Archivio per 'made in italy'

Design in Gabbia

Design in Gabbia

Scritto il 02 settembre 2010 da Simone Sbarbati.

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C’è chi vive minimal per scelta, per capriccio, perché va di moda… e chi invece è costretto a farlo.
Dietro alle sbarre le cose che mancano sono tante e gli spazi limitati, ma non la fantasia.

Design in gabbia, in questo caso, è da prendere nel senso letterale del termine: il progetto infatti è nato grazie al supporto di 40 detenuti che hanno ideato e creato – con il supporto del designer inglese (ma di base in Italia) Anthony Knight, dello studio Imegadito e dell’architetto e designer Raffaella Brunzin – con macchinari già presenti all’interno del carcere (la Casa Circondariale Santa Maria Maggiore a Venezia) quattro prodotti, pensati proprio partendo dal loro regime di vita “essenziale”.

Una shopping bag, un pouff, un pannello multiuso ed un grembiule, tutti realizzati in cotone e velcro (che serve per appiccicarci sopra gli accessori intercambiabili).

Trovate tutto da I Love Tourism, a Venezia, fino al 15 ottobre.
Less is more.

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Pommes de Claire

Pommes de Claire

Scritto il 30 agosto 2010 da Ida Ruggiero.

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Pommes de Claire (Le mele di Chiara) è un brand italianissimo ideato da Chiara Salvioli, grafica pubblicitaria, sarta e modellista mantovana.

Le linee degli abiti sono pulite e lineari, lo stile ci riporta indietro negli anni 50-60 ma in ogni creazione è sempre presente un pizzico di attuale stravaganza che conduce la nostra immaginazione verso una “nonna moderna” e al passo coi tempi.

Chiara ha le idee “molto chiare” anche riguardo al nome scelto che non è assolutamente casuale, la mela simboleggia tutti i sentimenti racchiusi nella sua passione di creativa dell’abbigliamento: la mela ha sempre accompagnato l’uomo nella sua storia, sin dall’inizio, partendo da Adamo ed Eva, passando per Newton fino a Guglielmo Tell, ancora nella favola di Biancaneve fino ad oggi con il sistema operativo Apple.

Potete acquistare le Pommes de Claire qui.

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A-lab Milano

A-lab Milano

Scritto il 09 agosto 2010 da Giulio Casagrande.

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Scenari bucolici? no, direi di no. Richiami marziani? neppure.

Nulla lascia detto questo video, lasciando spazio ad intuizioni sulla nuova collezione P/E 2011 di A-lab Milano. Cammina letteralmente su panorami quasi asettici ma forti. Mi ricorda un po’ Robert Mapplethorpe con i suoi eterei fiori maliziosi, ma pur sempre illibati. Sarà poi questa l’ispirazione?

Sicuramente la pre-collection rimanda a forme costruite come fossero fiori a taglio minimal, fiori che vengono poi citati nelle stampe, rivisitati, specchiati quasi si guardasse il capo da un caleidoscopo. Stampe che raccontano micromondi alla Joseph Cornell dove ogni capo potrebbe avere una propria storia indipendente ma unito agli altri racconta il fil rouge della collezione.

Mi sono un po’ perso a fantasticare su il come e il cosa di questa nuova collezione che verrà. Magari qualcosa ho indovinato, oppure non ci ho azzeccato nulla?

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Fara Collection FW2010/11

Fara Collection FW2010/11

Scritto il 07 agosto 2010 da Francesca Arcuri.

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Di Tiziana Fara e della sue borse Fara Collection abbiamo già parlato più volte, sia io che Simone. Vi abbiamo anche presentato le sue borse ottenute lavorando le scatole delle mitiche Pastiglie Leone, adesso sono arrivati i nuovi gusti di caramelle e di borse e noi, golosi come siamo , non potevamo fare a meno di farvele assaggiare !

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Elle & Dee Bags

Elle & Dee Bags

Scritto il 06 agosto 2010 da Francesca Arcuri.

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Se per le scarpe con il passare degli anni la comodità è diventata, mio malgrado, un elemento determinante nella scelta, per le borse invece ci rinuncio sempre più spesso…

Per esempio, nonostante non siano proprio pratiche, apprezzo moltissimo le buste. Penso che dopo averci fatto l’abitudine , un paio di mesi basteranno, regàlino una gestualità molto affascinante, femminile e misteriosa. Specie se alla busta accompagnate dei guanti di pelle!

