Articoli scritti da Luciana: 22

E poi dicono che i treni sono la rovina d’Italia. Molto spesso, sono proprio i vagoni lerci di quegli Intercity improbabili a creare gli incontri che non t’aspetti, a connettere le persone, a favorire lo scambio di idee. Ne ho avuto un’ulteriore conferma giovedì scorso, quando sul Milano-Bologna mentre ero intenta a spolpare il mio freschissimo Vanity Fair odo l’italico idioma che richiama alla mia terra, la Puglia, e mi ritrovo ad ascoltare di collezioni, buyer e..moda.
Non posso certo tacere, ed è così che conosco Antonio Romano, 26 anni, che dalla natia Lesina (piccolo paese nel Gargano) ha macinato kilometri in giro per il globo tra Tokyo e Parigi, prima di arrendersi a tornare in Italia e più precisamente nell’ineluttabile Milano per un nuovo progetto lanciato all’ultimo White di settembre. Sto parlando della linea CumForBreakfast (ancora in costruzione: le immagini le vedete su Myspace) realizzata insieme a Francesco Alagna, che gioca ancora una volta sulla più pop delle icone fashion, la t-shirt.
Le taglie sono quelle oversize, di genere non se ne parla (sono rigorosamente unisex) e i grafismi che le arricchiscono sembrano usciti dai deliri di un pittore informale: creature antropomorfe con la testa a forma di specchio, esseri simili ad animali con arti smisurati, figli di un incubo metropolitano. Dopotutto è questo il grande potere delle t-shirt, la vera e più democratica tela dei nostri tempi che permette ad ognuno di esprimere le proprie idee.
Dopo il salto altre immagini [...]

La semplicità rende geniale un oggetto di design. E’ quello che ho pensato quando mi sono imbattuta in Totseat, il seggiolone da borsetta che avrei tanto voluto avere il giorno del mio matrimonio.
Detto così sembra strano, ma lo è di meno se si pensa che improvvisamente, quel giorno, dopo aver curato nei minimi dettagli il sitting plan dei miei ospiti, vengono a comunicarmi che non ci sono seggioloni a sufficienza per tutti i bambini! Insomma,nel Paese col tasso di natalità più basso al mondo, da dove spuntavano tutti questi bimbi?
Evidentemente abbiamo ricominciato a fare figli, come qualcuno dalle parti di Frizzifrizzi ci ha insegnato.
Ben vengano allora le idee pratiche come Totseat che trasforma una qualsiasi sedia in un seggiolone, facendo la gioia soprattutto dei genitori-globetrotters. In pratica si tratta di un’imbragatura di tela adattabile a qualsiasi seduta e che, una volta ultimata la pappa, si può piegare e mettere in una piccola borsa. E poi il bimbo in questo modo non si ritrova “isolato” sul seggiolone ma siede a tavola insieme agli altri.

L’idea mi è parsa subito geniale. Il jeans è l’unico capo d’abbigliamento che ha attraversato indenne tutto il secolo scorso e che ancora oggi viene usato – ed abusato – in qualsiasi variante. Ora, che qualcuno abbia pensato di “costruirci” sopra, letteralmente, dei materiali preziosi per farne un gioiello, è una notizia.
Lui è Manuel Bozzi, uno che preferisce definirsi per quello che è, anzichè trovare appellativi cool buoni per le riviste patinate: un artigiano della materia. Insieme agli stilisti Marithé e François Girbaud ha presentato all’ultimo White Homme – salone milanese che mette insieme l’avanguardia del settore – il Jeanswell ovvero, il Jeans-gioiello.
Quello che il Clan Banlieue – laboratorio creativo capitanato da Manuel Bozzi – ha partorito non è un prodotto seriale (non sarà sicuramente alla portata di tutti) ma è comunque apprezzabile nella sua componente creativa. Su ogni singolo paio di jeans viene costruito ad arte un gioiello: che siano spille da balia, semplici elementi metallici, rivetti e bottoni, tutti sono personalizzati, disegnati e scolpiti.
Il materiale prevalente è l’argento con pietre preziose colorate, ma sono previsti modelli anche in oro e diamanti. Magari non potrò permettermi mai la versione dotata di “brilli” ma vi dirò, l’idea di avere un jeans accessoriato tutto mio non mi dispiace affatto.

Fashion victim a chi? Sembrerebbe questo il motto dei creatori di Reale, Camilla Giacomini e Daniele Scaboro. Per scoprire cosa fanno è inutile smanettare su internet. Bisogna invece visitare il loro primo nuovissimo store a Milano, in via Brisa 15 e scoprire l’idea della moda di cui vogliono farsi promotori. Se siete tra quelli che ogni stagione si liberano di abiti usati per far posto alle nuove collezioni, allora questo non è il posto per voi.

