Articoli scritti da Francesca: 522

Pierre Garroudi FW2010/11

Pierre Garroudi FW2010/11

Scritto il 02 settembre 2010 da Francesca Arcuri.

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Pierre Garroudi è nato a Teheran, in Iran, ha studiato a Parigi e per molti anni ha fatto il parrucchiere, poi nel 1986 si è trasferito a New York dove ha frequentato il Fashion Institute of Technology. Nel 1993 ha dato vita ad un brand che porta il suo nome: da allora ha sfilato a New York e Londra, da poche collezioni ha iniziato a puntare su un unico colore per stagione.

Trovo il rosso del prossimo inverno veramente interessante!

Dice che le persone indossano i suoi capi per comunicare agli altri i proprio sentimenti, che il suo stile è senza tempo e senza età, ma con un forte fiuto verso il futuro.
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Fara Collection FW2010/11

Fara Collection FW2010/11

Scritto il 07 agosto 2010 da Francesca Arcuri.

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Di Tiziana Fara e della sue borse Fara Collection abbiamo già parlato più volte, sia io che Simone. Vi abbiamo anche presentato le sue borse ottenute lavorando le scatole delle mitiche Pastiglie Leone, adesso sono arrivati i nuovi gusti di caramelle e di borse e noi, golosi come siamo , non potevamo fare a meno di farvele assaggiare !

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Elle & Dee Bags

Elle & Dee Bags

Scritto il 06 agosto 2010 da Francesca Arcuri.

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Se per le scarpe con il passare degli anni la comodità è diventata, mio malgrado, un elemento determinante nella scelta, per le borse invece ci rinuncio sempre più spesso…

Per esempio, nonostante non siano proprio pratiche, apprezzo moltissimo le buste. Penso che dopo averci fatto l’abitudine , un paio di mesi basteranno, regàlino una gestualità molto affascinante, femminile e misteriosa. Specie se alla busta accompagnate dei guanti di pelle!

Quelle che vedete nelle immagini (qui e dopo il salto) sono di Elle & Dee.

Essenziali, sono realizzate in pelle, utilizzando pezzi unici di nappa che sono poi trattati e lavorati singolarmente per un effetto finale che ne garantisce l’unicità, visto che ogni pezzo di nappa ha una propria sfumatura di colore.

Ogni borsa si distingue dalle altre oltre che per la scelta del pellame anche per quella delle variopinte fodere, un interno fatto di pois o fantasia floreali che conferisce un tocco originale e un po’ retrò ad ogni modello.

Potete scegliere la grande pochette da infilare sotto il braccio o la minibusta racchiusa in una mano.

I modelli sono disponibili in vari colori, dal nero al tortora, dal cammello al marrone. Potete acquistarle on line da Picboutique.
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Stephanie Simek Honeymoon Fragrance

Scritto il 06 agosto 2010 da Francesca Arcuri.

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Per scelta editoriale, non parliamo di profumi e cosmetici che prima non abbiamo usato. Oggi però voglio fare un’eccezione presentandovi il profumo della poliedrica designer americana Stephanie Simek di cui abbiamo parlato più volte.

Perché? Beh, perché lei è bravissima e la bottiglia è talmente tanto kitsch da piacermi. Sembra uno di quegli orribili souvenir marinari poggiati con un bel centrino ad uncinetto sopra le tv delle zie zitelle…

Guardatela, è ricavata dalla conchiglia di un riccio di mare ed è riutilizzabile. E’ impacchettata in una scatola di legno decorata con una fotografia stampata su raso ed imbottita con pezzi di spugna naturale esfoliante, all’interno della scatola troverete anche la pompetta per nebulizzare il profumo.

Si chiama Honeymoon e, come vi ho anticipato, io non ho avuto modo di annusarlo ma Stephanie lo descrive dicendo che è leggero e rinfrescante, come una tazza di tè. E’ a base di olii essenziali di basilico e pompelmo senza aggiunta di alcool e di elementi chimici.

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Tested: Mugler Cologne

Tested: Mugler Cologne

Scritto il 29 luglio 2010 da Francesca Arcuri.

