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Il trailer del primo cortometraggio prodotto da Sixpack France e diretto da Jean-Baptiste de Laubier.
Sarà presentato in anteprima a Los Angeles a fine febbraio durante l’omonima mostra, curata sempre da Sixpack e che vedrà la partecipazione di un numero incredibile di artisti: Akroe, Honet, Ill-Studio, PMKFA, Jonathan Zawada, Brigitte Sire, Neil Krug, Steven Harrington, Justin Krietemeyer, Daniel Sparkes, Cody Hudson, Russel Maurice, Mark Owens, Seb Jarnot, Sanghon Kim, Museum Studio, Piotr Lakomy, Lowrider, Partners & Others, Faker, D.I.Y, La Boca, Neil Doshi, Benbo George, House of Kids.
Prima di preparare le valigie sappiate che se tutto va bene la mostra arriverà anche in Italia.
Vi terremo aggiornati…

Si chiama come il peggiore cantante in circolazione ma Mika Machida è giapponese, donna, non canta in falsetto e soprattutto fa abiti eco-sostenibili utilizzando lana, cotone, canapa e lino organici, con un evidente ispirazione naturale (per non dire bestiale).
Per il momento in Italia non ci sono negozi che vendono i capi Mika Organic ma a breve aprirà i battenti lo shop online del brand. Nel frattempo li trovate in alcuni stores sul web.

Se incroci mandarino e pompelpo hai il mapo, se incroci un asino ad una cavalla ottieni il mulo. E fin qui, in fatto ibridi e innesti, ci siamo.
Holga + Polaroid però – nonostante per un po’ mi sia spacciato per fotografo – mi mancava. Il risultato si chiama Holgaroid, ovvero una Holga con dorso e pellicole Polaroid.
I risultati li vedete qui. I kit Holgadroid invece si acquista(va)no qui: purtroppo li hanno già venduti tutti ma con un bel giro su eBay potrete sicuramente rimediare tutto il materiale.

Giù il cappello (e su il cappuccio) per l’ultima collezione di Canedicoda che, dalle seppur bellissime tees limited o unique edition, fa un salto in avanti e con la sua Lave Collection presenta felpe, maglie, salopettes, pantaloni, scaldaspalle ed uno scialle sul quale sto già sbavando sopra.
Devo assolutamente dar ragione al me stesso di due mesi fa che in un post diceva “comprerei qualsiasi cosa faccia”.
In attesa di sapere come e dove acquistare, guardatevi tutte le immagini, dopo il salto

Per tre settimane giovani stilisti e designers italiani avranno a disposizione gli spazi del bel negozio bolognese I Love Shopping, dove esporranno le loro collezioni per la prossima primavera-estate.
Il temporary shop inaugura stasera alle 17,30 e chiuderà i battenti il 27 febbraio.
Parteciperanno Animakitch, Chiarindi, Elena Ricci, Fibrae, Le Chou Chou, Moltosilvia, Stefania Fucci e T-Fish.
Temporary Shop
@ I Love Shopping
via San Felice 21/E
(vedi mappa)
dal 6 al 27 febbraio 2010
inaugurazione: 6 febbraio ore 17,30

Mi spiace aver scoperto i bellissimi lavori di Nick Dewar ora che lui non c’è più.
Scozzese, dopo aver vissuto un po’ ovunque, da Praga a Londra, da New York alla California, e dopo aver collaborato con i maggiori magazines di tutto il mondo, Nick se n’è andato a 37 anni, proprio qualche giorno fa.
Rimangono le sue pulitissime – quasi classiche – quanto ironiche illustrazioni.
Sul suo sito ne trovate tantissime, insieme ad una bella pagina dove spiega come lavora(va).

Dopo gli hipsters tristi, ecco quelli che devono andare in bagno.
Se cerchi bene in siti come Lookbook.nu, ne trovi parecchi. E forse non lo sai, ma sei finita pure tu su Hipsters Have To Pee.

Sono ricchi, hanno gusto, fanno lavori creativi, vivono in case da rivista, si vestono minimal, hanno bambini biondi.
Ma in quella che sembra perfezione basta una didascalia azzeccata per renderli Unhappy Hipsters.