Quelle che vedete nelle immagini (qui e dopo il salto) sono di Elle & Dee.

Essenziali, sono realizzate in pelle, utilizzando pezzi unici di nappa che sono poi trattati e lavorati singolarmente per un effetto finale che ne garantisce l’unicità, visto che ogni pezzo di nappa ha una propria sfumatura di colore.

Ogni borsa si distingue dalle altre oltre che per la scelta del pellame anche per quella delle variopinte fodere, un interno fatto di pois o fantasia floreali che conferisce un tocco originale e un po’ retrò ad ogni modello.

Potete scegliere la grande pochette da infilare sotto il braccio o la minibusta racchiusa in una mano.

I modelli sono disponibili in vari colori, dal nero al tortora, dal cammello al marrone. Potete acquistarle on line da Picboutique.
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Ruphus

Ruphus

Scritto il 06 agosto 2010 da Simone Sbarbati.

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Sarà che in questi giorni sono a Senigallia, dove per il Summer Jamboree gli anni ‘50 li trovi (dettagliati come un documentario, o cheap come le t-shirts d’imitazione di un mercatino) dietro l’angolo, ma la mail di Ruphus, giovane brands fondato da una neo-mamma romana ma di base a Torino, è arrivata al momento giusto.

Da questi parti borse, pettini, cerchietti e bijoux – tutti pezzi unici realizzati con scarti di magazzino e pezzi vintage abbinati a tessuti di qualità – si sarebbero fatti largo tra camice hawaiane, occhiali alla Buddy Holly e pettinature alla Betty Page.

I prodotti Ruphus li trovate online da Not Just A Label oppure potete scrivere una mail a ruphuslife@gmail.com.
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Spektre: nulla ethica sine aesthetica

Spektre: nulla ethica sine aesthetica

Scritto il 02 agosto 2010 da Simone Sbarbati.

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Pecunia non olet, pensava il giovane trader milanese quando, guardando i classici occhialacci cialtroni da bancarella, decise di mettersi a disegnarne di suoi e lanciarli per lo stivale sotto il diabolico nome di Spektre (nomen omen?).

Ab imo pectore poi, a posteriori, forse se ne pentì.
“Qua lavoro 12 ore al giorno e mi è venuta l’ansia per tutto. Benvenuti nel mondo della moda” scrisse al sottoscritto solo qualche giorno fa.
Ma nihil sine magno labore vita dedit mortalibus, quindi si va avanti. E alla grande.

Da poco sono uscite le nuove linee: nulla ethica sine aesthetica e memento audere semper.
Li vedete dopo il salto e li acquistate sullo store di Unotre.
Amen.

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GAN

GAN

Scritto il 31 luglio 2010 da Ida Ruggiero.

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GAN nasce da un’idea di Gaia Fredella, laureata in Scienze dei Beni Culturali, con Master in Art and Design Management e con una passione smodata per la moda.
Il brand è nuovissimo, infatti Gaia è alla sua prima collezione che conta circa 15 capi tra cui blazer, bluse e abiti da cocktail dalle linee eleganti ed essenziali.

GAN offre la possibilità di realizzare l’abito su misura e di scegliere il tessuto con il quale si vuole riprodurre il capo scelto, così da poter avere un abito personalizzato ed unico.

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Byg Bang SS2011

Byg Bang SS2011

Scritto il 30 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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Quelli di Byg Bang ci hanno ormai abituati a bizzari ibridi degni de L’isola del dottor Moreau: a partire dalle felpe con i guanti, per arrivare alle t-shirts con mega taschini, passando per i blazer in felpa.

Per la prossima primavera-estate non potevamo non aspettarci ulteriori passi sulla strada del mash-up dei capi. E se la matematica non è un’opinione e se cardigan + t-shirt = cardtee e cardigan + scialle = cardsciall, siete pronti per la Rock Collection SS2011, tra montgomery in felpa, t-shirts con zip stile biker, cardigan con cappuccio, cintura e spacco sul lato b, bermuda con marsupio frontale e cavallo che più che basso è nano, oltre ovviamente alle t-shirt (con taschini o senza).

Le anteprime le trovate dopo il salto.

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Monoty FW2010/11

Monoty FW2010/11

Scritto il 30 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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I ragazzi di Monoty ci hanno appena mandato alcuni scatti della loro nuova collezione FW2010/11 dove per la prima volta, oltre a felpe e t-shirts (tutte con nuove grafiche), introducono nuovi capi: cardigan in felpa a 5 bottoni, con cappuccio o girocollo e felpa a collo alto.