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Era da molto tempo che i due non si incontravano e siccome avevano un sacco di cose in sospeso da chiarire, la tensione era palpabile.
L’ultima volta che si erano visti non erano soli e lui deluso l’aveva a mala pena salutata con un cenno asciutto della testa.

Adesso le si avvicina, l’abbraccia e la bacia delicatamente sulla guancia, poi si ferma li piegato in avanti (è molto alto e lei ha i piedi gonfi per il caldo e non porta i tacchi). L’annusa. Ispira l’odore di lei, se ne riempie i polmoni come per prepararsi ad una lunga apnea. Poi le dice sai di buono, di pulito, come sempre ma forse anche di più!

Vero, anche di più.

Da qualche giorno infatti, lei ha iniziato ad usare Cologne di Thierry Mugler.
Lei ed il suo socio avevano incontrato l’ufficio stampa che si occupa delle fragranze di Mugler, per la presentazione di un’anteprima, un progetto di cui si parlerà a fine agosto…

Parlando di profumi, lei aveva detto che pur ammirando il genio di Mugler non ama moltissimo le sue fragranze. Sono troppo intense per lei.
Descrive loro la sua fragranza ideale, deve sapere di buono, di pulito, di fresco, come un’acqua ma durare un po’ di più…
E loro le gentilissime dicono che Mugler ha creato quello che  andrebbe bene anche per lei. Deve provare Cologne!

Mugler Cologne è stato lanciato nel 2001. Thierry voleva una fragranza che guardasse al passato, ricordando le acque di colonia ma che allo stesso tempo fosse moderna e sensuale.
Una linea olfattiva nuova creata apposta per coloro che rifiutano l’idea stessa di profumo, ma che cercano una fragranza discreta ed allo stesso tempo durevole.

La bottiglia è sobria ed elegante e già dal colore dà l’idea di fresco.
La fragranza è caratterizzata da una nota segreta: S, che la attraversa da cima a fondo, conferendole personalità e unicità.

E’ vero sa di buono, pulito, fresco ed anche di casa. Casa di nonna, della terrazza di casa di nonna, dove da piccola lei si rifugiava spesso, anche d’inverno, per osservare il mare all’orizzonte. E scrutando il mare agitato, ispirava le folate di sapone da bucato che provenivano dai panni della nonna stesi al sole ed al vento.

Lei sono io e Cologne è il mio nuovo profumo!

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Hilfiger Denim Five Boroughs

Hilfiger Denim Five Boroughs

Scritto il 22 luglio 2010 da Francesca Arcuri.

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Qualche sera fa, in una Bologna rovente e desolata, davanti ad uno spritz Aperol servito con troppo ghiaccio e nel bicchiere sbagliato, due amiche mi hanno raccontato del loro recente viaggio a New York. Sono morta di invidia!
Da un paio d’anni progetto un viaggio autunnale nella Grande Mela, che puntualmente salta per qualche grana di lavoro nella mia piccola Crotone o giù di lì… Inutile dire che anche quest’anno mi sono ripromessa di tornarci  in ottobre, ma so già che qualcosa potrebbe andar storto anche questa volta.

These vagabond shoes
They are longing to stray
Right through the very heart of it
New York, New York…

E proprio per rendere omaggio alla città di New York, Tommy Hilfiger ha presentato cinque T-shirt nella collezione Hilfiger Denim AW2010/11.
Frutto di una collaborazione con cinque artisti ed in edizione limitata, saranno disponibili nei punti vendita Tommy Hilfiger di tutta Europa a partire da fine luglio e per tutta la stagione invernale a 49,90 euro l’una.

New York, nel 1898 fu suddivisa in cinque distretti, che fissarono gli attuali confini della città: Bronx, Brooklyn, Manhattan, Queens, Staten Island.
La personalità e la storia di ogni distretto è stata interpretata dalle illustrazioni raffigurate sulle magliette.