Qui la moda diventa slow, ed è fatta da laboratori che creano abiti immuni alle tendenze, ecofriendly, e che promuovono l’interazione diretta con il cliente che può inventare, disegnare, proporre modelli che vengono poi votati dai frequentatori del negozio e portati in produzione con il nome del loro ideatore.
Anche l’arredamento dello store segue quest’ottica; costituito, in prevalenza, da mobili e oggetti antichi, che hanno lo scopo non di promuovere il vintage ma di mostrare – ancora una volta – quante “vite” possono avere gli oggetti.
La prima collezione primavera/estate 2008, dedicata unicamente alla donna – i maschietti dovranno aspettare – è composta da una trentina di modelli dal sapore sport-chic realizzati prevalentemente in cotone-modal, viscosa elasticizzata, felpa biologica.
REALE
via Brisa 15, Milano
(vedi mappa)

Piccola premessa: il Cosmoprof per una beauty addicted come me equivale ad una sorta di paese dei balocchi. E’ vero che negli ultimi anni il carrozzone di quella che è considerata la più importante manifestazione del settore ha un po’ deragliato, per certi aspetti. Ma per fortuna gli organizzatori non si stancano mai di dare nuovi input. Così, sabato mattina, armata di buona volontà mi sono addentrata nella selva umana dei padiglioni della Fiera, popolata di creature dalla pelle color biscotto, extension biondissime e unghie che farebbero un baffo a Florence Griffith.
Non c’è che dire. L’ideale di bellezza che sembra emergere da queste parti è perfettamente coerente con l’ospite più illustre di questa edizione della fiera. Per quanto mi riguarda, lo stand tutto rosa che ha ospitato le performance della bella ereditiera Paris non era tra i miei punti d’interesse e così mi sono catapultata al breakfast per lo Stephen Jones’ Peep Show nel Cosmoprof Lounge. Il nome volutamente voyeur aveva catturato subito la mia curiosità (in inglese significa “scatola contenente filmini o diapositive visibili attraverso un foro” o anche ragazze nude dietro un vetro!) e quando poi ho letto il nome di Anna Piaggi, storica penna del fashion italiano, nonchè prima fan accanita dei cappelli del coutourier, non ho avuto più esitazioni.

E così, lei e Mr Jones hanno accompagnato i giornalisti a dare una sbirciata alle stanze di un immaginario Stephen Jones’ Hotel dietro le cui porte si celavano alcune tra le più bizzarre creazioni dell’artista. Gambe di Barbie, cespugli di rose, corsetti e reggiseni si trasformano in copricapi creati per i più grandi stilisti, tra i quali Galliano che spesso usa le sue creazioni proprio come punto di partenza per i suoi bozzetti.
Passando alle novità vere e proprie del Salone, a parte quelle più bizzarre come caviale e sanguisughe che sembrano studiate apposta per attirare l’attenzione della stampa, credo che siano i prodotti biologici, quelli con un’anima etica, a costituire la vera novità. Uno di questi è il sapone artigianale della Fattoria Belcanto che ha un bassisimo impatto ambientale (infatti fa pochissima schiuma) ed ha un packaging assolutamente eco-friendly.
Tra le profumazioni, invece, a colpirmi è stato il primo profumo antidepressivo che sbarca in Italia proprio a partire da oggi. Si chiama Smiley. Dai una “sniffata” e i livelli di serotonina schizzano.
Le amanti della ceretta inguinale invece potranno avere un nuovo prezioso alleato. Parlo di Bikinelle, che a prima vista sembra una mini cazzuola colorata, uno di quegli attrezzi che usano i muratori e invece non è nient’altro che una specie di formina da utilizzare per dare la forma che si vuole alla propria…

Infine, ultima scoperta, The kitchen of fashion (vedi immagine qui sopra). In pratica, una fucina di creativi guidati da Antonella Bentivoglio d’Afflitto. D’origini campane, con un passato da scenografa, alleva – è proprio il caso di dirlo – giovani menti e designer come Puella, Agata della Torre e tanti altri, per i quali ha pensato a dei percorsi di vendita insoliti, accostati per lo più a centri benessere e beauty farm, ovvero luoghi dove, invogliati dal relax, si diventa più ricettivi verso ciò che è nuovo e creativo. Il sito non è ancora operativo. ma quelli che volessero saperne di più possono scriverle a questo indirizzo: info@thekitchenoffashion.it.

