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Serie tv che citano i film e i libri di quanto portavamo i calzoncini corti.
Sequel e prequel e spin-off di pellicole di culto uscite da decenni.
Libri che parlano di vecchi libri.
Nuovi videogame fatti come i vecchi videogame.
Band che escono in musicassetta.
Marchi che si rifanno l’immagine ispirandosi al passato o tirano fuori versioni aggiornate delle felpe e delle “scarpe da tennis” di quando eravamo bambini.
Zuppe diventate icone pop che ripropongono la ricetta originale di un secolo prima, ma rigorosamente in “edizione limitata”.
Ferramenta e bocciofile e panifici che diventano locali o negozi fighetti ma conservano la vecchia insegna e i vecchi arredi.
Squadre di calcio o di basket che fanno uscire dagli armadietti casacche simili a quelle di trenta, quaranta o cinquant’anni prima (e quando invece provano a modernizzare un logo si scatena la sommossa popolare).

Stiamo affogando nel cosiddetto marketing della nostalgia ma, pur con l’acqua che ci arriva alla gola, continuiamo a sbracciare e a gridare «ancora!».
Eppure, in questo ennesimo Sacro Graal del commercio, c’è ancora chi — nonostante una lunga e gloriosa storia alle spalle, spesso arricchita da preziosi materiali d’archivio che però non vengono opportunamente valorizzati — è rimasto parzialmente o totalmente fuori dal gioco della costruzione/ricostruzione della propria immagine, continuando magari ad andare forte in fatto di vendite ma con una percezione da parte del pubblico che rientra nella categoria dell’ordinarietà.

Sneakered
© Gianluca Gimini

Vi conosco da una vita, cara mia pastiglia alla liquirizia e cara mia caramellina al miele; da qualche parte dentro al cervello credo ci sia un apposito recettore per il tuo aroma, caro il mio doccia shampoo “forte di natura”; ma poi vi trovo al supermercato, all’alimentari sotto casa, all’Autogrill, e nell’abbondanza diventate quasi invisibili, parte della tappezzeria.
Magari avrei pure dei bei ricordi legati al marchio, di quelli che farebbero venire la fregola ai vostri social media manager, ma la costante e scontata presenza ne ha annacquato ogni emozione.

Ed è qua, tra ordinarietà, radici e potenzialità, che entrano in gioco le sneaker.
Le sneaker? Che c’entrano le sneaker?
C’entrano perché Gianluca Gimini, che di mestiere fa sia il designer che il docente, ha scelto di usare proprio le sneaker come “cavallo di Troia” per un progetto che apparentemente è solo un divertissement ma che ha uno scopo squisitamente divulgativo.

Sneakered
© Gianluca Gimini

«A dispetto della natura estremamente leggera delle immagini che compongono la serie “Sneakered”, la mia più grande ambizione per questo progetto è molto seria ed quella di riuscire a mostrare a un pubblico giovane e internazionale la bellezza delle confezioni di alcuni prodotti storici nazionali, esempi di grafica e design eccellenti, sminuiti agli occhi dei più dalla loro (presunta) ordinarietà.
Il paradosso è doppio: grafiche, design e pubblicità azzeccate hanno determinato la diffusione capillare di certi prodotti, e la loro facile reperibilità li ha resi di scarso o nullo interesse collezionistico. Ora, man mano che le confezioni vengono aggiornate nella forma e nella livrea dalle aziende produttrici, andiamo perdendo esempi di eccellente progettazione».

Questo sostiene Gimini.

Da qui l’idea di Sneakered, una serie in cui il designer romagnolo ha provato a immaginare un potenziale rilancio di brand in qualche modo “polverosi” affidandolo alla realizzazione di una scarpa in edizione limitata in tema con il prodotto, con l’intento di raggiungere un pubblico giovane e attento, che è poi più o meno quello dei marchi di sneaker che Gimini ha utilizzato come base per i suoi mockup, come ad esempio Adidas, Nike, Puma, Reebok, Maison Margiela, Rick Owens, Creative Recreation.

Sneakered – un esempio del “making of”
© Gianluca Gimini

Tutti i modelli realizzati da Gianluca ovviamente non esistono “fisicamente”. Ma quel che sorprende sono sia i dettagli — vedi ad esempio le bollicine di anidride carbonica nella suola gel delle sneaker Tassoni, o la parrucca in quelle de La Pasticca del Re Sole — sia l’azzeccato connubio tra i le scarpe scelte e i marchi/prodotti che rappresentano.

Appena uscito (Sneakered è stato pubblicato oggi stesso su Behance), il progetto sarà anche presentato a marzo presso la Berliner Fahrrad Schau, una tra le più importanti fiere al mondo dedicate a tutto ciò che ruota attorno al fenomeno bici.
Che c’entrano le bici? In qualche modo c’entrano (e con Gianluca la domanda “che c’entra…?” ha davvero poco senso) perché poco meno di un anno fa il designer è stato pubblicato su praticamente ogni sito di notizie e ogni magazine del pianeta con un altro suo straordinario lavoro, Velocipedia.

Sneakered
© Gianluca Gimini

Sneakered
© Gianluca Gimini

Sneakered
© Gianluca Gimini

Sneakered
© Gianluca Gimini

Sneakered
© Gianluca Gimini

Sneakered
© Gianluca Gimini

Sneakered
© Gianluca Gimini

Sneakered
© Gianluca Gimini

Sneakered
© Gianluca Gimini


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