Ispirata al Bronx, la The Boogie Down Bronx di Oscar Wilson. Si respira aria di Brooklyn è invece nella World of Wonders di San Miguel.
Con The Big Apple, Joe Wilson rende omaggio a Manhattan, catturandone l’essenza con una classica immagine dello skyline. Strizza l’occhio a Queens, invece, la t-shirt The Home of Jazz ideata da Joey Hi-Fi. La quinta t-shirt è un tributo al distretto di Staten Island, noto anche come The Forgotten Island, con un’immagine che riflette il panorama osservato dal traghetto attraverso gli occhi del grafico e illustratore Hans Baltzer.

Dopo il salto alcuni dei modelli da uomo e da donna.
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Melanie Georgacopoulos

Melanie Georgacopoulos

Scritto il 15 luglio 2010 da Francesca Arcuri.

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In linea teorica è vero ciò che delle perle diceva Coco Chanel: it is the unseen, unforgettable, ultimate accessory of fashion that heralds your arrival and prolongs your departure.
Ma quante donne indossando un singoli filo di perle riescono ad apparire così?

Nella mia mente il filo di perle è associato più spesso a vecchie signore pretenziose, teste coronate un bel po’ démodé, donne banali non in grado di cercare un accessorio più adeguato…
Insomma non le ho amate subito e tutt’ora non ci sono molto testimoni che possano asserire di avermi vista indossare un filo di perle.

Le perle di Melanie Georgacopoulos però sono un’altra storia.
Malanie è una jewellery designer franco-greca, con un background culturale che affonda le sue radici nella scultura. Crea gioielli eleganti, lussuosi ma senza ostentazione.
La sua continua esplorazione dei materiali, delle forme, l’ha portata di recente a focalizzare l’attenzione sulle perle. Sfidando i preconcetti che esistono sul loro status , potere e bellezza ed allo stesso tempo reinventando il classino girocollo.

Quasi quasi un pensierino ce lo potrei fare anche io…
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Illesteva Eyewear

Illesteva Eyewear

Scritto il 02 luglio 2010 da Francesca Arcuri.

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State ancora cercando l’occhiale da sole perfetto per quest’estate? Beh, siete in ritardo ed anche io. Cioè io mi sono già regalata un bellissimo paio di Chanel molto bon ton ed eleganti. E sì, quest’estate gioco all’attempata signorina di buona famiglia, bene educata…

Ma sono in ritardo con questo post, che dovevo scrivere qualche mese fa. Torniamo a voi, perciò. Se state cercando l’occhiale giusto date uno sguardo alle proposte di questo nuovo brand americano: Illesteva è stato fondato da Daniel Silberman e Jus Ske nel 2009 come  progetto di lifestyle per uscire dalla noia corrente nell’ambito dell’eyewear. Anche se non amo particolarmente gli occhiali tondi – a me non stanno bene – li trovo molto interessanti, a partire dal lookbook.

La loro prima collezione per la SS2010 trae ispirazione dalla Havana degli anni ’50 ed il lookbook che vuole essere un omaggio a Cuba, è stato fotografato da David Cabrera a Miami in Calle Ocho Boulevard zona nota come Little Havana ed ha come protagonisti giocatori di domino tra i più famosi al mondo.

Ogni paio di occhiali Illesteva è fatto a mano in Italia o in Germania, utilizzando i migliori materiali sul mercato dall’acetato al titanio ed il bamboo.
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Pitti: Ghe Bag di Gherardini

Pitti: Ghe Bag di Gherardini

Scritto il 22 giugno 2010 da Francesca Arcuri.

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Per motivi matrimoniali – non il mio, non temete – quest’anno non sono stata a Firenze per il Pitti. Le notizie, i racconti sugli eventi le ho avute tramite tutti gli amici che erano lì. Quindi in pratica non ho scritto post sull’evento: per raccontare spesso bisogna esserci. Poi però ho letto il comunicato stampa di Gherardini e siccome la borsa mi è piaciuta molto, ho deciso di presentarvela.

A Pitti W, Gherardini ha presentato la Ghe Bag un’esclusiva hand-bag proposta dalla griffe in un nuovissimo restyling nato all’interno del Progetto Archivio. La Ghe Bag è borsa a mano, la cui nascita risale ai primi anni ’70, rieditato per la stagione primavera-estate 2011.

