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Da queste parti non ci siamo fatti scappare nemmeno un numero di Odiseo (in realtà qualcuno è scappato, letteralmente, e ora è nelle mani di un’amica che sta lavorando a un progetto sull’eros; anzi, colgo l’occasione per lanciare un appello alle mie copie rapite: figliolette mie, mi mancate, papino non si è dimenticato di voi!).

Vista la copertina — una morbida, cicciosa, molliccia, turgida, madida, rorida (vai avanti a piacere col dizionario dei sinonimi) chiocciolona “vaginoforme” — sicuramente non ci faremo scappare nemmeno questa sesta uscita, pubblicata con svizzera catalana regolarità a sei mesi dal numero precedente (nonostante la periodicità fissa quelli di Folch Studio, pluripremiato studio creativo di base a Barcellona, in Spagna, che Odiseo l’ha ideato e continua a produrlo, non vogliono venga chiamata “rivista” quanto piuttosto “pubblicazione”).

Tra storie, saggi brevi e soprattutto splendidi servizi fotografici e immagini di dipinti e installazioni, questo sesto numero ha come tema principale il rapporto tra ciò che è naturale e ciò che è artificiale, ovviamente visto attraverso la lente dell’arte contemporanea e di un erotismo sottile, pieno di simbologie e metafore, a volte pure apertamente esplicito ma sempre raffinato.
Disponibile in prevendita e in uscita in questi giorni, Odiseo #6 si può ordinare online.

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