Qualche anno fa Angela, una bella ragazza riccioluta di origini calabresi, incontra Birama, arrivato dal Senegal col suo carico di colori e tessuti che si ispirano ai vestiti patchwork dei baye fall (una comunità religiosa del Senegal). Da questo incontro nasce Ndjaxass, atelier che inaugurerà, con una performance a metà tra moda e arte, lo Human Rights Nights Film Festival il prossimo 12 aprile, negli spazi del Dipartimento di Musica e Spettacolo, a Bologna.
La nuova collezione si chiama art-couture perché prende vita da tessuti dipinti a mano dall’artista senegalese Moussa Traorè. E si tratta infatti di vere e proprie opere d’arte da indossare dove gli abiti sono simili a tele dipinte, le cinture ricordano le campiture di colore dei quadri faveau, e gli elementi – diciamo così – “occidentali” si fondono con quelli afro, in uno strano mix che di sicuro conquisterà.

Lo storica azienda emiliana Furla è stata capace, negli ultimi anni, di dare una forte personalità al proprio marchio, portato ad organizzare iniziative lodevoli come il Premio per l’arte.
Ecco perchè non mi stupisce scoprire che nel nuovissimo concept store inaugurato in Corso Vittorio Emanuele a Milano, ci sia uno spazio dedicato al Talent Hub, il progetto di ricerca con il quale Furla collabora con i designer internazionali più interessanti.

Una capsula di legno che contrasta con la resina che caratterizza i piani superiori, dove il cliente-visitatore comincia la sua passeggiata, accompagnato da una grande scultura di ferro, laccato nero, di 15 metri: una serie di leggerissimi nastri diventano mobili espositori che come fogli, entrano l’uno nell’altro, creando un elemento sinusoide, battezzato “la curva”.
Qui troveranno spazio tutte le categorie merceologiche diverse – dalle borse ai gioielli, dagli occhiali al cachemire – da scoprire quasi come se fossero un’installazione.

E’ bastato che la divina Kate Moss li indossasse in occasione del Festival di Glastonbury, all’apice della sua tormentata storia con Pete, per farne un pezzo cult degli inverni piovosi. Sono gli stivali antipioggia, saliti ormai agli onori del fashion kit di ogni pulzella metropolitana che si rispetti.
Anche se le nostre strade non navigano nel fango e i giorni di pioggia vera ormai scarseggiano, molte si divertono a sfoggiarli ai piedi, magari in montagna, al posto dei Moonboots. Tra le griffe più gettonate c’è proprio quella preferita da Kate, gli Hunter, mentre Burberry, per la prossima primavera, ne ha lanciato uno con le borchie dorate.
Ma il bello di questo accessorio è che ci si può davvero sbizzarrire in colori e fantasie a volte improbabili, che di sicuro renderanno più allegre le giornate più uggiose.

Clizia Ornato è ormai una certezza nel panorama delle designer di gioielli del nostro tempo. Amata dalla riviste patinate ma anche dalla gente che adora i suoi bijoux pieni di carattere.
Mi raccontava durante un’ intervista che una volta, ad esempio, un pasticciere le richiese uno dei suoi bracciali in pelle con un francobollo a tema “dolciario” da regalare alla moglie…
Proprio i bracciali con i francobolli saranno in mostra in occasione di Touch! neoZone cloudnine, i saloni di Pitti Immagine dedicati alle collezioni donna autunno/inverno 2008-2009, a Milano, negli spazi di Via Tortona, dal 21 al 24 febbraio prossimo, in occasione della settimana della moda.
Insieme a questi ci saranno anche i gioielli della collezione kimono: collane-cravatte e anelli realizzati con antichi kimono giapponesi.

Ricordano tanto le biglie che i ragazzi degli anni 70 e 80 si divertivano a collezionare in un sacchetto, quelle che – quando ci guardavi dentro – ti sembrava di vederci qualsiasi cosa; l’occhio di un serpente, un buco nero cosmico…
Invece quelle della designer Giulia Baccarani sono infilate a formare collane bellissime, che nascono dall’arte sapiente di lavorare il vetro a temperature altissime. Lei ha imparato dagli artigiani di Murano e ora le sue creazioni stanno diventando sempre più ricercate, a metà come sono, tra un gioiello e un talismano.