Meglio di un foglio bianco, se devi dire/mostrare qualcosa, soprattutto te stesso ed il tuo stile: una t-shirt bianca può essere il punto di partenza per fare di tutto.
Alta Roma ne ha date 10 – e carta bianca, a parte inserire il logo della fashion week romana – ad altrettanti giovani designers promossi durante le ultime edizioni.
Il risultato è un’installazione che ha accolto – subito dopo una ripida (e faticosa) scalinata – gli ospiti del party d’apertura di Alta Roma, sabato scorso.
Dopo il salto tutte le tees ed i designers che le hanno realizzate
Curious Pages: strane letture (non) solo per bimbi
Scritto il 03 febbraio 2010 da Simone Sbarbati.

Tagliati le unghie, altrimenti per punizione ti taglieranno i pollici: questa, in soldoni, la trama di uno dei racconti di Pierino Porcospino, libro per l’infanzia tedesco (titolo originale Der Struwwelpeter) che da bambino - lo lessi a casa delle mie cugine – mi causò un bello shock e notti di incubi con forbici gigantesche e versioni mostruose dei miei genitori che mi rincorrevano per tagliarmi le dita.
In tutti questi anni l’avevo praticamente rimosso fino a quando ieri sera non ho scoperto Curious Pages, bellissimo blog dedicato ai libri per l’infanzia più strani, che usa il povero Struwwelpeter come logo.
Tra libri di propaganda sovietica, capolavori di graphic design, trame diseducative e incubi tascabili, anche se non avete figli, fossi in voi un’occhiata gliela darei lo stesso.

Interessante progetto per supportare la popolazione dell’isola di Haiti, devastata dal terremoto: I Need Project ha inviato delle borse ad una serie di artisti e fashion designers italiani che le personalizzeranno dal vivo il prossimo 7 febbraio presso Senape Studio, a Cesena, per poi metterle all’asta e devolvere l’intero ricavato ad Agire.
Hanno già dato la loro disponibilità Dorothy Gray, Maikid, Jacopo Casadei, Spot, Bleah! Studio, Babbu, Minimalsonic, Louke, Flake, Tomoz, Marama, Massimiliano Fabbri, Mount, Puntostampa, Tone, Riccardo Angelini, Luca Piras, Itomi e Rando ed altri se ne aggiungeranno presto.
Tutte le informazioni le trovate sul sito, mentre per gli aggiornamenti in tempo reale visitate l’apposita pagina su Facebook.

C’è chi non si è mai rassegnato a buttar via le pellicole per passare al digitale, chi invece alterna senza problemi rullini e schede di memoria, chi infine è andato a ripescare dalla soffitta di famiglia o da eBay una vecchia analogica con cui mettersi a scattare. Privarsi della libertà di fare centinaia di foto e di vedere la preview può essere più rilassante di una seduta di yoga, dopotutto.
Ma dove trovare vecchie pellicole ormai fuori produzione? Cercando in rete, ovviamente, oppure su Wastingfilms, minishop aperto da poco e proprio dedicato alle pellicole rare e ormai scadute.
I ragazzi di Wastingfilms ci dicono di avere i frigoriferi pieni di roba, quindi correte sul loro sito.

In rete si era parlato della loro collaborazione quando avevano lanciato una collezione di cravatte realizzate con i nastri delle vecchie audiocassette.
Idea fantastica, anche perché è possibile suonarle.
Ora Sonic Fabric ed il designer Julio Cesar tornano a collaborare per un fedora – anche questo musicassettato – ispirato all’iconico cappello del principe dell’arte concettuale Joseph Beuys.
E d’ora in poi togliersi il cappello in presenza di una signora, soprattutto se lei si porta dietro una testina di un vecchio walkman – non sarà più lo stesso.

La conoscevo come una delle quattro Dissociate, nonché co-fondatrice, insieme alle sue dissosocie, di uno dei brands indipendenti italiani che ci piacciono di più: Sartoria Vico (tra l’altro: ci sono i saldi!).
Ma non sapevo che Cristina del Buono avesse un sito tutto suo e che fosse pieno di piccoli gioielli tra illustrazioni dal sapore diaristico, altre decisamente più da libro per l’infanzia, ricami minimali, grafiche, collage.
Su tutto regna un’atmosfera calda, quasi casereccia. Come quando ti siedi sul divano, accendi la luce e ti metti a scrivere a mano (quasi un ricordo, ormai) o a fare schizzi su un quadernino. La luce gialla della lampada accesa, un tazza di te e pane e marmellata sul tavolino lì accanto.
Oltre ad essere un pezzo indimenticabile di storia del cinema e ad aver dato il nome alla casa di produzione di Tarantino, Bande à Part di Godard ha anche ispirato il nuovissimo brand A Minute Silence, che prende il nome dal minuto di silenzio (dove oltre a star zitti i personaggi è proprio l’audio in toto ad essere staccato) del film.
Fondato dall’artista Danny Sangra e dalla fashion designer Lynda Needles, A Minute Silence si caratterizza per patterns geometrici e colori saturi.
Il sito è ancora in costruzione quindi non so dirvi se e quando sarà possibile acquistare i loro capi, online o magari anche in Italia.
Per ora, guardatevi il video con la loro prima collezione.