Il modello è declinato in diverse varianti: dal più classico in vitello palmellato a quello in arancio con i manici e rifiniture in coccodrillo color testa di moro, tonalità cult del marchio fiorentino. Preziose le varianti in caimano o struzzo che si alternano ai modelli arricchiti da ricami, intrecci e paillettes.

E’ disponibile in serie limitata e può essere anche personalizzata internamente su ordinazione.

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Filiformis

Filiformis

Scritto il 15 giugno 2010 da Francesca Arcuri.

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Diciamo così, non ho il pollice verde, in casa mia non sopravvive nulla, neanche le piante grasse… ma mi piacciono, mi piace il verde domestico a patto di non doverlo accudire.
Cosi quando Raffaella di Gesù mi ha scritto sono stata molto incuriosita dal suo lavoro.

Raffaella e Marina Leonardini sono, infatti, le genitrici torinesi di Floris Filiformis, opere d’arte uniche e vive.
Sculture viventi che si trasformano, fioriscono, si sviluppano e modificano a seconda dell’ambiente in cui sono poste.

Un modo per approcciare la natura e il verde attraverso il design, rendendolo poetico.

Per questo utilizzano piante che non necessitano di acqua e terra come la tillandsia, l’eucalipto ed il salice.
Poetico, bello e poco impegnativo!
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Lazzari: e ti senti a casa tua

Lazzari: e ti senti a casa tua

Scritto il 14 giugno 2010 da Francesca Arcuri.

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Quando nel giugno di tre anni fa, su segnalazione di una lettrice, ho scritto il primo post su Lazzari non avevo mai visitato un loro negozio, né avevo mai constatato di persona la qualità del prodotto.
Mi ero fidata, come spesso accade, dell’impressione on line ed avevo scritto:

I prodotti (abbigliamento ed accessori) sono rivolti principalmente ad un target di età tra 20-30 anni. Donne giovani, consapevoli della loro femminilità, ma non succinte ed aggressive. Citando di nuovo mia madre: è una femminilità bon ton. Da Lazzari hanno capito a meraviglia, che non sono i centimetri di pelle che scopri l’indice della tua femminilità!

Le cose da allora non sono cambiate affatto, le collezioni restano dedicate alla stesse giovani donne. Quello che invece è stato recentemente rinnovato è il punto vendita di Verona, che io, di passaggio nella città degli innamorati, ho visitato qualche giorno fa.

La passione per l’arredamento vintage direi che è evidente: carte da parati provenienti da archivi della Germania e del Belgio, lampade industriali Jieldé dalla Francia, poltroncine, credenze e tanti altri pezzi ancora provenienti dai mercatini di chissà quale città.

In un’epoca di negozi asettici e luci ospedaliere i Lazzari avevano voglia di casa. L’intenzione era di inserire i loro vestiti in un contesto amichevole, caldo ed accogliente dove la cliente potesse sentirsi a proprio agio, coccolata, ovattata e protetta dal mondo esterno.

Ed è proprio così che mi sono sentita io.
Certo però non sono più una giovane donna, ma una blogger attempata…
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Z Zegna Experience

Z Zegna Experience

Scritto il 14 giugno 2010 da Francesca Arcuri.

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Dal 2004 Ermenegildo Zegna presenta la linea Z Zegna, che forse conoscete già, indirizzata ad un pubblico giovane e capitanata da Alessandro Sartori, che ne è direttore creativo.
Z Zegna ha sfilato per diverse stagioni a NY, per poi essere inserita nel Calendario di Milano Moda Uomo lo scorso Giugno.

Ora ha anche un sito dedicato, dal quale è possibile accedere ad un blog molto carino ed interessante, curato dallo stesso Alessandro Sartori.

Qualche giorno fa è partita Z Zegna Experience, ovvero la possibilità per tutti noi di curiosare, attraverso 5 minivideo, nel backstage della preparazione della sfilata Z Zegna Spring/Summer 2011, in calendario lunedì 21 Giugno (e che si potrà seguire online).

Potrete sbirciare tra casting, fitting, styling e molto altro ancora!