Ma perchè mi piacciono sempre le cose più costose?
Ho pensato osservando su Net-a-porter i prezzi degli abiti della nuova collezione Jovovich-Hawk per la prossima bella stagione.
La modella-attrice Milla Jovovich (musa di Luc Besson) firma dal 2003, insieme alla collega Carmen Hawk una linea di abbigliamento molto ma molto carina.
Un po’ figlia dei fiori, un po’ hippie neoromantica, la collezione della prossima primavera estate è fatta di abitini peplo, delicati come sottovesti, simili quasi a lingerie.
Bellissimi gli abiti e i top con giochi di ricami a traforo.
Per ora, chi ne avesse le risorse, può acquistarli online su Net-a-porter.

Aveva già parlato di loro Francesca in un post precedente [leggi l'articolo], quando aveva scoperto le creazioni dei i Leitmotiv da I love Shopping, uno dei negozi bolognesi dove si possono toccare con mano le creazioni di Juan Caro e Fabio Sasso.
E sono stati proprio loro a rendere più piacevole il mio rientro dalle ferie visto che avevo in agenda la loro sfilata Primavera/Estate ambientata negli spazi del Raum di Bologna.
Dopo il salto, un po’ di foto dei modelli più significativi: l’alta sartorialità di certe conturbanti camicette e di quelle gonne plissé fasciate in vita da bustier arabescati è notevole. Un po’ pin-up anni ’50, un po’ diva anni ’30, le creature disegnate da Leitmotiv incedono svolazzanti come farfalle (n.b. quelle grandi e colorate che hanno tra i capelli sono splendide!) velate di seduzione.
Il nude look tanto caro a Yves Saint Laurent è abbinato a vertiginosi hot pant. Infine, il connubio con l’arte che caratterizza fin dagli esordi la loro moda è evidente negli accessori: decolletè open toe decorate di motivi optical o ricamate con frange colorate s’accompagnano a splendide borse dipinte che sembrano venute fuori da una favola.
La sfilata è finita, i modelli escono tutti in scena, insieme a Juan e Fabio che si godono i meritatissimi applausi. Non vedo l’ora di ammirare la vostra prossima collezione ragazzi!

Ho sempre preferito fare i regali più che riceverli (che bugiarda!). Ecco allora una lista semi-veritiera di quello che mi piacerebbe regalare alle very important people della mia vita:
1. Un abbonamento a Vanity Fair America al mio papà.
2. La borsa delle borse: una meravigliosa creazione di Monsieur Galliano per la mia amica shopalcholic.
3. Al mio fidanzato un regalo per due (quindi anche per me): un biglietto per due per scoprire l’Africa in un lodge all’insegna dell’ecoturismo.
4. Al mio superiore questo libro (scherzo Chiara!).
5. E Alla mia mamma, per farsi coccolare un po’ ogni tanto…

L’antidoto alla nevrosi da shopping natalizio sembrano averlo trovato quelli dell’Isola della Moda a Milano, dove la parola d’ordine è “slow”.
In questo laboratorio di autoproduzione, infatti, il 21 dicembre, si potranno scegliere i regali di Natale tra le tantissime proposte dei designer under 30. Ma l’idea più golosa e interessante è che il tutto si svolge in un ambiente alquanto salottiero, dove ci si potrà rinfrancare dalla maratona dello shopping con una fumante tazza di tè caldo.
A tutti quelli che porteranno i propri biscotti rigirosamente fatti in casa, spetterà uno sconto del 5% sugli acquisti.
L’appuntamento è per venerdì 21 dicembre dalle ore 16 alle ore 20.
ISOLA DELLA MODA
via Carmagnola 7, Milano
Quartiere Isola
(vedi mappa)
Bottega Back Door: per i Jordan-maniaci, e non solo
Scritto il 10 novembre 2007 da Luciana Caramia.

Nascerà in un’antica bottega del centro storico di Bologna un basket store molto particolare che inaugura lunedì 12 novembre in Piazza Galileo 3 /a: Bottega Back Door.
Il layout del negozio sarà di quelli che colpiscono, visto che la proprietà ha deciso di conservare l’allure di questa bottega di oltre 130 anni, con tanto di bancone del ‘700, profumo di cordame e pavimento in graniglia.
Al piano terra però, la mecca del cestista: tutto il necessario per la pallacanestro, bambino, donna e uomo con una chicca. “Saremo l’unico distributore del Brand Jordan ad avere un accesso unico in Italia” ci dice il proprietario “solo 10 negozi in Europa avranno diritto a questo prodotto esclusivo Nike”.
La serata prevede anche una chicca: il Jordan Caveau, la più grande collezione di sneakers Jordan.
Bottega Back Door
p.zza Galileo 3/a, Bologna
(vedi mappa)
Inaugurazione
ore 19,00

Che capitale della moda sarebbe Milano se tutti i monomarca non avessero almeno un negozio nel capoluogo lombardo?
Stavolta tocca a Pepe Jeans, griffe londinese che ha affidato la sua immagine alla bella e modaiola Sienna Miller e che aprirà il suo primo store italiano il prossimo 8 novembre in Corso Europa 18, Milano (Vedi mappa).
Ne hanno fatta di strada i fratelli Nitin Shah, Arun e Milan che iniziarono col vendere, negli anni settanta i loro jeans al mercatino di Portobello Road.
Oggi i loro capi sono venduti in oltre 40 paesi in tutto il globo.
Magari hanno perso un po’ del fascino vintage dei primi anni ma sono sicuramente tra i più glam.

