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Nneka Onyenakala suona poco british ma viene proprio da London City dove ha dato vita al suo brand N’Damus con il quale cerca di fondere artigianalità ed un glam un po’ fai da te, realizzando e sperimentando divertenti accessori in pelle riciclata, totalmente handmade.
Le creazioni di N’Damus si possono acquistare direttamente sul suo sito ed è possibile scegliere sia la dimensione che il colore delle bags.
Per i piu “patriottici”, stile Mel Gibson in Braveheart, si può richiedere una flag-custom specificando la bandiera da sfoggiare (tipo passaporto).

And Beyond è un progetto a quattro mani che prende vita grazie alle menti di Brigitte Hendrix e Jolanda Van Den Broek, amiche gia dai tempi della Gerrit Rietveld Academy.
Finiti gli studi nel 2005 hanno inizialmente avviato percorsi separati per poi sposare le proprie ambizioni creando un brand innovativo che, strizzando l’occhio alla sartoria tradizionale, prova ad anticipare il domani sperimentando su tessuti, colori e forme.
Il tutto con lo stesso entusiasmo con cui hanno accolto l’iniziativa Red Light Fashion, iniziativa made in Amsterdam dove con il supporto dell’agenzia Htnk le creazioni dei fashion designers danno il turn over alle lucciole nelle vetrine del quartiere a luci rosse.

Gia Fragalli è un jewelry designer alle prime armi ma molto decisa e con obiettivi ben chiari presenta una collezione di gioielli in argento interamente realizzati a mano.
Nonostante la famiglia abbia un solido background nel settore lei ha preferito per anni dedicarsi ad altro e cosi dopo una permanenza di 6 anni in Brasile , 2 anni a Londra e diversi mesi un po’ di qua e un po’ di là è maturata l’idea della Uno Collection.

Archiviata l’esperienza universitaria Leila Shams abbandona la piccola Towson, nel Maryland, per approdare nella Grande Mela dove alla corte di Donna Karan dà libero sfogo al proprio estro creativo curando la direzione artistica per diverse collezioni DKNY JEANS.
Chiuso il capitolo DKNY, più determinata che mai, scende in campo con il proprio brand ma snobba le passarelle della New York Fashion Week, presentando la collezione in un appartamento di un amico a Brooklyn con grande seguito di curiosi.
Tenace!

Tania Spinelli è una shoe designer che arriva da lontano: figlia sposa il figlio di Altemio Spinelli sarto/calzolaio siciliano (trapiatato prima a Philadelphia poi a San Paolo, in Brasile) studia fashion design presso la Philadelphia University per poi iniziare una lunga gavetta nell’azienda di famiglia in Brasile.
Chiusa l’esperienza carioca torna negli States dove inizialmente collabora con piccoli brands per poi, nel 1998, iniziare un lungo sodalizio da Tommy Hilfiger, dove parte dal ready to wear fino a raggiungere la direzione creativa della collezione principale.
Raggiunta la maturità artistica, nel 2005 decide di mettersi in proprio lanciando il marchio che porta il suo nome. Le sue scarpe rispecchiano a pieno il telento della giovane: linee molto attuali accompagnate da una accurata e ricercata lavorazione della pelle tipicamente “italica” che rende la tomaia ancora piu importante.
Le sue creazioni hanno riscosso un successo tale da scomodare Diane Von Furstenberg e Christian Louboutin, che l’hanno invitata a collaborare.

So piuttosto poco della giovane designer londinese Eylem Binboğa e, almeno stando a quel poco, pare che sguazzi con disinvoltura tra jewellery, accessory ed interior design.
Dopo la laurea ha esposto i suoi lavori presso diverse gallerie d’arte tra cui la Mission gallery di Londra per poi successivamente iscriversi alla Royal Collge of Art dove ha affinato la propria creatività che ha poi messo al servizio di brands noti come Miss Sixty, Tristan Webber, Frost French and more.
Ora ha finalmente deciso di mettersi in proprio anche se sembra tutto ancora in progress.

Empire 33 è un nuovo progetto di Marjan Petrovski, fashion designer di Sidney alla quale probabilmente piace molto tenere il coltello dalla parte del manico…
Da qui l’idea di queste borse molto grintose, realizzate con manici di antiche spade.
Le borse Empire33 ancora non sono in vendita da nessuna parte, almeno stando a quel che dice il sito, ma presto sicuramente ne sentiremo parlare di nuovo.

La crisi economica ha dato una bella lezione, ed i tempi (forse) sono maturi per ripristinare le vecchie sagge abitudini: ascoltare la nonna spesso non è sempre noioso quanto puo sembrare; misurarsi con chi ha visto e vissuto molto apre nuove prospettive, angolazioni da cui si può forse esplorare meglio quello che verrà domani.
Claus Arnold e Mila Micic, da Berlin with love, hanno probabilmente dato ascolto a qualche consiglio della nonna prima di creare Aschön, un progetto davvero interessante soprattutto per l’attitudine artigianale e l’approccio minimale con cui il duo tedesco ha voluto esordire nell’ ormai sempre piu complesso fashion system.
I loro foulards e le loro sciarpe hanno riscosso nel giro di poco tempo un certo successo, nonostante le quantità limitatissime delle loro creazioni, realizzate in cotone e seta pregiata.

So che in molti siete forse già impegnati nella scelta del costume in attesa del primo bagno (per chi non lo ha ancora fatto) ma è troppo difficile resistere a ciò che Pyrenex ha riservato per la collezione FW 2009. Pyrenex, per chi non lo sapesse, è un noto brand francese specializzato in piumoni soffici e caldi, nato nel lontano 1859.
Alexis Mabille invece i piumini senza dubbio li usa ma è piu noto per aver ideato gioielli presso Dior by John Galliano ed Hedi Slimane dopo una breve gavetta prima da Nina Ricci ed poi da Emmanuel Ungaro. Attualmente il trentunenne francese collabora con Yves Saint Laurent e dirige una propria linea di abbigliamento unisex.
In occasione dei suoi 150 anni Pyrenex ha deciso di contattare il giovane creativo per dare vita ad una piccola collezione non di piumoni ma bensì di piumini per tenervi caldi anche fuori dal letto!
Per il momento sono in programma solo capi per lui e per lei ma ciò non esclude che presto arrivi anche la ormai consueta kids collection.
Inutile dire che la scelta sia dei colori che dei dettagli rendono ben chiaro la passione di Mabille per i gioielli e si capisce subito su quale pubblico vuol far centro.

Gemma Slack ha solo 23 anni ma non ho dubbi che di lei si parlerà molto in un futuro ormai dietro l’angolo. Ha debuttato quest’anno con la propria linea durante la London Fashion Week dopo aver prestato per circa 2 anni le sue mani al servizio di Gareth Pugh.
La collezione, che ricorda molto lo stile del suo ormai affermatissimo ex-boss, è piuttosto ridotta, ma la Slack punta alla qualità e non alla quantità quasi a voler sfidare le maisons storiche con un sonoro richiamo all’artigianalità delle origini (anche la grafica dei tessuti è opera sua), con un approccio quasi scultoreo ad ogni singolo capo, che con un piede ci proietta verso un futuro fatto da donne tenaci e determinate e con l’ altro (da qui l’ispirazione) omaggia le eroine del passato, dalla francese Giovanna d’Arco fino alla manzoniana Gertrude.