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Oscar de la Renta live show

Oscar de la Renta live show

Scritto il 07 giugno 2010 da Francesca Arcuri.

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Ho il sospetto che la maggior parte di voi abbia sentito nominare per la prima volta Oscar de la Renta da Carrie Bradshaw, nell’ultima serie di Sex and the City , quando parlando con Aleksandr Petrovsky paragonava un abito di De la Renta alla poesia.
Le più giovani forse non conoscono neanche quella scena…

Oscar de la Renta è poesia.
Nato a Santo Domingo nel 1932, ha lavorato in Spagna con Balenciaga e poi in Francia presso Lanvin e Dior, nel 1963 ha fondato il proprio brand da sempre sinonimo di lusso e femminilità.

Oggi ci ha offerto la possibilità di presentarvi, live, lo streaming della sfilata della collezione Resort 2011.
L’appuntamento è per le 19,00 di stasera.

Credo che difficilmente qualcuna di noi avrà la possibilità di acquistare o anche solo indossare uno di questi vestiti, ma sognare non costa nulla. Perciò, non perdetevi la sfilata!

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Affilate le unghie!

Affilate le unghie!

Scritto il 04 giugno 2010 da Francesca Arcuri.

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Solange Azagury-Partridge (1), Delfina Delettrez (2, 3), Calourette (4), Petr Dvorak (5), Hyun Kyung Park (6), Dominic Jones (7), Bijules (8).

Dopo essere stata al Cosmoprof dove ho assistito, un po’ invidiosa, alla fantastica manicure di Ethel ed ho avuto un brivido di paura per la strana tendenza in giro, mi è tornata l’antica ossessione per le unghie (di mani e piedi). In che consiste? Semplice, cura quotidiana: creme per le cuticole, rinforzante e smalto coloratissimo.

A ben vedere però pare che io non sia l’unica con la fissa per le unghie ed la manicure… Perciò signore che siano le vostre o quelle che spuntano da un anello per questa estate il consiglio è uno: affilate le unghie!

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Marianne Anderson

Marianne Anderson

Scritto il 02 giugno 2010 da Francesca Arcuri.

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Ultimamente noi di Frizzifrizzi siamo attratti, per esigenze abitative, dagli oggetti in ferro battuto (Simone ed Ethel dai lampadari , io invece da letti e separé). E’ per la loro somiglianza a dei lampadari in ferro battuto che mi sono fermata ad osservare bene gli orecchini creati da Marianne Anderson, jewel designer scozzese che ama usare una gamma ristretta di materiali: argento ossidato, granati rossi, perle e oro 18 carati.

Il risultato sono gioielli dal sapore antico, che a me piacciono.

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Aurelie Dellasanta

Aurelie Dellasanta

Scritto il 01 giugno 2010 da Francesca Arcuri.

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Aurélie Dellasanta è una giovane jewel designer svizzera che ha studiato le tecniche di gioielleria, oltre che nel suo paese, anche in Messico ed India.

Le piace usare materiali di recupero, riciclati, perché le caratteristiche di questi oggetti ritrovati la portano a fare una specie di gioco di intuizione dove è impegnata a scoprire nuovi link e le connessioni che danno vita ad un nuovo significato.

Attinge a moltissime iconografie dal rosario cristiano ai ricami ben auguranti indiani con fantasia e senso dell’umorismo. Buffi animali, rosari e bellissimi scheletri, ma anche riutilizzo di banconote a cui da nuova vita in chiave un po’ polemica.
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Octavia Cook

Octavia Cook

Scritto il 21 maggio 2010 da Francesca Arcuri.

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Per molti forse rievocano tanto la vecchia zia zitella, appuntati sulla camicia, chiusa fino all’ultimo bottone sul collo rinsecchito e grinzoso e con gli occhiali da lettura calati sul naso, ma io invece li adoro da sempre.
Sto parlando di cammei.

Se quelli antichi spesso hanno prezzi inarrivabili e proibitivi, ce ne sono molte versioni contemporanee ugualmente desiderabili ed in più molto divertenti. Prendete per esempio quelli della designer neozelandese Octavia Cook, che vedete in foto: io voglio quello con le crepe!