Collezionisti, coolhunters, buyers, ma anche ai giovani fashion victims e tutti coloro che amano la moda o vogliono inventarla traendo ispirazione dal passato: l’appuntamento è per questo weekend alla terza edizione del Vintage! La moda che vive due volte, alla Fiera di Forlì. Quest’anno poi, le aree tematiche saranno tantissime:
Vintage Fashion, abbigliamento, accessori, gioielli.
Vintage Fornitures, modernariato, oggettistica, collezionismo. Per gli appassionati del design e per chi cerca un pezzo esclusivo e originale per la propria abitazione o per un’idea regalo…
Vintage Comics, fumetti vintage, riviste d’epoca, tavole originali, poster.
Vintage Disco, dischi in vinile, oggettistica da collezione, strumenti d’epoca.
Vintage Toys, fashion dolls, giocattoli d’epoca, barbie, dolls house.
Tra gli espositori anche il mitico A.N.G.E.L.O. vintage palace che da vent’anni a Lugo (vicino Ravenna) è il punto di riferimento per gli amanti del genere. Proprio loro, tra l’altro, cureranno una mostra che s’intitola: Colori, Forme, Stili. Quattro decenni di moda.
Attraverso un percorso strutturato in quattro stanze guardaroba la mostra mette in evidenza l’evoluzione della moda e del costume nel corso di quattro decenni, dagli anni ’50 agli anni ’80, presentando un excursus storico attraverso quattro grandi icone femminili di stile.
Se volete entrare con ingresso ridotto scaricatevi questo pdf.
13/14 Ottobre
c/o Romagna Fiere
Punta di Ferro, 2
47100 Forlì (FC)
(vedi mappa)

Che fine fanno le tastiere dei vecchi pc in disuso? Quelle capitate tra le mani di Katia Bocchi diventano ironici key-bijoux, all’insegna del recycled.
La giovane designer di Mirandola (MO), dopo aver disegnato borse per quelli di Mandarina Duck e Momaboma ha pensato bene di creare delle linee tutte sue. E’ nata così Pi CI, che nell’era dell’hi-tech bruciato alla velocità della luce, permette alle vecchie tastiere di continuare a comunicare.
Per informazioni:
catiazza@yahoo.it
tel. 338 9644688

Una borsa, almeno fino ad oggi, i ricordi li contiene: foto, appunti, scampoli di vita quotidiana che si accumulano in quello che è l’oggetto-feticcio per eccellenza. Maurizio Longati, invece, il vulcanico creatore di Momaboma ha fatto della borsa l’album stesso dove i racconti dei tempi che furono, si possono accavallare, tra un risvolto e una tracolla.
Da quando ha abbandonato quel lavoro che, pur redditizio, non gli dava più soddisfazioni e si è lanciato in questa avventura, le richieste di borse ad hoc non sono mai mancate. D’altronde le possibilità date dalla sua creatività sono infinite e permetterebbero a chiunque di realizzare la propria borsa dei ricordi, magari fatta dei Topolino collezionati durante l’infanzia, o addirittura, con maglie e scarpe della persona che amiamo. Così avremo l’impressione di averla sempre accanto a noi.

Si chiama Twiggy, come la mitica modella degli Anni 60 la giacca impermeabile creata dal nuovo brand parigino UrBahia, creato dai parigini Guillaume Gavériaux e Louis de la Bouillerie e che ora approda finalmente in Italia.
Sarà di sicuro il capo più cool del prossimo autunno, quando la pioggia farà capolino annunciandoci la fine di questa torrida estate. E’ in vinile lucido e brillante o in cotone trattato con Teflon, fodera in satin, con cuciture termosaldate e profilate in tulle.
In Italia i capi Unbahia sono già stati scelti da Biffi a Milano e Bergamo, Banner a Milano, Gaudenzi a Riccione, Penelope a Brescia, Raspini a Firenze, Tessabit a Como, Tad e Degli Effetti a Roma.