Un piccolo passo verso la maturità, di un brand giovanissimo ma che si è già fatto conoscere sul web e nei negozi per uno streetwear dall’ironia maccheronica che ha avuto, da queste parti, non poche critiche in passato.

Dopo il salto altre immagini della collezione.
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Frizzi-gift: and the winner is…

Frizzi-gift: and the winner is…

Scritto il 29 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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Con un imperdonabile ritardo dovuto all’atmosfera già vacanziera che si respira da queste parti e al fatto che questo era l’ultimo Frizzi-gift di questa stagione e volevamo prolungare il brivido della vittoria (o mancata tale), eccoci finalmente a decretare i tre vincitori delle tre fantastiche e mangerecce creazioni del giovanissimo brand italiano Hatdicted.

Rullo… di tamburi.
Ecco i vincitori, scelti da sua imparzialità random.org.

L’headcake se lo porta a casa Stefania, a caterina arriverà la gingerbread headband mentre en potrà indossare prestissimo la sua biscuitbrooch.

Per tutti gli altri: avete tutta l’estate per lavorare su karma e fortuna, ma nel frattempo qualche bell’acquisto Hatdicted lo potete fare qui.

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Joh*Sarda

Joh*Sarda

Scritto il 29 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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Inizio questo post con una semplice valutazione che, dal punto di vista del sottoscritto, è un dato di fatto.
La stragrande maggioranza delle segnalazioni da parte di brands italiani, grossi, medi o piccoli che siano (quindi tramite mail dei diretti interessati o dei vari uffici stampa) ci arrivano da Milano e dintorni, poi a seguire: Veneto, Torino, Firenze, Roma e poi c’è tutto il resto. E – mi spiace dirlo visto che vengo anch’io da un puntino minuscolo della macro-zona chiamata Tutto il Resto - lì, qui, manca quella cultura della comunicazione e dell’immagine che come un erogatore spray spruzza e ricopre il prodotto di una liscia patina di coolness e lo fa attraverso un uso (o un non-uso) consapevole di comunicati, siti web, social networks, campagne, collaborazioni, sponsorizzazioni. Nel posto giusto, al momento giusto.

E chi vive in Tutto il Resto, senza un cordone ombelicale attaccato alla grande M(ilano) ha spesso in mano un’erogatore spray che quando spruzza lascia un retrogusto naïf. E quando sei abituato all’altro profumo, la differenza la senti subito. Ogni tanto, però, è anche bello mettersi il profumo sbagliato.

Perché, lo ammetto, se Joh*Sarda fosse stato un progetto milanese, uno dei tanti – spesso molto molto simili tra loro – che arrivano nella mia casella mail, probabilmente non ne avrei parlato.
Avrebbe avuto un sito web volutamente retro, poche informazioni ma buone, le foto giuste, un hipsterico party in programma, le idee chiare, chiarissime su tutto.

Joh*Sarda invece arriva dalla Sicilia, progetto di un fittizio italo-americano (dietro a cui si celano tre ragazzi) che fa t-shirts che giocano sul glocal e polo artigianali che vanno sotto l’azzardatissimo nome di Artisanal.
C’è qualcosa di storto, insomma. Ma in Tutto il Restolandia può essere proprio quella la carta vincente.

I prodotti Joh*Sarda per ora sono in vendita solo in Sicilia ma li potete acquistare online (qui da uomo e qui da donna).
Spediscono anche a Milano ;)

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Brasash

Brasash

Scritto il 28 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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199 pezzi in edizione limitata per una serie di t-shirts che Brasash, nuovo brand/no-brand italiano ha commissionato ad una serie di artisti lasciando loro la totale libertà d’espressione.
In cotone organico, stampate con colori ad acqua e numerate a mano una ad una, tra i 12 modelli di t-shirts ce ne sono alcune niente male.
La mia preferita: questa, ovvero quello che vi disegnerebbe un leghista fatto di psicofarmaci se gli chiedete di re-inventare la ruota.

Le t-shirts Brasash (da oggi anche con l’ammorbidente! Ok, scusate l’umorismo soapy) le potete acquistare online. I prezzi vanno dai 24€ ai 28€.

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Les envers

Les envers

Scritto il 27 luglio 2010 da Ida Ruggiero.

