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Ci sono delle biografie per le quali bastano appena due righe: nato, vissuto, morto — e poco altro, e ovviamente chiunque di noi spera di vivere una vita che meriti un riassunto un po’ più interessante.
Lasciar traccia di sé, lo chiamano. E funziona sia nel bene che nel male, anche se però poi alla fine è il tempo a far da grande setaccio e filtrare ciò che può essere dimenticato da ciò che vale la pena continuare a ricordare. E più ne passa, di tempo, più le maglie del setaccio s’allargano.

A volte però il tempo commette degli errori, lasciando scorrere via storie che meritano di essere raccontate e che hanno una loro importanza anche nel presente.
Una di queste è la storia di William Addison Dwiggins, designer americano che pur non essendo stato dimenticato probabilmente non ha ancora avuto il riconoscimento che merita, e soprattutto un riconoscimento che abbracciasse tutte assieme le sue molteplici attività.

William Addison Dwiggins nel 1941
(foto: Robert Yarnall Richie, dalla collezione della Boston Public Library; courtesy: Letterform Archive)

A rimediare a questa falla ci ha pensato Letterform Archive, centro no-profit di base a San Francisco focalizzato sulla ricerca, la formazione e la promozione delle arti grafiche e tipografiche, aperto al pubblico nel 2015 e fondato dal designer, docente ed editore Rob Saunders, che ha trasformato in archivio la sua enorme collezione di materiali accumulati in oltre quarant’anni di attività, parte dei quali dedicati proprio allo studio e all’acquisizione delle tante opere e progetti realizzati da Dwiggins durante la sua carriera.

Una carriera per niente facile da riassumere visto che Dwiggins, nato nel 1880 nel Midwest e morto il giorno di Natale del 1956, non è stato “solo” uno dei più importanti designer americani di inizio ‘900 ma una figura che sotto all’etichetta di “progettista” riuniva in realtà molteplici campi d’azione, discipline, passioni, tutte esercitate ai massimi livelli.

W. A. Dwiggins, copertina per “American Alphabets”, Harpers & Brothers, New York, 1930
(dalla collezione del Letterform Archive; courtesy: Letterform Archive)

Una piccola lista, sicuramente non esaustiva, racconta che Dwiggins fu grafico, type designer, illustratore, pubblicitario, calligrafo, impressore, scrittore di testi teatrali, persino marionettista (creò due teatri di marionette, uno sotto casa sua e uno sotto al suo studio). Fu un maestro del lettering e un grande virtuoso della tecnica dello stencil, che utilizzava anche nelle illustrazioni.

Fu pure il primo a utilizzare il termine graphic design (in un suo saggio del 1922 intitolato New Kind of Printing Calls for New Design)ed uno dei più grandi innovatori nel campo del book design. Creò alcuni caratteri tipografici che utilizziamo ancora oggi: Metro, Caledonia, Electra, Hingham, Eldorado, Falcon… (a proposito dei caratteri tipografici diceva: «Una font che ti blocca a metà di una riga e ti chiede di ammirarne l’eleganza è una pessima font»).

W. A. Dwiggins, pagine interne di “American Alphabets”, Harpers & Brothers, New York, 1930
(dalla collezione del Letterform Archive; courtesy: Letterform Archive)

Pare fosse anche un fantastico umorista, Dwiggins, così almeno racconta Bruce Kennet, che con il Letterform Archive ha lavorato su quello che sarà probabilmente il libro definitivo su questo straordinario designer americano: W. A. Dwiggins: A Life in Design, una biografia illustrata scritta e curata da Kennet che si basa in larga parte sulla grande collezione di materiali del Letterform Archive.

Attualmente in fase di raccolta fondi su Kickstarter, dove in soli due giorni ha raggiunto l’obiettivo di 50.000 $ e ora viaggia ben oltre i 100.000, il libro fa luce sull’uomo, sul professionista, sull’artista e sulle sue opere, molte delle quali si possono vedere sul profilo twitter @wadwiggins, aperto nel 2014 e legato al libro.

W. A. Dwiggins mentre disegna lettere, 1941 ca.(foto: Robert Yarnall Richie, dalla collezione del Letterform Archive; courtesy: Letterform Archive)

W. A. Dwiggins, pagine interne di “WAD to RR: A Letter About Designing Type”, Harvard College Library, Cambridge, 1940
(dalla collezione del Letterform Archive; courtesy: Letterform Archive)

W. A. Dwiggins, copertina per il catalogo di The Heritage Press, New York, 1936
(dalla collezione del Letterform Archive; courtesy: Letterform Archive)

W. A. Dwiggins, cofanetto per “Robert Louis Stevenson’s Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde”, Random House, New York, 1929
(dalla collezione del Letterform Archive; courtesy: Letterform Archive)

W. A. Dwiggins, copertina per “Marionette in Motion: The Püterschein System Diagrammed, Described”, Puppetry Imprints, Detroit, 1939
(dalla collezione del Letterform Archive; courtesy: Letterform Archive)

W. A. Dwiggins, pagine interne di “Marionette in Motion: The Püterschein System Diagrammed, Described”, Puppetry Imprints, Detroit, 1939
(dalla collezione del Letterform Archive; courtesy: Letterform Archive)

Biglietto teatrale progettato e stampato da W. A. Dwiggins, 1937 ca.
Colori applicati a mano tramite stencil
(dalla collezione del Letterform Archive; courtesy: Letterform Archive)

W. A. Dwiggins, diagramma pubblicitario, carta S. D. Warren, 1924 ca.
(dalla collezione del Letterform Archive; courtesy: Letterform Archive)

W. A. Dwiggins, progetto e lettering per un certificato azionario della Old Kent Bank, 1929
(dalla collezione del Letterform Archive; courtesy: Letterform Archive)

W. A. Dwiggins, “Petrouchka”, xilografia del 1921, stampata solo nel 1952
(dalla collezione del Letterform Archive; courtesy: Letterform Archive)

W. A. Dwiggins, dettaglio dell’illustrazione a stencil per “The treasure of forest” di H. G. Wells, Press of the Woolly Whale, New York, 1936
(dalla collezione del Letterform Archive; courtesy: Letterform Archive)

W. A. Dwiggins, studi per stencil per “The Power of Print—and men”, Mergenthaler Linotype Co., Brooklyn, 1936
(dalla collezione del Letterform Archive; courtesy: Letterform Archive)

W. A. Dwiggins, dettaglio della carta intestata per la Society of Calligraphers.
1922 ca.
(dalla collezione del Letterform Archive; courtesy: Letterform Archive)

W. A. Dwiggins, studio (1 di 6) per l’etichetta postale della George R. Macy Company, fine anni ’30
(dalla collezione del Letterform Archive; courtesy: Letterform Archive)

W. A. Dwiggins, primanota per la Abbey Press, 1930 ca.
(dalla collezione del Letterform Archive; courtesy: Letterform Archive)

W. A. Dwiggins, copertina per “The Time Machine” di H. G. Wells, Random House, New York, 1931
(dalla collezione del Letterform Archive; courtesy: Letterform Archive)

W. A. Dwiggins, pagine di prova di “W. A. Dwiggins: A Life in Design” che mostrano le pagine con i titoli di ”The Time Machine” di H. G. Wells
(dalla collezione del Letterform Archive; courtesy: Letterform Archive)

Dettaglio da “Extracts from an Investigation into the Physical Properties of Books, as They are at Present Published, Undertaken by the Society of Calligraphers”, di W. A. Dwiggins e L. B Siegfried, Boston, 1919
(dalla collezione del Letterform Archive; courtesy: Letterform Archive)


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