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Negli anni in cui è esplosa la moda dei siti costruiti in Flash — e i webdesigner si sfidavano a chi ce l’aveva più lungo mettendo online colossali animazioni piene di effettazzi e pesantissime da caricare — per l’utente internet medio navigare significava passare una quantità di tempo oggi inimmaginabile davanti ai loader (inimmaginabile perché ora non abbiamo più la pazienza neanche per aspettare qualche secondo di fronte a un video che si carica, figuriamoci rimanere in attesa per tre, quattro, cinque minuti sapendo che poi sarebbe arrivata la fatidica animazione-effetto-wow, a sua volta tappetino d’ingresso per un sito il più delle volte innavigabile).

A un certo punto, costretti dalla lentezza delle connessioni o sadici al punto da provar piacere nel far aspettare qualche sconosciuto dall’altra parte dello schermo, i designer hanno cominciato a staccarsi dal loader standard, che fino ad allora aveva significato la classica barretta che da zero si riempiva fino ad arrivare a 100, iniziando a pensare e a costruire nuovi modi per rendere l’attesa meno snervante e più divertente — anzi, a un certo punto c’è chi ha cominciato a trasformare in arte questo tipo di animazione (basta fare una ricerca con progress bar art come parole chiave).

Oggi, con connessioni mega-giga-ultraveloci il loader sta diventando sempre più un elemento obsoleto, e allora il designer Raphael Vangelis, di base a Londra, ha pensato bene di omaggiare questo pezzetto di codice in via d’estinzione rappresentandolo però in analogico attraverso un video, Analogue Loaders, che definisce come la sua “biografia animata”, avendo evidentemente passato un sacco di tempo tra siti che non si caricavano o pc andati in crash.

Ma è anche interessante vedere com’è stato realizzato il video, cioè con carta, colla, forbici, plastilina, legnetti, cutter e tanta, tanta pazienza.
Per questo c’è anche un filmato del “making of”.


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