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Sara Turatello, 26enne bolognese, ha studiato alla Marangoni e lavorato per Armani Junior, ma stanca della vita aziendale decide di creare il suo marchio di borse: Les Envers.

Il suo motto è mi sono rotta le scatole: ogni borsa infatti è realizzata con scatole di riciclo, è un pezzo unico, ed ha un proprio nome identificativo, quasi come un’amica che ti sta accanto: Adelaide, BertillaCelestina

Potete contattare Sara via mail qui oppure su fb!

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Button Noise SS2011

Button Noise SS2011

Scritto il 26 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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Dalle prime sbottonatissime/abbottonatissime felpe, i veronesi di Button Noise sono cresciuti e dal capo unico sono ormai arrivati alla loro terza collezione.
Per la prossima primavera-estate il bottone rimane il dettaglio-feticcio, punto di partenza attorno al quale poi ruotano idee, asole ed alamari. E alla felpa-simbolo si vanno ad aggiungere cardigan, gilet, t-shirts, doppiopetto e cappucci.

Ciò che non cambia (oltre all’espressione del modello del lookbook) è la voglia di sovvertire, ma senza urlare ad improbabili rivoluzioni, i capi più familiari di ogni guardaroba: con semplicità, coerenza e puntando tutto su qualità
(tessuti e lavorazione sono made in Italy) e personalizzazione (il cliente finale può scegliere come abbinare colori, tessuti, bottoni).

Per tutte le informazioni, o semplicemente per “attaccar bottone” potete scrivere a questo indirizzo: buttonnoise@gmail.com.
Dopo il salto altri pezzi della nuova collezione.
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Camo FW2010/11

Camo FW2010/11

Scritto il 21 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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Camo è in piena campagna elettorale.
Camo mi manda mail con foto enormi che non riesco a non guardare e poi la notte mi sogno l’uomo Camo che mi affabula e mi stordisce con trovate da circo, nani e ballerine (nascosti dietro ai tendoni, se ne escono solo in sogno come il nano dell’agente speciale Dale Cooper in Twin Peaks).
Camo va avanti e indietro nel tempo come gli pare: prima mi fa vedere la prossima primavera-estate, poi mi torna all’autunno-inverno che però lui sa che io che lui sa che ho già visto da New Store, dove un paio di calzini rossi mi sono entrati prima nel cervello e poi nella borsa.
Camo sa che tanto siamo tutti sotto al tendone, che non è che ’sto tendone può star su per molto ma che lui è il domatore, il presentatore, il clown, il cinese e l’uomo forzuto tutti assieme.
Camo ghe pensi mi (disse il nano).

Guardatevi la collezione: quest’anno Camo è nella mia top-tutto 2010/11.
Mi basta solo il jingle giusto e per l’anno prossimo, se c’è ancora il tendone, voto Camo su tutta la linea.
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What’s more alive than you: le prime creazioni

What’s more alive than you: le prime creazioni

Scritto il 20 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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Dopo aver segnalato le prime due call for submissions del bellissimo progetto What’s more alive than you, attendevamo con ansia i primi risultati “tangibili”.

A settembre verrà presentata la prima collezione ufficiale di questo nuovo brand di accessori made in Italy pensati da giovani designers di tutto il mondo ma nel frattempo ecco qualche immagine dei primi pezzi.
Sarete d’accordo con me nel dire… wow!

Qui sopra, in alto a sinistra, le borse di Akiko Tanakashi, 30enne di Tokyo alla sua prima esperienza con il fashion design: amante di vecchi oggetti e stampe antiche, per le sue creazioni ha voluto mixare tradizione e modernità.
In alto a destra le scarpe di Akahito Shigemitsu, giapponese anche lui, 28enne e studente di interior design. Ispirate alle tradizionali calzature Geta, modernizzate nella linea e nei materiali (pelle e tessuti preziosi combinati a materiali riciclati, per un peso di soli 223 grammi).
In basse due paia di scarpe create da Liza Fredrica Åslund, 30enne svedese che ha realizzato le sue Recycled Shoes utilizzando pelle di capra e, per i tacchi, pezzi di sedie e tavolini. Per i colori ha usato tinture naturali.

