
Il bello è che quando gli artisti si mettono all’opera sui loro volti si stampano espressioni buffe come quelle dei batteristi.
Ma di solito i batteristi ce li hai sempre troppo lontani per goderteli. Mariachiara Di Giorgio, Marcello Crescenzi, LRNZ e Mklane invece sono talmente vicini che puoi tirargli i capelli.

E poi c’è Arnold Mario dall’O (il suo è uno dei 100 nomi del diavolo), che proietterà le sue opere.

E poi verranno distribuite le maschere bestiali (o fiere maschere) di Nacho Gil.

E poi Bang Art presenterà in anteprima l’ultimissimo numero che, se non l’avete ancora capito, è dedicato agli animali.
We Are The Be(a)st
Bang Art Magazine Party
@ Macro
p.zza Giustiniani 4, Roma
(vedi mappa)
26 maggio 2010
dalle 23,00

Questo dovete proprio vedervelo.
Due studenti, un proiettore ed una serie di diapositive prese su eBay più altre (tipografiche) create da loro.
Risultato? Un magazine online, Rotary, che è un piccolo capolavoro.
Una via di mezzo tra una mostra da vedere seduti sul divano e lo sbirciare un album di foto di uno sconosciuto.

Glass è un nuovo magazine inglese – ma con redazioni anche ad Hong Kong e Shangai – dedicato a moda, arte, design.
Oltre ai brands del lusso c’è anche spazio per nuovi designers, eco-sostenibilità, interviste a trendsetters e creativi, reportages.
Il primo numero, che vedete nelle immagini (qui sopra la copertina, il resto dopo il salto), ruotava attorno al tema della grazia ed è già andato esaurito in pochissimo tempo quindi tenete d’occhio le edicole, le librerie ed i negozi che lo distribuiscono – in Italia solo a Milano – per l’uscita del secondo numero.
Nel frattempo potete seguire il blog, per farvi un’idea sullo stile del magazine e capire se fa per voi oppure no.

Nonostante ci siamo dati la regola di non stare a segnalare tutte le uscite dei magazines (altrimenti Frizzifrizzi finirebbe per parlare solo di quello e per quelli disponibili su Issuu c’è comunque la nostra mini-edicola nella sidebar del sito) ho deciso di fare un’eccezione per Posi+tive Magazine.
Perché è da tanto che non usciva un nuovo numero. Perché è una delle migliori webzines italiane. E soprattutto perché l’ha fondata Giacomo Cosua, uno dei primi collaboratori di Freshcut e, anche se ci vediamo poco, un amico.
L’ultimo numero di Posi+tive, da scaricare o sfogliare su Issuu, è tutto dedicato a moda e politica. Strana accoppiata, ma il risultato è davvero ottimo.

Un magazine che comincia su carta e finisce su dvd: File Magazine arriva alla sua terza uscita e tra fotografia, pittura, design, moda e video da guardare ce n’è per sollazzarsi per un po’, dopo pranzo, seduti sul sofà con una bibita fresca accanto, e qualche cuscino pronto, ché poi arriva l’abbiocco (non per colpa del magazine eh!).
Continua…

Fare un magazine in 48 ore: sfida impossibile?
Forse una volta, con i nuovi media le cose cambiano: impossibile.
Quelli di 48 Hour Magazine lanciano la sfida e chiedono aiuto alla rete.
Per ora sul sito si raccoglie la disponibilità di chi ha voglia di partecipare. Poi, il 7 maggio prossimo, si inizia e a quel punto ci saranno 24 ore di tempo per inviare i propri lavori.
Le 24 che rimangono saranno impiegate a selezionare, tagliare, editare: ne usciranno un sito ed un magazine su carta.
Sissel Tolaas è una dei maggiori esperti mondiali di odori. E’un naso, come si dice in questi casi (e a proposito di nasi aspettatevi un’altra sorpresa, qui su Frizzifrizzi) ed ha creato profumi per Adidas, Comme des Garçons, Cartier e tanti altri, oltre a essenze ambientali per musei e negozi.
Ma Sissel Tolaas è anche uno scienziato ed un’artista: ha un’archivio di 6730 molecole profumate e quando viaggia e scopre qualche odore si porta via l’oggetto e poi se lo studia con calma in laboratorio.
Mrs Tolaas non crea solo profumi, ma anche l’esatto contrario: sudore, cacca di cane, panico, calzini usati (ne ha fatte ben 40 versioni). Lei studia poi ricrea combinando molecole come fossero ingredienti per una torta.
Il suo odore preferito? Quello di sua figlia, che ha 11 anni. Ha iniziato a studiarlo fin da quando è nata ed è riuscito a riprodurre anche quello.
L’ultimo numero di mono.kultur, magazine tedesco che pubblica interviste – ogni uscita una monografia su un artista diverso – è dedicato proprio a questo geniale naso.
E stampati sulle pagine della rivista, attraverso una speciale tecnica che imprigiona le molecole olfattive attraverso l’inchiostro, ci sono 12 puzze.
Sfreghi la pagina ed ecco che le senti.
Ho appena acquistato il magazine: appena mi arriva vi faccio sapere.