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Sebastian David Buescher

Sebastian David Buescher

Scritto il 19 maggio 2010 da Francesca Arcuri.

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Non moltissimo tempo fa un designer di gioielli un po’ incavolato (sono educata ed ho tradotto il suo francesismo per voi) ha scritto a Simone, riteneva stranissimo che noi non volessimo pubblicare le sue creazioni, tenuto conto delle “schifezze” di gioielli che di solito pubblichiamo…

Proprio vero, i gioielli “schifezza” ovvero quelli fuori dagli schemi spesso un po’ improbabili, invendibili ed immettibili per i più, a me (ma potrei dire noi) piacciono moltissimo.
Io poi, lo sanno tutti, sarei anche prontissima ad indossarli!

Quelli nelle immagini sono di Sebastian David Buscher, geniale designer tedesco classe 1978.
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Prodigy Powercell di Helena Rubinstein

Prodigy Powercell di Helena Rubinstein

Scritto il 18 maggio 2010 da Francesca Arcuri.

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Quando ci propongono di provare qualche prodotto anti-age tutta la redazione di Frizzifrizzi, si volta virtualmente verso di me… Sono la più vecchia quindi anagraficamente la più adatta!
Ecco l’onore e l’onere di testare Prodigy Powercell di Helena Rubinstein è “toccato” a me.

Devo dire che da sempre mi diverte molto provare creme e cremine, non fraintendetemi io faccio un’attenta selezione in base alla casa produttrice, all’odore , alla consistenza del prodotto ed a moltissime altre cose ancora, ma se passa tutti questi vagli l’idea di provare un nuovo prodotto mi piace molto. Il più delle volte se non me lo avessero mandato, lo avrei comprato!

Prodigy Powercell è distribuito in un flacone di vetro verde, una bottiglia con un dispenser a pompetta. Devo dire che per la sottoscritta – molto maldestra – non è proprio comodissimo.
E’ un siero evanescente con un texture cremosa e morbida, che asciuga molto rapidamente. Già il colore della bottiglia e l’odore del prodotto ti fanno sentire più energica e vitale. Dopo l’applicazione si ha un’immediata sensazione di freschezza. L’odore mette buon umore.

Può essere applicato mattina e sera, sia da solo sia prima degli abituali trattamenti idratanti. Io lo uso da 15 giorni circa, di mattina prima della crema idratante abituale e la sensazione già dalle prime applicazione era di una pelle più luminosa e tonica.

Grazie ad un esclusivo processo biotecnologico i laboratori Helena Rubinstein hanno utilizzato cellule madri (ovvero cellule in grado di rinnovarsi attraverso la mitosi cellulare, differenziandosi in vari tipi di cellule specializzate) contenute nella pianta Criste Ocèanique. Questa pianta ha sviluppato nel corso dei millenni un’incredibile capacità di sopravvivenza ed adattamento, i laboratori Rubinstein ne hanno isolato la quintessenza, lasciando che le cellule madri agiscano direttamente sui tre principali meccanismi anti età: rigenerazione cellulare, riparazione dei tessuti e difesa contro i radicali liberi.

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Frizzi-gift: and the winner is…

Frizzi-gift: and the winner is…

Scritto il 17 maggio 2010 da Francesca Arcuri.

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Il mio lato egocentrico è portato a pensare che lo avete fatto apposta per fare un dispetto a me: vi avevo detto che ero indecisa se mettere in palio la borsa oppure tenermela, e voi, per farmi un dispetto, avete partecipato in massa a questo Frizzi-gift.

Oppure devo semplicemente dedurre che la borsa Lazzari in palio vi piaceva proprio tanto e ci avete voluto provare… non lo so!
Fatto sta che siamo arrivati a 556 commenti, un vero record!

Inserendo il numero dei commenti in un generatore di numeri casuali (random.org) è stato “estratto” il numero 148 che corrisponde al commento di Sabrina.
Per evitare confusioni, la Sabrina che ha scritto Voiooooooooooo :o)
Goditela!

Tutti gli altri non disperino, torneremo presto con un altro gift!
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