Qui sopra, in alto a sinistra, le scarpe di Premrudee Leehacharoenkul, studentessa tailandese in product design, attualmente a Milano per lavorare alla sua tesi. Le sue Sushi Covers sono ispirate – com’è facile immaginare – al sushi. L’esterno è in pelle di canguro, l’interno ha la fodera di capra abbinata a pelle di razza (con la sua texture sferica è anche massaggiante!).
In alto a destra la Pebble Bag di Tomás Trenchard, 31enne studente irlandese che dice di essere nato in una grotta, come i nostri antenati primitivi, visto che non riesce a stare per più di tre ore in un posto chiuso. La sua borsa si ispira alle forme e ai colori della natura ed assomiglia effettivamente ad una pietra levigata: manico in legno e due “gusci” realizzati con una pasta di sabbia e carta poi resi idrorepellenti da una speciale vernice.
In basso due creazioni di Victoria Geaney, studentessa di fashion design a Londra, che ha presentato due floreali paia di scarpe naturali al 100%.

Ora non resta che aspettare settembre per vedere il resto ma viste le anticipazioni direi che potete già ufficialmente iniziare a fremere.

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Madson Discount AW2010/11

Madson Discount AW2010/11

Scritto il 17 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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La mucca di Madson Discount – mucca italiana, per “ciccia” di qualità – respira, beve, rumina pop.
Col suo sguardo tranquillo e quasi ascetico va a pascolare un po’ ovunque, poi prende un po’ di qua e un po’ di là. Assimila con calma e digerisce, uno stomaco alla volta, e ad ogni stagione se ne esce con una collezione citazionista.

Per il prossimo autunno-inverno la mucca ha deciso: nel suo discount arrivano le sue felpa-versioni di due tra i prodotti più iconici di sempre.La zuppa che piaceva anche al papà di tutti i pop-ruminanti, Andy Warhol e Il Whiskey Americano per eccellenza.

I prodotti Madson Discount li trovate in tutta italia (qui trovate i negozi) e presto anche sullo shop online.
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Frizzi-gift: Hatdicted

Frizzi-gift: Hatdicted

Scritto il 14 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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Raffaella e Clizia le ho scoperte per caso, grazie ad un commento che hanno lasciato sotto ad uno dei nostri post.
Il link portava su Not Just A Label dove le due hanno un profilo registrato a nome Hatdicted, nonché una divertente collezione di cappelli, spille e cerchietti.
Incuriosito le ho subito contattate.

Esce fuori che entrambe si stanno per laureare in fashion design alla Naba di Milano e che sono amiche fin da bambine.
Hatdicted nasce da un progetto che hanno iniziato in accademia e che poi è partito, come spesso succede, per la tangente.
Hanno da poco lanciato la mini-collezione Headcakes e tra pretzel, bisocotti, gingerbread e tortini, di dolcezze da indossare ce ne sono in abbondanza.

Da pochissimo è attivo anche lo shop online su Etsy ma si da il caso che tre fortunate lettrici non dovranno sganciare un euro per avere uno dei loro accessori.
In palio questa settimana, infatti, ci sono ben tre creazioni Hatdicted: un headcake, una gingerbread headband, ed una biscuitbrooch.

Come partecipare?
Basta che lasciate un commento.
Poi sarà il caso a scegliere chi si porterà a casa l’headcake (primo estratto), la headband (secondo estratto) e così via.
Avete tempo fino a domenica!

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Camo SS2011

Camo SS2011

Scritto il 14 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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Dalle cascine del bergamasco ai pascoli del biellese: viene da qui – da vallate dove ammazzarti di fatica è routine quotidiana (L’albero degli zoccoli di Ermanno Olmi), da prati dove condurre in solitaria il bestiame sotto i cieli stellati e su per salite spacca-gambe (Fame d’erba e Lassù gli ultimi di Gianfranco Bini) – l’ispirazione per la collezione SS2011 di Camo, presentata durante l’ultima edizione del Pitti Immagine Uomo dove il giovane brand italiano fondato da Stefano Ughetti era tra i finalisti del concorso Who’s Next.

Una Country Collection dove la campagna più che un luogo fisico – che si restringe sotto l’avanzata di quartieri dormitorio, multisala e villette in montagna – è uno stato mentale che racconta chi sei e da dove vieni.
E oltre il lookbook, appena girato l’angolo, sembrano spuntare i nonni di una volta, quelli che si vestivano bene solo la domenica.

Idea per la prossima estate: prendetevi un completo Camo poi andatevi a ripercorrere le tappe di questo fantastico libro.
Continua…

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