Anche quest’anno siamo a Roma per il Fashion on Paper, progetto di AltaRoma dedicato ai magazines e ai fashion blogs indipendenti.
Questa edizione, la prima – dopo la numero 0 del 2009 – sarà piena di eventi, performances, talks ed ospiti: soprattutto la sezione web sarà molto più ricca rispetto allo scorso anno.
Frizzifrizzi vi aspetta al Tempio di Adriano questa sera e domani sera quindi se volete venire a conoscerci (in realtà conoscermi, visto che ci sarà solo il sottoscritto), fare due chiacchiere, prendermi a calci o portarmi dolcetti, saremo/sarò felice di incontrarvi.
E se volete seguite il mini-reportage dell’evento che faremo su Twitter.

Rivoltando le cose a volte ne scopri di nuove. Con una borsa di pelle magari no, ma se si tratta di borsette e borsellini realizzati con coloratissime stoffe guatemalteche, il risultato può essere sorprendente.
Se dal dritto avremmo un pattern di quelli un po’ fricchettoni, che se ne vedono a bizzeffe, al rovescio regna la variopinta anarchia delle cuciture e l’effetto è sorprendente.
L’idea è di Grain Design, collettivo di designers americani, mentre la manodopera è affidata alle mani esperte di artigiane del Guatemala.
Le trovate in vendita sul loro shop online.

Tra il mare di perline dei necklaces Aztec e le tinte fluo delle trecce di chiffon dei braccialeti Pomp Neon, siamo in pieno ritorno all’infanzia.
Ma scordatevi le poche lire spese in merceria, qua le cifre sono a due zeri, giustificate dalla pazienza di mettersi a infilare una ad una le perline colorate (a proposito, quante saranno? A chi indovina, ne regaliamo una. Di perlina, ben intesi!).
Piuttosto di mettervi a contare, andatevi piuttosto a vedere il sito di Roarke NYC, brand fondato nel 2009 dalla designer Mignonne Gavigan e dalla ex-buyer di Bergdorf Goodman (le sex-and-the-citiers sapranno sicuramente di cosa sto parlando) Laetitia Stanfield.
p.s.
grazie a Manuela per la segnalazione
TribaSpace: l’agenda user generated per gli eventi fashion
Scritto il 29 gennaio 2010 da Simone Sbarbati.

A chi organizza eventi e vuole promuoverli e a chi, d’altra parte, non vuole perdersene uno, segnalo TribaSpace.
Appena uscito in versione beta, TribaSpace già promette di diventare un punto di riferimento, in rete, per tutti gli addetti ai lavori nel campo della moda.
Si tratta di un’agenda user-generated dove chi si iscrive può inserire i propri eventi, inizialmente legati alle prossime fashion weeks e successivamente fiere, presentazioni, press day, parties, e via dicendo.
Tra i prossimi servizi anche la possibilità di creare guest lists ed accrediti da inviare via mail ai clienti e alla stampa.
Completamente gratuito, TribaSpace consente anche di crearsi il proprio calendario, dove segnare tutti gli eventi che non si vuole assolutamente perdere e da scaricare poi in formato iCal o Outlook.
E come ogni nuovo network e community che spunta fuori, come potevo non iscrivermi anch’io?

Sono sette, tutte donne, vengono dal freddo nord – la Danimarca – e il nome del brand, Nümph, significha ninfa.
Avete presente quelle bellissime ragazze che si aggirano seminude per i boschi fuori città, candando e vivendo tra gli alberi? Ora sarebbero pazze fricchettone ricercate dalla polizia.
Nell’antichità invece erano venerate e fior di innocenti capretti venivano offerti in sacrificio per loro. I tempi cambiano…
Ed ora evidentemente fanno qualche capatina nello studio delle ragazze di Nümph che invece di offrire animaletti belanti disegnano splendide collezioni, tra t-shirts illustrate, pantaloni con il cavallo basso, gilet asimmetrici e sciarpone quasi psichedeliche.
Trovate tutto da Superfly Deluxe dove invece dello scontrino vi danno del sangue d’agnello da usare come colluttorio (per i finanzieri che stanno leggendo: ovviamente sto scherzando…).





