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Intervista a Maria La Duca, fondatrice di Illustratore Italiano, nuova rivista indipendente dedicata al mestiere di chi disegna

In principio fu una pagina facebook. Poi è arrivato il blog e, infine, il grande passo: la rivista, in uscita il prossimo mese.

Nato dall’idea di Maria La Duca, illustratrice, Illustratore Italiano è il primo magazine indipendente realizzato in Italia ad essere interamente dedicato al disegno e ai disegnatori italiani.
Per saperne di più e capire il perché, il percome, il “per chi”, cosa ci sarà dentro al numero di debutto e come ha fatto a trovare la grana per finanziare il progetto, ho intervistato Maria.

* * *

Ti va di raccontarmi il progetto? Leggo che all’inizio è partito come pagina facebook.

Si, esattamente! Il primo post è stato sulla strada per Vicenza il giorno dell’inaugurazione del B.U.M., 4 ottobre 2014.
La mia necessità era quella di capire come muovermi all’interno della scena dell’illustrazione italiana.
Io sono illustratrice, concluderò la Scuola Comics quest’anno, a Padova, ma povengo da una laurea in fisioterapia e un quasi-diploma in osteopatia e cambiare strada radicalmente a 28 anni vuol dire buttarsi nella mischia con un carroarmato. O almeno questa è stata la mia strategia.
Cercando informazioni in rete mi sono accorta in fretta che la mole era enorme ma i punti di rifermento troppo distanti tra loro: Bologna, Treviso, Lucca, Macerata, Vicenza, Milano, Napoli… ognuno per sé. Così è arrivata la pagina. Condivisione dei contenuti.

(per gentile concessione di “Illustratore Italiano”)

(per gentile concessione di “Illustratore Italiano”)

Racconteremo il disegno in tutte le sue declinazioni: illustrazione pura, street art, reportage, architettura, infanzia, moda, type design, scultura.
Da lì alla rivista come ci sei arrivata?

Il passaggio al progetto editoriale ha iniziato a maturare pochi mesi dopo, lavorando con Filippo, grafico, all’identità visiva e con Alessandro, giornalista, alla formula da sviluppare.
Digitale e carta. Sono e siamo tutti e tre affezionati all’oggetto fisico per le sue caratteristiche uniche e allo stesso tempo consapevoli delle potenzialità del digitale, per velocità di diffusione e costi pari a zero.
Quindi a luglio 2015 è arrivato il blog wordpress, funzionale, gratuito e spontaneo nei contenuti.

E hai cominciato ad allacciare relazioni con chi lavora in questo mondo.

Sì, nel frattempo ho partecipato a tutti gli eventi raggiungibili e conosciuto alcuni tra gli illustratori con cui sono nate le collaborazioni che troverete sulle nostre pagine.
Ricordo benissimo la giornata a Inchiostro Festival in cui Simone Massoni mi ha fatto da pr: birretta, infradito e grandi presentazioni. Chiara Fedele, Marina Marcolin, Mauro Gandini e gli organizzatori del festival. Altri “fan” di Doppia-i sono arrivati da collaborazioni precedenti: Riccardo Guasco ad esempio, che ha detto di noi «Siete come Skytg24», una bella soddisfazione no?

(per gentile concessione di “Illustratore Italiano”)

(per gentile concessione di “Illustratore Italiano”)

Saranno gli autori a raccontarsi in prima persona, attraverso i lavori che abbiamo commissionato.
Per stampare il primo numero avete anche lanciato una campagna di crowdfunding che però non è andata come speravate.

Abbiamo lanciato la campagna crowdfunding su Ulule per finanziare il primo numero. Adesioni lampo per Francesco Poroli, Gianluca Folì, Riccardo Fano e in scia tantissimi altri. Alla fine non abbiamo raggiunto il budget ma ci siamo presentati a tutti e riscontrato l’interesse, che è stato il motore per andare avanti.
E infine eccoci qua, a marzo 2016. Al nostro primo numero.
Prezzo 15 Euro. Distribuzione Amazon e alcune librerie selezionate che ci hanno ospitato nelle nostre presentazioni.

Cosa ci sarà nel magazine? Interviste? Editoriali?

Racconteremo il disegno in tutte le sue declinazioni: illustrazione pura, street art, reportage, architettura, infanzia, moda, type design, scultura. Saranno gli autori a raccontarsi in prima persona e attraverso i lavori che abbiamo commissionato.
Alcune figure esterne invece tratteranno i temi dell’estetica e della professione.
Agli editoriali penseremo io e Alessandro Carboni, il direttore. Filippo La Duca si occupa del progetto grafico (il logo ad esempio l’ha realizzato lui).
La rivista sarà interamente in doppia lingua, per favorire la promozione dei nostri autori all’estero. Amazon è stato scelto anche per questo.

(per gentile concessione di “Illustratore Italiano”)

(per gentile concessione di “Illustratore Italiano”)

L’obiettivo qual è?

Portare il lettore a contatto con gli illustratori e il loro mestiere. Questo è il nostro obiettivo: il mestiere. In Italia si fa ancora fatica a inquadrare questi professionisti.
«Ah, disegni? Quindi cosa fai per vivere?»
DISEGNO, E SAPESSI QUANTO HO DA FARE!

Portare il lettore a contatto con gli illustratori e il loro mestiere. Questo è il nostro obiettivo: il mestiere.
Verrà dato risalto solo alle “nuove leve” o anche a tutti quei professionisti che hanno fatto la storia dell’illustrazione?

Il taglio di questo primo numero è contemporaneo ma ci sarà un articolo su Gae Aulenti, ad esempio, e del suo personale utilizzo del disegno in fase di progettazione.
Nel numero due invece tratteremo il binomio cinema-disegno. Fellini disegnava parecchio i propri sogni e personaggi.
Una rivista che ci ha ispirato notevolmente è Corto Maltese: viaggi e approfondimenti e tanto tanto disegno. Gli autori erano i protagonisti di quegli anni: Toppi, Pazienza, Pratt ma anche Scerbanenco.
Proporremo un racconto che sarà illustrato successivamente tramite la modalità del concorso: noi proponiamo il testo e il migliore candidato sarà pubblicato nel numero successivo.

(per gentile concessione di “Illustratore Italiano”)

(per gentile concessione di “Illustratore Italiano”)

Il pubblico che abbiamo in mente è questo: il professionista e l’appassionato, lo studente e il professore d’accademia, il curioso e l’addetto ai lavori.
Per questo primo numero il concorso aveva come tema la famiglia.

Sì, è stato scelto perché ho rischiato la seconda censura con una striscia che curo da quasi due anni su una testata bresciana, solo per aver menzionato il Family Day. La prima censura aveva a che fare con la BreBeMi, figurati…

Curiosità: riuscite ad autofinanziarvi il progetto o siete riusciti a trovare qualche sponsor?

Bella domanda. Procediamo cercando finanziamenti attraverso la regione ma al momento non c’è NIENTE per l’imprenditoria femminile, l’editoria, e l’unica possibilità trovata in un anno è un fondo che ti rimborsa in parte ma solo a progetto concluso e verosimilmente nel prossimo millennio.
Quindi siamo andati in banca e partiremo con un prestito, continuando a cercare sponsorizzazioni sensate.

(per gentile concessione di “Illustratore Italiano”)

(per gentile concessione di “Illustratore Italiano”)

Complimenti per il coraggio.

Ciuffi di capelli bianchi ad ogni firma!

L’immagine del disegnatore è affascinante, lo si può pensare immerso a contemplare la natura e questo è molto chic, molto hipster. Forse è per quello che piace tanto ora, non so. Mi sembra tremendo. È un mestiere come gli altri.
Qual è il pubblico che avete in mente?

Il professionista e l’appassionato, lo studente e il professore d’accademia, il curioso e l’addetto ai lavori.
È una sfida notevole ma l’entusiasmo non è mai mancato, per fortuna sono fiduciosa di natura.
Nella migliore delle ipotesi possibili sarà una sorta di “Vogue dell’illustrazione”.

Secondo te come mai c’è un’attenzione forse senza precedenti nei confronti dell’illustrazione?
Anche se credo che questa attenzione rivolta più che all’illustrazione, all’illustratore, come personaggio.

L’immagine del disegnatore è affascinante, lo si può pensare immerso a contemplare la natura e questo è molto chic, molto hipster. Forse è per quello che piace tanto ora, non so. Mi sembra tremendo. È un mestiere come gli altri.
Va dato merito, però, a chi sta alzando la voce per farsi sentire, parlo di Illustri ad esempio.

Sì stanno facendo un ottimo lavoro.
A proposito di questo: avete in mente collaborazioni con altre realtà?

Ci ha contattato MiMaster, invitandoci ad una loro mostra, e da lì sono nate le loro pagine dedicate alla professione, in particolare si parla di come realizzare un portfolio perfetto.
Usciremo prima della fiera di Bologna e sarà un ottima traccia per presentarsi in modo efficace.


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